A chi voglio piacere?

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Vado forse cercando il favore degli uomini, o quello di Dio?
Oppure cerco di piacere agli uomini?
Se cercassi ancora di piacere agli uomini,
non sarei servo di Cristo.

(Galati 1:10 – La Bibbia)
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Voglio piacere agli uomini o a Dio? La risposta sembra scontata, ma già nel primo secolo, quando l’apostolo Paolo scrisse queste parole, c’erano persone religiose che vivevano con la preoccupazione principale di piacere agli uomini.

Il problema esiste oggi come allora. Quante delle cose che facciamo servono a cercare l’approvazione dei nostri amici, dei nostri parenti, dei nostri colleghi, delle persone della chiesa di cui facciamo eventualmente parte? E quanto siamo invece interessati a ciò che Dio pensa di  noi?

L’apostolo Paolo aveva realizzato che per essere al servizio di Dio, non poteva preoccuparsi troppo di  piacere agli uomini.

Spesso, infatti, ciò che piace agli uomini non è ciò che piace a Dio.  Di conseguenza,  gli altri  potrebbero deriderci se facciamo delle scelte che onorano Dio.

Cosa diranno, ad esempio, se prendiamo delle posizioni  nette contro cose che la società considera ormai normali, come l’aborto o la promiscuità nei rapporti sessuali?  Saremo presi in giro se difenderemo la monogamìa in un mondo in cui è normale avere più partner possibili? Saremo considerati “vecchio stampo” se dichiareremo ancora di credere nel matrimonio, rigettando tutte le forme alternative che la bibbia chiama “fornicazione”?

E cosa penseranno di noi se avremo rispetto per il prossimo in un mondo in cui l’arroganza viene premiata e spesso fanno carriera proprio coloro che sanno imporsi di più, anche maltrattando il prossimo o facendo,  come si usa dire, “le scarpe” ai colleghi?

Il cristiano è chiamato a scegliere, ogni giorno, a chi vuole piacere. Se vuole piacere a Dio, non sempre piacerà agli uomini. È inevitabile.

Se vogliamo essere discepoli di Gesù, se vogliamo davvero essere al suo servizio, dobbiamo seguire le sue orme. Egli non si preoccupò di ciò che pensavano gli altri e non si laciò distrarre dalla sua missione, ma si preoccupò solo di fare la volontà del padre.

Allo stesso modo,  l’apostolo Paolo, che imitava Cristo, non si preoccupava del favore degli uomini ma di quello di Dio.

Proviamo a porci questa domanda: quanto cambierebbe la nostra  vita se in ogni cosa che facciamo  il nostro desiderio fosse quello di piacere a Dio? Faremmo tutto esattamente come lo stiamo facendo o cambieremmo qualcosa?

Scrutando la mia vita, mi rendo conto che, qua e là,  ci sono stati momenti in cui mi sono preoccupato troppo del pensiero degli uomini e non ho osato schierarmi chiaramente dalla parte di Dio quando avrei dovuto farlo. E tu? Puoi dire di non avere mai avuto esitazioni di questo genere?

Che gli altri pensino pure ciò che vogliono.

Che ci prendano pure in giro per le nostre idee.

Quando realizzi che l’unica cosa che conta è essere gradito a Dio, ti ritrovi improvvisamente  libero dall’ansia di dover a tutti i costi piacere agli altri. È una bellissima sensazione.

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