Amiamoci gli uni gli altri Seconda lettera di Giovanni - Episodio 1

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Questo articolo è la parte 1 di 3 nella serie 2 lettera di Giovanni

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Badate a voi stessi»


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L’anziano alla signora eletta e ai suoi figli che io amo nella verità (e non solo io ma anche tutti quelli che hanno conosciuto la verità) a motivo della verità che dimora in noi e sarà con noi in eterno: grazia, misericordia e pace saranno con noi da parte di Dio Padre e di Gesù Cristo, il Figlio del Padre, nella verità e nell’amore.
Mi sono molto rallegrato di aver trovato fra i tuoi figli alcuni che camminano nella verità, secondo il comandamento che abbiamo ricevuto dal Padre. E ora ti prego, signora, non come se ti scrivessi un comandamento nuovo, ma quello che abbiamo avuto fin da principio: amiamoci gli uni gli altri! In questo è l’amore: che camminiamo secondo i suoi comandamenti. Questo è il comandamento in cui dovete camminare come avete imparato fin da principio.

(2 Giovanni 1-6 – La Bibbia)
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Indice generale della serie sulla seconda lettera di Giovanni

Un uomo anziano scrive ad una signora e ai suoi figli…

Un inizio un po’ strano vero?

In effetti l’espressione utilizzata da Giovanni (a cui tradizionalmente è stata sempre associata questa lettera) sembra indicare più la sua posizione di responsabilità nella chiesa che non la sua età, benché sia possibile che al momento della stesura di questa lettera Giovanni avesse comunque già una certa età.

Per quanto riguarda la signora eletta è improbabile che si tratti di una persona in carne ed ossa considerando la mancanza di riferimenti personali nel contenuto della lettera. Anche i saluti finali “I figli della tua eletta sorella ti salutano” fanno più che altro pensare a due chiese che Giovanni personifica come se fossero due sorelle.
Perché Giovanni ha agito così? Non lo sappiamo ma è possibile che abbia utilizzato questi termini un po’ criptici per evitare che i destinatari venissero identificati e perseguitati, nel caso in cui la lettera fosse stata intercettata. Inoltre la lettera sembra pensata per essere una lettera circolare piuttosto che indirizzata ad una persona o ad un gruppo specifico. In tal caso, ogni chiesa avrebbe ricevuto la lettera da un’altra chiesa con i relativi saluti inclusi già nel testo.

In un modo o nell’altro, non cambia nulla nell’interpretazione della lettera. Infatti il contenuto della lettera è piuttosto chiaro per cui siamo sicuri che questi figli a cui si riferisce sono dei cristiani ai quali Giovanni voleva molto bene.

Questi versi evidenziano un concetto importante per Giovanni: tutti coloro che hanno conosciuto la verità sono in qualche modo uniti dal medesimo amore gli uni per gli altri.
Infatti l’amore che Giovanni provava per queste persone era legato alla verità che condividevano. A differenza di quanto siamo portati a pensare, la verità e l’amore
sono intimamente connessi al punto che non ha senso parlare di vero amore senza la verità e, allo stesso tempo, non possiamo dire di aver conosciuto la verità se non amiamo.

In 1 Gv 3:23 avevamo letto: “Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo, Gesù Cristo, e ci amiamo gli uni gli altri secondo il comandamento che ci ha dato.”. Anche in quel caso Giovanni evidenziava la fede in Gesù Cristo e l’amore gli uni per gli altri come due lati di una stessa medaglia.

Giovanni infatti si rallegrava nel vedere che alcuni di loro camminavano nella verità, un’espressione che implica un comportamento coerente con la verità professata.

L’amore gli uni per gli altri era certamente il segno più evidente di questo cammino nella verità. Infatti quale poteva essere il comandamento che i credenti avevano conosciuto fin dal principio, se non quello che Gesù stesso aveva lasciato ai suoi discepoli? “Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Come io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri.” (Giovanni 13:34).

Non era quindi un comandamento nuovo ma un comandamento che essi conoscevano molto bene. La pratica di tale comandamento, imparato fin dal principio, era fondamentale per distinguere coloro che conoscevano la verità e volevano quindi camminare nella verità. Era quindi essenziale che tutti i credenti a cui Giovanni si stava rivolgendo, non solo alcuni, prendessero seriamente le parole di Gesù. Chi ama Dio osserva i suoi comandamenti e, di conseguenza, ama coloro che condividono la verità di Gesù Cristo.

Ma qual’era la verità che li univa? Giovanni sapeva che tutti i cristiani potevano contare sulla grazia, la misericordia e la pace che derivano dall’avere un rapporto con Dio Padre realizzabile solo attraverso la conoscenza del Figlio, Gesù Cristo. Non poteva esserci conoscenza della verità senza la conoscenza di Gesù Cristo.
Infatti, come vederemo nella seconda parte della lettera, c’erano anche persone che cercavano di infiltrarsi tra i cristiani, ma i credenti dovevano essere in grado di identificarli ed evitare rapporti con loro. L’amore era essenziale ma non poteva prescindere dalla verità.

Amiamoci gli uni gli altri! Questo è ciò che anche noi dobbiamo continuare a fare se professiamo di conoscere la verità e vogliamo camminare nella verità. Chi sono “gli uni gli altri”? Possiamo amare tutti gli esseri umani nello stesso modo? In un certo senso il cristiano deve mostrare amore e gentilezza verso tutti, ma questo comandamento si riferisce in modo particolare all’amore che i cristiani devono avere gli uni verso gli altri, un amore che si basa sulla verità che li unisce.

Sappiamo riconoscere coloro che condividono la verità di Gesù Cristo, coloro che sono nostri fratelli perché sono figli dello stesso Padre? Che Dio ci dia la saggezza per riconoscerli ed amarli come lui ci ha comandato perché la verità e l’amore devono sempre andare a braccetto.

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