Anche gli altri cambiano Lettera a Filemone - Episodio 5

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Questo articolo è la parte 5 di 6 nella serie Lettera a Filemone

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«I fantasmi del passato

Compagni di prigionia»


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… ti prego per mio figlio che ho generato mentre ero in catene, per Onesimo, 
un tempo inutile a te, ma che ora è utile a te e a me
(…) 
Forse proprio per questo egli è stato lontano da te per un po’di tempo,
perché tu lo riavessi per sempre; 
non più come schiavo, ma molto più che schiavo,
come un fratello caro specialmente a me,
ma ora molto più a te,
sia sul piano umano sia nel Signore!
Se dunque tu mi consideri in comunione con te,
accoglilo come me stesso. 
Se ti ha fatto qualche torto
o ti deve qualcosa, addebitalo a me. 
Io, Paolo, lo scrivo di mia propria mano: pagherò io;
per non dirti che tu mi sei debitore perfino di te stesso. 
Sì, fratello, io vorrei che tu mi fossi utile nel Signore;
rasserena il mio cuore in Cristo. 
Ti scrivo fiducioso nella tua ubbidienza,
sapendo che farai anche più di quel che ti chiedo.

(Filemone 1:10-11; 15-21  – La bibbia)
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Serie completa pensieri sull’epistola di Paolo a Filemone

Filemone 1-3 Compagni d’armi
Filemone 4-5,7 Mi ricordo di te
Filemone 6-14 Chiedetemi tutto ma non questo!
Filemone 10, 12-13 I fantasmi del passato
Filemone 10-11, 15-21 Anche gli altri cambiano
Filemone 22-24 Compagni di prigionia

Se ci siamo lasciati in malo modo con qualcuno, magari dopo un litigio, e poi non lo abbiamo più incontrato per tanto tempo, normalmente, conserviamo un pessimo ricordo di quella persona, sopratutto se crediamo che quella persona si sia comportata in maniera scorretta nei nostri confronti.

Mettiamoci per un attimo nei panni di Filemone. Egli era stato probabilmente molto deluso da Onesimo nel passato. Onesimo era al servizio di Filemone e probabilmente era scappato, forse dopo avergli recato del danno economico. Per Filemone non sarebbe stato quindi facile accoglierlo come Paolo gli stava chiedendo. La tentazione di una rivalsa nei confronti di Onesimo era grande.

Ma Paolo stimolò Filemone ricordandogli che Onesimo era cambiato. Paolo utilizzò un gioco di parole (il nome “Onesimo” nella lingua greca significa utile, profittevole) per fare capire a Filemone che Onesimo non doveva più essere valutato per quello che era stato ma per quello che era diventato in Cristo.  Onesimo, in passato, nonostante il suo nome, si era mostrato inutile, essendo un servo disubbidiente nei confronti di Filemone. Ma dopo la conversione era diventato utile di nome e di fatto! Onesimo aveva infatti mostrato la genuinità della propria fede servendo Paolo nella sua prigionia.

Filemone in passato era stato trasformato dal vangelo predicato da Paolo e, in questo senso, gli era debitore per la sua stessa vita. Ora Paolo lo invitava a considerare che, qualunque cosa Onesimo avesse fatto nel passato, come Filemone era cambiato a suo tempo, anche Onesimo non era più lo stesso.  Filemone, riflettendo sul proprio debito nei confronti di Cristo e, in qualche misura, di Paolo, doveva essere pronto a condonare allo stesso modo il debito di Onesimo.  Onesimo era ormai un fratello che andava accolto come si sarebbe accolto Paolo stesso. Paolo ne era così convinto da essere pronto a garantire per lui e a saldare eventuali conti in sospeso in vece sua!

Paolo fu molto pungente nell’usare l’espressione “Sì, fratello, io vorrei che tu mi fossi utile nel Signore”. Fino a quel momento, infatti, Filemone non si era già dimostrato utile nell’opera? Certo, ma Paolo gli stava facendo capire che come Onesimo era cambiato diventando utile, anche lui poteva fare un ulteriore salto di qualità. All’inizio dell’epistola Paolo aveva elogiato l’amore di Filemone e ora lo stava invitando, come abbiamo già visto in precedenza, a diventare un campione d’amore!

Non conosciamo cosa accadde dopo l’invio di questa lettera, ma Paolo aveva la certezza che Filemone avrebbe ricevuto la sua esortazione e avrebbe fatto più di quanto richiesto. Paolo aveva la certezza che la relazione tra Filemone ed Onesimo avrebbe fatto quel salto di qualità che la fede in Cristo richiedeva ad entrambi perché il vangelo cambia gli individui e cambia le relazioni.

Pensiamo a persone che non vediamo da molto tempo e, con le quali, magari non ci siamo lasciati bene. Pensiamo a qualcuno che ci abbia fatto un torto e poi sia sparito. Immaginiamo di ritrovarcelo un giorno davanti alla nostra porta, disposto ad essere riconciliato con noi. Come reagiremmo? Probabilmente potrebbe venirci il dubbio che non sia cambiato niente e potremmo aver paura di dargli fiducia un’altra volta. Purtroppo, a volte potrebbe davvero essere così e potremmo essere delusi ancora, ma ricordiamoci che, come Cristo è in grado di cambiare la nostra vita, è perfettamente in grado di trasformare la vita di coloro che ci hanno offeso. Chi siamo noi per non dare loro a priori un’altra possibilità? Forse come Onesimo, sono cambiati davvero e la nostra relazione con loro può essere completamente diversa.

A priori non possiamo chiudere la porta in faccia a qualcuno solo perché ha sbagliato nel passato. Dobbiamo essere prudenti nel valutare se c’è stato un vero cambiamento oggi, ma certamente non possiamo limitarci a giudicarlo solo per quello che è stato ieri. Ricordiamoci che, per la grazia di Dio, come noi possiamo cambiare, anche gli altri cambiano.

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2 Comments

  1. Caro Omar, che il Signore continui a guidarti e grazie per la chiarezza e gli stimoli della presente meditazione. Con affetto fratrno, Franco Liotti

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