Adorazione e confessione Episodio 21 - Libro di Neemia

Questo articolo è la parte 21 di 31 nella serie Libro di Neemia

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«Dall’ascolto all’azione

Un Dio misericordioso»


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Il ventiquattresimo giorno dello stesso mese, i figli d’Israele si radunarono, vestiti di sacco e coperti di polvere, per celebrare un digiuno.
Quelli che appartenevano alla discendenza d’Israele si separarono da tutti gli stranieri, si presentarono davanti a Dio, e confessarono i loro peccati e le iniquità dei loro padri. Si alzarono in piedi nel posto dove si trovavano, e ascoltarono la lettura del libro della legge del SIGNORE loro Dio, per un quarto della giornata; e per un altro quarto essi fecero la confessione dei peccati, e si prostrarono davanti al SIGNORE loro Dio.
Iesua, Bani, Cadmiel, Sebania, Bunni, Serebia, Bunni e Chenani salirono sulla tribuna dei Leviti e invocarono ad alta voce il SIGNORE loro Dio. I Leviti Iesua, Cadmiel, Bani, Casabneia, Serebia, Odia, Sebania e Petaia dissero:
«Alzatevi e benedite il SIGNORE vostro Dio,
di eternità in eternità!
Si benedica il tuo nome glorioso,
che è esaltato al di sopra di ogni benedizione e di ogni lode!
Tu, tu solo sei il SIGNORE!
Tu hai fatto i cieli, i cieli dei cieli e tutto il loro esercito,
la terra e tutto ciò che è sopra di essa,
i mari e tutto ciò che è in essi,
e tu fai vivere tutte queste cose,
e l’esercito dei cieli ti adora.

(Neemia 9:1-6 – La bibbia)
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Serie completa pensieri sul libro di Neemia

Capitolo 9
Neemia 9:1-6 Adorazione e confessione
Neemia 9:7-31 Un Dio misericordioso
Neemia 9:32-37 O Dio nostro, liberaci!
Altri capitoli di Neemia Vedi indice generale libro di Neemia

Chiunque si metta seriamente a leggere la bibbia, arriverà ad un certo punto in cui si sentirà mancante davanti a Dio. La bibbia illustra l’opera di Dio, la sua creazione, il suo piano di salvezza per l’uomo, ma evidenzia anche il bisogno dell’uomo di essere salvato, la sua continua disubbidienza e ribellione.

Non ci si stupisce quindi di vedere che l’ascolto della lettura della legge portò il popolo a maturare il desiderio di confessare a Dio i propri peccati, le proprie mancanze davanti a Lui.

Essi non si avvicinarono però alla legge in maniera distratta e non si limitarono ad una confessione frettolosa, tanto per togliersi il pensiero. Il loro atteggiamento in quella giornata fu molto serio. Consideriamo che essi avevano appena celebrato la festa delle capanne che si era conclusa il ventiduesimo giorno del mese. Si erano quindi presi un solo giorno di pausa e poi, il ventiquattresimo giorno del settimo mese, come abbiamo letto, essi si radunarono, vestiti di sacco e coperti di polvere, per celebrare un digiuno. Essi stavano quindi manifestando segni di lutto e dolore e inoltre, digiunando, stavano affermando che in quel momento c’era qualcosa di più importante del cibo per loro, essi infatti avevano bisogno di cibo spirituale e di essere riconciliati con Dio!

Essi dedicarono ben tre ore (questo è il periodo a cui ci si riferisce con “un quarto della giornata”) all’ascolto della legge a poi altre tre ore a confessare i peccati, prostrandosi davanti a Dio.

Ma come cominciò la loro confessione? Cominciò nell’unico modo possibile: l’adorazione!

Infatti, se vogliamo che Dio ascolti le nostre preghiere dobbiamo avvicinarci a Lui con l’atteggiamento di adorazione che caratterizza chiunque si renda conto di trovarsi davanti al Signore, davanti a Colui che ha “fatto i cieli, i cieli dei cieli e tutto il loro esercito, la terra e tutto ciò che è sopra di essa,
i mari e tutto ciò che è in essi”. Il Signore è Colui che ha dato la vita alle sue creature ed è degno di essere adorato da loro! I Leviti invitarono dunque il popolo a benedire il nome glorioso del Signore loro Dio, di eternità in eternità, ovvero per sempre!

Solo se riconosciamo la grandezza di Dio, ci renderemo davvero conto di quanto siamo piccoli e di quanto abbiamo bisogno di avvicinarci davanti a Lui con umiltà e vero pentimento. Solo con un simile atteggiamento la nostra confessione di peccato sgorgherà con sincerità dal nostro intimo.

Quanto siamo lontani da quegli Israeliti! Spesso ci avviciniamo a Dio distratti, senza convinzione, senza renderci conto che abbiamo davanti Colui che ha fatto il cielo e la terra!

Che Dio ci aiuti ad avere la medesima serietà che gli Israeliti ebbero in quel giorno.

Che dio ci guardi dall’essere frettolosi e distratti quando ci presentiamo davanti a Lui.

Disponiamoci piuttosto a cercarlo con tutto il nostro cuore, con sincerità, decisi a lasciare che la sua parola penetri dentro di noi per spingerci a cambiare.

Se oggi la sua parola mette in evidenza qualcosa che non va nella nostra vita, non ignoriamo ciò che essa vuole dirci. Non ascoltiamo soltanto! Adoriamo il nostro Creatore e passiamo dall’ascolto alla confessione! Inginocchiamoci davanti al Creatore dei cieli e della terra e riconosciamo il nostro peccato.

Quando Egli ci illumina con la sua luce, reagiamo adorando Colui che ci ha fatti e confessiamogli la nostra pochezza, le nostre mancanze , i nostri peccati. Se siamo sinceri davanti a Lui possiamo essere certi che Egli ascolterà la nostra confessione . Infatti la bibbia, in 1 Giovanni 1:9, ci dice che “Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità” .

Egli ha dato suo figlio Gesù Cristo, il quale è morto proprio per i nostri peccati affinché noi potessimo ricevere il perdono. Avviciniamoci con riverenza davanti a Dio sapendo che Egli è ben disposto verso coloro che riconoscono il proprio peccato, lo confessano e riconoscono che Gesù ha pagato al loro posto sulla croce. Se la parola di Dio ha toccato il tuo cuore, lascia che da esso scaturiscano l’adorazione e la confessione.

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