Ambasciatori di Dio


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Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo,
come se Dio esortasse per mezzo nostro;
vi supplichiamo nel nome di Cristo:
siate riconciliati con Dio.

(2Corinzi 5:20 – La bibbia)

Come collaboratori di Dio, vi esortiamo
a non ricevere la grazia di Dio invano;

(2Corinzi 6:1)

Noi siamo infatti collaboratori di Dio,
voi siete il campo di Dio, l’edificio di Dio.
Secondo la grazia di Dio che mi è stata data,
come esperto architetto, ho posto il fondamento;
un altro vi costruisce sopra.
Ma ciascuno badi a come vi costruisce sopra;
poiché nessuno può porre altro fondamento
oltre a quello già posto, cioè Cristo Gesù.

(1Corinzi 3:9-11 NRV)
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L’ambasciatore è, ai nostri giorni, l’agente diplomatico di rango più elevato. Normalmente le ambasciate costituiscono la missione diplomatica di un paese in un altro paese del mondo. L’ambasciatore ha un grande potere, può in genere firmare trattati internazionali per conto del proprio stato essendo un rappresentatente del capo di stato.

Già nei tempi antichi esisteva la figura dell’ambasciatore, che era un rappresentante del proprio mandante e, oltre ad agire come messaggero, poteva negoziare per conto del mandante.
Si trattava quindi, anche allora, di un ruolo importante.

Questo verso ci presenta i credenti come ambasciatori per Cristo. Paolo pensava ai credenti come cittadini del cielo, che vivono nel mondo come in terra straniera. In questo senso, essi sono ambasciatori per Cristo che portano una buona notizia al mondo, esortando gli altri ad essere riconciliati con Dio.

Ma se Dio è onnipotente, ha bisogno di collaboratori e ambasciatori per portare avanti i suoi piani? Verrebbe da dire di no. Eppure Dio ha scelto di agire in questo mondo attraverso coloro che hanno già creduto in lui, coloro che già appartengono al suo regno e, quindi, possono svolgere questo ruolo di ambasciatori verso gli altri. In qualche modo è un gesto d’amore nei nostri confronti quello con il quale Dio ha scelto di affidarci un incarico così importante. Quale onore abbiamo ad essere suoi ambasciatori!

Paolo aveva ben chiaro il suo ruolo, la sua missione. Dai suoi scritti si deduce che egli aveva messo al primo posto il suo ruolo di collaboratore di Dio, portando avanti, con la grazia che gli era stata data, il compito che Dio gli aveva affidato. Egli si paragona ad un esperto architetto che pone il fondamento di un edificio, un edificio che si sviluppa a partire da Gesù Cristo. Come ambasciatore di Dio ha speso la sua vita, a partire dalla conversione, ad esortare le persone ad essere riconciliate con Dio, a non rifiutare la grazia di Dio.

Come credenti, presi da tante cose che riempiono la nostra vita, rischiamo di dimenticarci che abbiamo una missione diplomatica da svolgere, rischiamo di dimenticarci che dovremmo essere come stranieri e pellegrini su questa terra, come ambasciatori in terra straniera, perché la nostra vera patria è quella celeste che Dio ha preparato per noi. Abbiamo bisogno di ricordarci ogni giorno quale onore abbiamo di essere collaboratori di Dio che lavorano al medesimo edificio a cui lavorava Paolo, il cui fondamento è Gesù.

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One Comment

  1. Che compito alto, ma altrettanto di grande responsabilità. Pensiamo di riuscire senza fare il discepolato presso la scuola di Gesù? Signore apri la nostra mente per comprendere quale onore ci dai!
    pochi secondi fa

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