Amatevi come io vi ho amato Evangelo di Giovanni - episodio 54

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Questo articolo è la parte 54 di 90 nella serie Evangelo di Giovanni

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«La triste strada del traditore

La via, la verità e la vita»


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Quando egli fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è glorificato e Dio è glorificato in lui. Se Dio è glorificato in lui, Dio lo glorificherà anche in se stesso e lo glorificherà presto.
Figlioli, è per poco che sono ancora con voi. Voi mi cercherete; e, come ho detto ai Giudei: “Dove vado io, voi non potete venire”, così lo dico ora a voi. Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Come io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri. Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri».
Simon Pietro gli domandò: «Signore, dove vai?» Gesù rispose: «Dove vado io, non puoi seguirmi per ora; ma mi seguirai più tardi». Pietro gli disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!» Gesù gli rispose: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità ti dico che il gallo non canterà che già tu non mi abbia rinnegato tre volte.

(Giovanni 13:31-38 – La Bibbia)
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Gesù aveva ancora poche ore da passare con i discepoli. Si stava avvicinando per lui il momento decisivo per la sua missione.

Da un punto di vista umano la croce sembrerebbe la più grande delle sconfitte, ma Gesù si riferì a quel momento come l’ora in cui egli sarebbe stato glorificato e avrebbe glorificato il Padre. Gesù sapeva infatti che sulla croce avrebbe ottenuto una grande vittoria. Egli sarebbe passato attraverso la morte soddisfando la giustizia di Dio, prendendo su di sé la condanna che l’umanità intera avrebbe meritato e avrebbe acquistato una grande salvezza per tutti coloro che avrebbero creduto in Lui. Non sarebbe stata una sconfitta ma una vittoria definitiva sul peccato, sulla morte e sul diavolo. Inoltre la croce avrebbe glorificato Dio mostrando gli aspetti peculiari del suo carattere, la sua potenza, la sua giustizia, la sua santità, la sua fedeltà alle promesse e soprattutto il suo amore verso l’umanità.
Ma Gesù non sarebbe rimasto nella tomba, egli sarebbe asceso al Padre e il Padre lo avrebbe glorificato in sé stesso. Egli si sarebbe riappropriato della gloria che già gli apparteneva prima che il mondo esistesse. Infatti, più tardi quella notte Gesù avrebbe pregato così: “Ora, o Padre, glorificami tu presso di te della gloria che avevo presso di te prima che il mondo esistesse.”

In quelle ultime ore, dopo aver già dato loro una magistrale lezione di amore pratico attraverso il lavaggio dei piedi, Gesù insistette ancora sull’amore che avrebbe dovuto caratterizzare i suoi discepoli.

Era importante insistere sull’amore. L’amore sarebbe stato il loro marchio di fabbrica, la caratteristica con la quale avrebbero reso testimonianza al mondo in maniera forte ed efficace. Il loro amore reciproco sarebbe stato ciò che avrebbe colpito gli altri e li avrebbe portati a conoscere l’amore di Gesù per l’umanità.

Ogni Israelita che conoscesse la legge sapeva quanto fosse importante amare Dio ma anche amare i propri fratelli. La legge infatti invitava ad amare il prossimo come sé stesso (Le 19:18). Quindi l’invito ad amarsi gli uni gli altri non era certamente un comandamento nuovo. Ma Gesù quella sera aveva specificato qualcosa di più: “Come io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri.”. Quella frase “Come io vi ho amati” cambia davvero tutto. Gesù stava per dare la sua vita per loro, ecco in quale modo li stava amando. sarebbero essi stati pronti ad amarsi gli uni gli altri essendo pronti a spendere la propria vita per il bene dell’altro? Uno di loro, Giovanni, colui che avrebbe poi scritto questo evangelo, capì bene ciò che Gesù voleva dire, infatti scrisse poi in una sua epistola: “Da questo abbiamo conosciuto l’amore: egli ha dato la sua vita per noi; anche noi dobbiamo dare la nostra vita per i fratelli.” (1 Gv 3:16). La novità non stava nell’amare il prossimo ma nell’amarlo come Gesù aveva fatto. Gesù stava spostando l’asticella dell’amore molto in alto e costituendo un nuovo standard con il quale i suoi discepoli avrebbero dovuto conquistare il mondo.

I discepoli non avrebbero potuto seguirlo in ciò che stava per fare. Era giunto il momento di separarsi da loro per breve tempo per affrontare la croce. Pietro non capì ciò che Gesù intendeva dire…
Pietro un giorno sarebbe stato con Gesù e avrebbe avuto un corpo glorioso come tutti coloro che avrebbero creduto in Gesù, ma quello non era ancora il momento.

Pietro pensava di essere pronto a seguirlo ovunque. Addirittura era convinto di essere pronto a dare la sua vita per Gesù. Povero Pietro!
Quella notte egli avrebbe dovuto ingoiare un boccone amaro quando le parole di Gesù si sarebbero avverate e lui avrebbe rinnegato Gesù. Ma in seguito avrebbe capito ciò che il suo maestro stava per fare. Infatti sarebbe stato il suo maestro a dare la sua vita per lui, mostrando in maniera straordinaria la grandezza dell’amore di Dio per gli uomini.

L’amore ha portato Gesù sulla croce. Un amore pronto a sacrificarsi per l’altro, pronto a servire il prossimo dovrebbe essere la caratteristica principale dei suoi discepoli e della sua chiesa oggi. Purtroppo talvolta i suoi figli appaiono mancanti nel mostrare al mondo questo tipo di amore. Se è così anche per te, non è troppo tardi per cambiare. Puoi cominciare oggi ad amare come Lui ha amato.

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