Amore fraterno

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L’anziano al carissimo Gaio, che io amo nella verità.

(3 Giovanni 1)
Avendo purificato le anime vostre con l’ubbidienza alla verità per giungere a un sincero amor fraterno, amatevi intensamente a vicenda di vero cuore…

(1Pietro 1:22)

L’amor fraterno rimanga tra di voi.

(Ebrei 13:1)

Io sono in angoscia a motivo di te, Gionatan, fratello mio; tu mi eri molto caro, e l’amore tuo per me era più meraviglioso dell’amore delle donne.

(2Samuele 1:26)
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L’amore è il più bel legame che possa unire due esseri umani.

Quando si pensa all’amore, si pensa soprattutto a quello basato sull’attrazione fisica. Per alcuni esiste solo quel tipo di amore e le canzonette sembrano non parlare d’altro.

Leggendo questi versi non ho potuto fare a meno di riflettere sulla bella espressione che Giovanni, un autorevole apostolo, anziano di età ma soprattutto nella fede, riserva a Gaio, esprimendogli tutto il proprio amore fraterno.

Oggi, anche tra credenti, è difficile sentirsi liberi di dire che amiamo una persona senza che qualcuno pensi subito che ci debba essere un riferimento al sesso.

Che la nostra mente sia stata portata ad associare l’amore al sesso è dimostrato anche dalle interpretazioni che spesso vengono date alla frase di Davide riferita al suo defunto amico Gionatan.

Quando Gionatan morì, Davide compose un canto funebre in cui riportò la frase che abbiamo letto. Tale frase ha generato, soprattutto tra i promotori delle relazioni omosessuali, il luogo comune secondo cui Davide e Gionatan ebbero una relazione omosessuale.

Chi pensa in tal modo, dimostra di non avere alcuna idea della cultura ebraica e biblica, per la quale la fornicazione omosessuale era considerata un abominio, qualcosa di ripugnante agli occhi di Dio, che veniva condannato, all’interno della legge ebraica, con la condanna a morte (Le 20:13). Eppure il grande re Davide, benché paghi nella sua vita per molti peccati anche gravi, non venne mai accusato di praticare l’omosessualità.

Dal contesto, è piuttosto evidente che Davide considerava Gionatan come un fratello, non come un amante! Davide, che era eterosessuale, intendeva dire che l’amore fraterno provato per Gionatan era addirittura superiore all’amore che si esprimeva nel rapporto fisico con una donna.

Ma il fatto è che, come dicevo prima, ormai la nostra mente è talmente incapace di comprendere la bellezza dell’amore fraterno che non possiamo giustificare un’affermazione così forte da parte di Davide, se non pensando ad una relazione omosessuale tra Davide e Gionatan.

Così, anche se usiamo spesso l’espressione “Siamo fratelli in Cristo”, oppure “Ti abbraccio in Cristo”, difficilmente ci sentiamo a nostro agio a dire “Ti amo in Cristo”. Il diavolo è riuscito a rubarci anche le parole più belle, al punto che ci sentiamo imbarazzati ad usarle.

Giovanni amava Gaio nella verità, ovvero in Cristo. Ma il fatto è che per amare nella verità occorre vivere nella verità. Oggi, troppe cose prendono il posto della verità nella nostra vita ed alla verità riserviamo uno spazio di qualche ora alla settimana, magari seduti su una sedia in un locale di culto. Forse è per questo che non ci viene tanto spontaneo dire ad un fratello:”Ti amo nella verità”?

Sono convinto che se la verità avesse davvero un posto preminente nella nostra vita, di riflesso anche l’amore nei confronti dei fratelli sarebbe più facile da esprimere.

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One Comment

  1. “Ma l’uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché esse sono pazzia per lui; e non le può conoscere, perché devono essere giudicate spiritualmente.” 1Corinzi 2:14
    Può essere uno dei motivi per quale alcuni rimangono confusi e capiscono in modo sbagliato la parola di Dio.

    Non dovrebbe essere il caso di quelli che conoscono la verità e “comprendono la bellezza dell’amore fraterno”. Per noi, amare nella verità, vivere nella verità, dovrebbe essere una necessità continua di conoscere, studiare, ricercare con ardore, con desiderio sincero, la Parola di colui che possiede l’amore e la verità.
    …”ma, seguendo la verità nell’amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo.”

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