A volte è meglio tacere


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Nella moltitudine delle parole non manca la colpa,
ma chi frena le sue labbra è prudente.

(Proverbi 10:19 – La Bibbia)

Chi modera le sue parole possiede la scienza,
e chi ha lo spirito calmo è un uomo prudente.
Anche lo stolto, quando tace, passa per saggio;
chi tiene chiuse le labbra è un uomo intelligente.

(Proverbi 17:27-28)
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Quando ero un bambino, ero molto timido. Ricordo molto bene quanta difficoltà avevo anche solo nel salutare le persone. Ero capace di stare per ore in una stanza in mezzo ad altri, senza spiccicare una parola.

È incredibile come le persone con carattere espansivo tendano a stigmatizzare i timidi con le battute più scontate: “Stai un pò zitto!”, “Parli sempre tu!”, “Mi hai fatto una testa così!”.

Chi ha avuto questo problema può capire quanto fosse fastidioso essere preso in giro in questo modo. L’effetto di quelle battute era quello di farmi sentire come se a me mancasse qualcosa che gli altri invece avevano, come se ci fosse qualcosa di intrinsecamente sbagliato nel mio carattere.

Insomma, mi sembrava che il mondo fosse in mano agli estroversi e che noi, poveri introversi, fossimo relegati ad un ruolo di secondo piano.

Crescendo ho cominciato ad aprirmi di più e , guarda un po’, non vado a scoprire che più parole si dicono e più si rischia di fare del male a qualcuno, di offendere qualcun’altro, di dire cose inesatte?

Quante volte negli ultimi anni mi sono ritrovato a chiedermi: “Perché non sono stato zitto?”

Ho sperimentato che ciò che dicono questi versi è assolutamente vero. Non si dovrebbe mai proferire delle parole con leggerezza. La parola è una facoltà straordinaria con la quale possiamo fare del bene a qualcuno, ma in un attimo possiamo anche fare danni ingenti! Più parole proferiamo, più rischiamo di renderci colpevoli verso qualcuno.

I versi che abbiamo letto ci invitano ad essere saggi, moderando le nostre parole. E, nel tempo, mi hanno fatto comprendere che la mia timidezza è stata in realtà un vantaggio in molte circostanze. Infatti se io che sono di poche parole sono comunque riuscito a fare danni con la lingua, quanto è difficile per chi è più estroverso riuscire ad evitarlo!

Se anche tu hai un carattere introverso, può consolarti scoprire che essere di poche parole non è un difetto. Quando gli altri ti prendono in giro per il tuo silenzio, non ti curar di loro. Lasciali parlare. A loro piace fare così.

La tua prudenza nell’aprire la bocca ti eviterà molti problemi. Non disprezzare il tuo carattere, ma ringrazia Dio che ti ha fatto così: hai ricevuto la grazia di saper frenare le tue labbra.

A volte è meglio tacere. Persino uno sciocco passa per saggio quando tace!

Naturalmente ci sono momenti in cui dobbiamo parlare e guai a noi se non lo facciamo. Ad esempio, la timidezza non deve diventare un ostacolo che ci impedisca di testimoniare della nostra fede. Il Signore ci aiuterà a trovare il coraggio quando sarà necessario che apriamo la nostra bocca. Ad esempio, io non avrei mai pensato di potere essere capace di parlare anche di fronte ad un grande pubblico, eppure mi è capitato parecchie volte e il Signore mi ha sempre sostenuto.

Impariamo tutti, introversi ed estroversi, a ponderare le nostre parole e a parlare con cognizione di causa. Poche parole ben spese varranno più di molte parole a vanvera.

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One Comment

  1. Vi propongo anche questa poesia che ci parla dello stesso argomento:

    IL SILENZIO E’…
    Quando non divulghi le colpe dei fratelli,
    quando perdoni senza indagare nel passato,
    quando non condanni, ma intercedi nell’intimo,
    IL SILENZIO E’ MISERICORDIA.

    Quando soffri senza lamentarti,
    quando non cerchi consolazione dagli uomini,
    quando non intervieni
    ma attendi che il seme germoli lentamente,
    IL SILENZIO E’ PAZIENZA.

    Quando non rispondi alle offese,
    quando non reclami i tuoi diritti,
    quando lasci a Dio la difesa del tuo onore,
    IL SILENZIO E’ MITEZZA.

    Quando taci per lasciare emergere i fratelli,
    quando celi nel riserbo i doni di Dio,
    quando lasci che il tuo agire sia interpretato male,
    quando lasci ad altri la gloria dell’impresa,
    IL SILENZIO E’ UMILTA’.

    Quando taci, perché è Lui che agisce,
    quando rinunci ai suoni, alle voci del mondo,
    per stare alla sua presenza,
    quando non cerchi comprensione,
    perché ti basta essere conosciuto da Lui,
    IL SILENZIO E’ FEDE.

    Quando non predichi il Vangelo,
    quando non annunci la Buona notizia,
    IL SILENZIO E’ PECCATO.

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