Alza lo sguardo verso Gesù Evangelo di Giovanni - Episodio 12

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Questo articolo è la parte 12 di 90 nella serie Evangelo di Giovanni

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«Bisogna nascere di nuovo

Gesù deve crescere»


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«E, come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato, affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna.
Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.
Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
Il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo e gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie.
Perché chiunque fa cose malvagie odia la luce e non viene alla luce, affinché le sue opere non siano scoperte;
ma chi mette in pratica la verità viene alla luce, affinché le sue opere siano manifestate, perché sono fatte in Dio».

(Giovanni 3:14-21 – La Bibbia)
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Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. Questi sono tra i versi più conosciuti di tutta la bibbia.

Nei versi precedenti Gesù aveva spiegato a Nicodemo l’importanza della nuova nascita per entrare nel regno di Dio e avere vita eterna. I versi che abbiamo appena letto partono da quella conversazione per invitare a considerare come la vita eterna sia indissolubilmente legata al sacrificio di Gesù Cristo.

Infatti ci viene detto che il figlio dell’uomo (un titolo che si riferiva al Messia, quindi a Gesù) doveva essere innalzato allo stesso modo in cui Mosè innalzò il serpente nel deserto. Può sembrare un paragone strano se non si conosce bene la storia biblica a cui ci si riferisce. Nel capitolo 21 del libro dei Numeri ci viene raccontato questo episodio in cui gli Israeliti nel deserto si lamentarono con Mosè per la mancanza d’acqua e il cibo leggero (la manna) che comunque Dio provvedeva loro. Dio mandò allora dei serpenti velenosi che fecero morire molti di loro. Quando Mosè pregò per il popolo, Dio gli ordinò di preparare un serpente velenoso di bronzo e di metterlo su un’asta. Chi, in seguito al morso, avrebbe guardato il serpente di bronzo, sarebbe restato in vita.

Il paragone è chiaro. L’evangelista Giovanni sta dicendo che colui che guarda verso Gesù Cristo, il quale è stato innalzato (sulla croce) per noi, avrà vita eterna.

Come Dio aveva provveduto una soluzione per salvare gli Israeliti morsi dai serpenti velenosi, ha provveduto una soluzione per tutto il genere umano destinato a morire a causa del proprio peccato. Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.

Gesù non ci viene presentato solo come una possibile alternativa per essere salvati ma come l’unica opzione possibile che Dio abbia donato all’uomo. L’uomo è già sotto giudizio a causa del suo peccato e l’unica possibilità che ha per sfuggire al giudizio di Dio è quella di credere in Gesù Cristo.

Gesù è quindi venuto per salvare, è venuto come luce del mondo per portare vita e illuminazione spirituale, ma se l’uomo rifiuta quella luce non gli rimane altra alternativa che rimanere nelle tenebre.

Viene qui ripreso un tema già introdotto nel Prologo di Giovanni al capitolo 1. Giovanni presenta infatti la condizione dell’uomo come una condizione di tenebre e la venuta di Gesù (la luce) evidenzia ancora di più questa condizione. L’uomo ha bisogno di illuminazione per ritrovare una relazione con il suo Creatore e ciò è possibile solo attraverso l’opera di Gesù Cristo. Ma nel momento in cui gli uomini preferiscono ignorare la luce e rimanere nelle tenebre, di fatto rimangono sotto il giudizio di Dio.

Giovanni, ispirato da Dio, fa delle considerazioni sulla condizione dell’uomo che trovano assoluto riscontro nella vita di tutti i giorni, nel modo in cui le persone reagiscono all’annuncio dell’evangelo. L’uomo senza timore di Dio vive infatti una vita piena di peccato, in opposizione a Dio, una vita che non ha altro scopo che soddisfare se stesso. Le opere dell’uomo senza Dio sono malvagie e Giovanni sottolinea che l’uomo ha una repulsione verso la luce proprio perché essa mette in evidenza la sua malvagità. Infatti la prima cosa che l’illuminazione spirituale fa nella vita di un uomo è mettere il dito nella piaga, ovvero far vedere il suo stato di peccato, il suo bisogno di salvezza. L’uomo non vuole abbandonare il suo peccato e rifiuta la luce.

Invece, chi viene alla luce, accetta quell’illuminazione, si arrende riconoscendo che le cose stanno proprio come Dio dice: le sue opere lo condurranno alla morte eterna. Egli si rende quindi conto del suo bisogno di salvezza e riceve la verità, Gesù Cristo, nella sua vita perché comprende che Gesù è l’unica possibilità per sfuggire al giudizio di Dio. A quel punto egli non ha più paura della luce, non ha più paura che le sue opere siano manifestate, ma rimane nella luce e cammina nella verità e nell’ubbidienza a Dio, senza temere più alcun giudizio.

Chi non crede in Gesù è già giudicato.

Non ci sarà un perdono generalizzato alla fine dei tempi.

Non ci saranno colpi di spugna per cancellare i peccati dell’uomo.

Dio ha fatto già tutto quello di cui hai bisogno per la tua salvezza, mandando suo figlio a morire sulla croce per i tuoi peccati. Alza lo sguardo verso Gesù perché solo così puoi avere vita eterna. Cosa farai? Odierai la luce e rimarrai nelle tenebre, oppure lascerai che la luce di Dio trasformi la tua vita?

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