Àlzati e cammina Evangelo di Giovanni - Episodio 18

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Questo articolo è la parte 18 di 90 nella serie Evangelo di Giovanni

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«Tuo figlio vive

Dio opera di sabato?»


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Dopo queste cose ci fu una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
Or a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, c’è una vasca, chiamata in ebraico Betesda, che ha cinque portici. Sotto questi portici giaceva un gran numero d’infermi, di ciechi, di zoppi, di paralitici
[, i quali aspettavano l’agitarsi dell’acqua; perché un angelo scendeva nella vasca e metteva l’acqua in movimento; e il primo che vi scendeva dopo che l’acqua era stata agitata era guarito di qualunque malattia fosse colpito].
Là c’era un uomo che da trentotto anni era infermo. Gesù, vedutolo che giaceva e sapendo che già da lungo tempo stava così, gli disse: «Vuoi guarire?»
L’infermo gli rispose: «Signore, io non ho nessuno che, quando l’acqua è mossa, mi metta nella vasca,
e mentre ci vengo io, un altro vi scende prima di me».
Gesù gli disse: «Àlzati, prendi il tuo lettuccio e cammina».
In quell’istante quell’uomo fu guarito; e, preso il suo lettuccio, si mise a camminare.

(Giovanni 5:1-8 – La Bibbia)
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La legge prescriveva tre grandi feste in cui gli Israeliti dovevano recarsi a Gerusalemme (vedi De 1:16): la festa dei tabernacoli, la Pasqua (che dava inizio alla settimana dei Pani azzimi) e la Pentecoste. Probabilmente era proprio una di queste feste quella a cui ci si riferisce qui.

Sotto i portici della vasca di Betesda Gesù si trovò davanti ad ogni genere di sofferenza. C’erano ciechi, zoppi, paralitici, molti dei quali soffrivano da anni o addirittura da tutta la vita, i quali facevano a gara tra loro per essere guariti.

La fine del verso 3 e tutto il verso 4 (messe tra parentesi quadre nel nostro testo) non sono presenti nei manoscritti più antichi e gran parte degli studiosi (e delle traduzioni bibliche che mettono normalmente i testi tra parentesi quadre) ritiene si tratti di aggiunte fatte su un manoscritto antico come nota per spiegare la credenza alla base della quale tutte quelle persone stavano presso la vasca. Visto che l’acqua ogni tanto si metteva in movimento (possibile presenza di una sorgente intermittente?) si era probabilmente diffusa la credenza che fosse un angelo a metterla in movimento e che il primo a scendere in acqua sarebbe stato guarito.

Tutte quelle persone erano in competizione per essere guarite, confidando in una credenza popolare. Molte persone erano inferme a quei tempi e, malattie con le quali oggi possiamo convivere, diventavano invece un grosso problema per loro. In una società prevalentemente agricola, chi aveva dei problemi fisici non poteva lavorare e, in assenza dell’assistenza sanitaria, poteva solo sperare che altri lo aiutassero per racimolare il necessario per vivere. Era quindi ovvio che il miraggio di una possibile guarigione attirasse molte persone alla vasca di Betesda.

Doveva essere uno spettacolo triste per Gesù, camminare tra quelle persone che speravano di poter guarire basandosi su una superstizione ed erano invece ignare del fatto che Lui avrebbe potuto guarirli senza bisogno di alcuna vasca…

Tra i tanti malati, che Gesù nella sua onniscienza conosceva uno ad uno, ce n’era uno che conviveva da ben trentotto anni con la sua malattia ed era ormai rassegnato perché c’era sempre qualcun altro che riusciva a scendere nella vasca prima di lui. Eppure continuava a recarsi lì, nella speranza che comunque qualcosa di buono potesse accadere anche per lui prima o poi. Gesù deve aver avuto compassione di quell’uomo e gli pose una semplice domanda: «Vuoi guarire?». Potrebbe sembrare una domanda retorica visto che quell’uomo si trovava lì vicino alla vasca, ma Gesù gli stava offrendo la possibilità di guarire davvero, senza bisogno di alcuna acqua miracolosa.

Gesù non tenne in conto la risposta scontata dell’uomo e decise di agire. «Àlzati, prendi il tuo lettuccio e cammina». Bastarono queste poche parole a ristabilire quell’uomo mettendolo in grado di camminare. Quell’uomo fece ciò che Gesù gli aveva detto: prese il suo lettuccio e si mise a camminare.

Il testo non ci dice però che quell’uomo ebbe fede in Gesù per ricevere un miracolo. Non ci dice neanche che quell’uomo fu particolarmente riconoscente. Più tardi, quando alcuni Giudei lo interrogarono, come vedremo, egli non conosceva neanche il nome di chi lo avesse guarito… Gesù lo guarì di sua spontanea volontà senza aspettarsi nulla in cambio.

Questo non è ciò che accade molte volte anche oggi? Quante persone hanno visto la mano di Dio agire nella loro vita, hanno sperimentato la sua opera eppure non hanno riposto la loro fede in Lui e non lo conoscono!

Ci sono molti che anche oggi affermano che le persone guariscono o non guariscono a seconda della loro fede ma questo, che abbiamo appena letto, è un classico esempio del fatto che Dio nella sua grazia può guarire chiunque. Ci sono poi persone che di fronte ai segni, vanno davvero a Gesù e ripongono la loro fede in Lui, altri prendono ciò che il Signore ha dato loro senza ringraziare e vanno avanti per la loro strada, proprio come fece quest’uomo.

Tutte quelle persone erano presso la vasca di Betesda sperando in un miracolo, ma Dio non è legato ad un luogo specifico. Gesù dimostrò di poter guarire istantaneamente, dimostrò che è possibile incontrare Dio ovunque. E tu lo hai già incontrato? Stai forse aspettando che egli agisca nella tua vita in modo miracoloso? Forse lo ha già fatto e tu , come quell’uomo, hai preso il tuo lettuccio e ti sei messo a camminare senza tornare neanche indietro a ringraziare, senza che la tua vita cambiasse. Pensaci… forse hai già incrociato Gesù nella tua vita ma non lo hai riconosciuto. Forse continui a rimanere presso la tua Betesda attendendo che qualcosa accada… Cerca piuttosto Colui che può trasformare la tua vita in un istante.

Altre risorse sul web
Per un articolo sui versi 3 e 4 e la tradizione legata alla vasca di Betesda potete leggere l’articolo di Nicola Martella su http://www.puntoacroce.altervista.org/_BB/A1-Betesda_Lourdes_Avv.htm

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2 Comments

  1. La voce dovrebbe essere più alta XK\’ faccio fatica a seguire, poike\’ il tono è troppo basso. Grazie e il Signore benedica voi e la Semina della Sua Parola!

    • Grazie per il suggerimento. Purtroppo ti assicuro che la voce è già piuttosto alta. Abbiamo provato con diversi dispositivi e si sente bene. Forse potresti alzare il volume del tuo dispositivo? Fammi sapere . Grazie

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