Adiratevi e non peccate?

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Adiratevi e non peccate;
il sole non tramonti sopra la vostra ira
e non fate posto al diavolo.

(Efesini 4:26-27 – La Bibbia)

Sappiate questo, fratelli miei carissimi:
che ogni uomo sia pronto ad ascoltare, lento a parlare, lento all’ira;
perché l’ira dell’uomo non compie la giustizia di Dio.

(Giacomo 1:19-20)

Non fate le vostre vendette, miei cari,
ma cedete il posto all’ira di Dio;
poiché sta scritto: «A me la vendetta;
io darò la retribuzione», dice il Signore.

(Romani 12:19)
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Ci sono situazioni in cui può essere necessario adirarsi, ovvero situazioni in cui dobbiamo manifestare la giusta indignazione ed agire con fermezza e con giustizia. Purtroppo però sappiamo che l’ira dell’uomo sfocia in maniera naturale nel peccato, anzi l’ira è spesso espressione tipica della natura peccaminosa dell’uomo.

Mentre l’ira di Dio, di cui si parla molto nella bibbia, è sempre volta a manifestare la sua giustizia, come espressione della sua santità e della sua giusta indignazione nei confronti del peccato dell’uomo, l’ira dell’uomo frequentemente nasce da un desiderio di vendetta più che di giustizia e il più delle volte invece di risolvere un contenzioso peggiora le cose. Spesso gli uomini nella loro ira fanno del male al prossimo con cattiveria e amarezza piuttosto che fare giustizia. L’uomo non deve cercare vendetta ma lasciare che sia Dio a dare ad ognuno la giusta retribuzione. A differenza dell’uomo infatti Dio è giusto nei suoi giudizi, punisce con giusta misura e non è influenzato da favoritismi.

Non è facile mantenere il giusto equilibrio ed essere obiettivi quando siamo coinvolti in prima persona in una lite perché tendiamo ad essere concentrati su noi stessi, sui nostri diritti, sulle nostre ragioni. In questo senso l’esortazione di Giacomo è molto utile perché ci dice che ogni uomo deve saper ascoltare il suo interlocutore piuttosto che inondarlo con un fiume di parole e lasciarsi trasportare dall’ira. Infatti l’ira dell’uomo non compie la giustizia di Dio.

Gesù non ha mai peccato ma è stato in grado di mostrare la giusta indignazione quando si trovò di fronte a situazioni che meritavano il suo intervento (es. mercanti nel tempio in Mt 21:12-13).

Gesù mantenne sempre il pieno controllo della sua persona mentre l’uomo nel suo peccato,accecato dall’ira, tende a coltivare sentimenti di rancore, amarezza, odio anche per molto tempo. Ecco perché il brano di Efesini ci invita ad adirarci con giusta misura, non lasciando che “il sole tramonti sopra la nostra ira”, ovvero non dovremmo lasciare che la giornata si concluda senza aver cercato di risolvere ogni situazione, cercando al più presto il perdono e la riconciliazione. Non dovremmo mai lasciare che la radice velenosa del rancore affondi nella nostra anima, avvelenando la nostra esistenza e portandoci a cercare vendetta. Quello è infatti il modo in cui lasciamo spazio al nostro vero avversario, il diavolo.

Abbiamo bisogno di fare nostri questi principi non solo per essere ubbidienti al Signore ma anche perché vivremo sicuramente meglio. L’ira dell’uomo infatti, oltre a non compiere la giustizia di Dio, lo priva della gioia per lasciare nel suo cuore rancore, odio, desiderio di vendetta che rendono la sua esistenza triste. Quanto è bello invece poter andare a dormire ogni sera lasciando queste cose fuori dalla nostra vita e affidandoci a Dio, colui che conosce ogni cosa e agisce sempre con giustizia anche quando manifesta la sua ira.

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