Abbiamo trovato il Messia Evangelo di Giovanni - Episodio 6

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Questo articolo è la parte 6 di 90 nella serie Evangelo di Giovanni

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«Ecco l’Agnello di Dio

Un Re da Nazaret?»


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Il giorno seguente, Giovanni era di nuovo là
con due dei suoi discepoli;
e fissando lo sguardo su Gesù, che passava,
disse: «Ecco l’Agnello di Dio!»
I suoi due discepoli, avendolo udito parlare, seguirono Gesù.
Gesù, voltatosi, e osservando che lo seguivano, domandò loro: «Che cercate?»
Ed essi gli dissero: «Rabbì (che, tradotto, vuol dire Maestro), dove abiti?»
Egli rispose loro: «Venite e vedrete».
Essi dunque andarono, videro dove abitava
e stettero con lui quel giorno. Era circa la decima ora.
Andrea, fratello di Simon Pietro, era uno dei due che avevano udito Giovanni e avevano seguito Gesù.
Egli per primo trovò suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» (che, tradotto, vuol dire Cristo);
e lo condusse da Gesù. Gesù lo guardò e disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; tu sarai chiamato Cefa» (che si traduce «Pietro»).

(Giovanni 1:35-42 – La Bibbia)
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Dio ha scelto di utilizzare noi uomini per testimoniare agli altri di Lui.

Come abbiamo letto, Giovanni Battista riconobbe Gesù come agnello di Dio che toglie il peccato nel mondo e subito vide i primi frutti della sua testimonianza: due dei suoi discepoli decidono di seguire Gesù per potergli parlare.

Quando Gesù chiese a quei due discepoli cosa cercavano, ovvero di cosa avessero bisogno, quei due discepoli di Giovanni, chiedendo dove Gesù abitasse, sembravano esprimere in effetti il desiderio di passare del tempo con Lui, di conoscerlo meglio. Gesù li accontentò. Essi si mostrarono subito molto rispettosi riconoscendolo come Rabbì, ovvero maestro, e disponendosi quindi ad imparare da Lui.

Fino a quel momento quei due discepoli avevano reagito alle parole del loro maestro Giovanni Battista nel modo più logico possibile. Infatti Giovanni non aveva mai negato di essere solo un precursore del Messia e, in quel momento, finalmente avevano l’opportunità di stare con Colui al quale il loro maestro aveva preparato la strada.

Era la decima ora del giorno (le quattro del pomeriggio) ed essi rimasero con Gesù per la restante parte del giorno. Ciò che accadde in quelle poche ore la dice lunga sulla personalità speciale di Gesù. Infatti non abbiamo dettagli della conversazione di quel pomeriggio ma sappiamo che quel tempo fu sufficiente a convincere Andrea (uno dei due che erano stati con Gesù) del fatto che Gesù fosse il Cristo.

Andrea non si trattenne dall’andare subito a dirlo a suo fratello Simone, quel Simone che passò alla storia con il nome di Pietro, nome che Gesù stesso gli diede in quell’occasione.

Se ci pensiamo un attimo, ciò che Andrea fece è proprio ciò che ha permesso alla buona notizia della salvezza in Gesù Cristo di arrivare fino a noi oggi. Il passaparola è il metodo che Dio ha scelto per raggiungere gli uomini. Un uomo ne ha parlato ad un altro, una generazione alla seguente, e così via fino a raggiungere noi uomini e donne del ventunesimo secolo.

Se non ci fossero stati uomini come Andrea che, avendo conosciuto Gesù, sono andati a dirlo ad altri per portarli a conoscere il Salvatore, la buona notizia non sarebbe mai giunta fino a noi. Se anche noi abbiamo trovato il Messia nella nostra vita, dovremmo fare proprio come Andrea, trasmettendo la buona notizia ad altri e portandoli da Gesù. Ovviamente, non potremo portarli fisicamente da Gesù come fece Andrea, ma potremo portarli alla bibbia, invitandoli a leggere magari proprio questo evangelo di Giovanni affinché anche loro, come noi, possano conoscere Gesù Cristo, essere trasformati dallo Spirito di Dio e trovare la vita eterna. Questo, tra l’altro, è proprio il motivo per cui condivido questi brevi pensieri. Che Dio vi benedica e vi dia di conoscere Gesù il Messia, il solo che possa darvi vita eterna.

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