Azione di disturbo Atti degli apostoli - Episodio 36

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Questo articolo è la parte 36 di 38 nella serie Atti degli apostoli

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«La voce dello Spirito

La promessa adempiuta»


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Giunti a Salamina, annunciarono la Parola di Dio nelle sinagoghe dei Giudei; e avevano con loro Giovanni come aiutante. Poi, attraversata tutta l’isola fino a Pafo, trovarono un tale, mago e falso profeta giudeo, di nome Bar-Gesù, il quale era con il proconsole Sergio Paolo, uomo intelligente. Questi, chiamati a sé Barnaba e Saulo, chiese di ascoltare la Parola di Dio. Ma Elima, il mago (questo è il significato del suo nome), faceva loro opposizione cercando di distogliere il proconsole dalla fede. Allora Saulo, detto anche Paolo, pieno di Spirito Santo, guardandolo fisso, gli disse: «O uomo pieno d’ogni frode e d’ogni malizia, figlio del diavolo, nemico di ogni giustizia, non cesserai mai di pervertire le rette vie del Signore? Ecco, ora la mano del Signore è su di te, e sarai cieco per un certo tempo, senza vedere il sole». In quell’istante, oscurità e tenebre piombarono su di lui; e andando qua e là cercava chi lo conducesse per la mano. Allora il proconsole, visto quello che era accaduto, credette, colpito dalla dottrina del Signore.
Paolo e i suoi compagni, imbarcatisi a Pafo, arrivarono a Perga di Panfilia; ma Giovanni, separatosi da loro, ritornò a Gerusalemme.

(Atti 13:5-13 – La Bibbia)
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Indice generale della serie sugli Atti degli apostoli

Quando si annuncia la buona notizia riguardante Gesù, non ci si deve stupire di trovare degli ostacoli. D’altra parte Gesù aveva avvertito i suoi discepoli circa le difficoltà e le persecuzioni che avrebbero incontrate sul loro cammino.

Nel libro degli Atti abbiamo già incontrato casi di opposizione per motivi religiosi o politici e questo brano ci offre un ulteriore esempio di opposizione mentre Saulo e Barnaba si trovavano nell’isola di Cipro come prima tappa importante della loro missione.

Prima di continuare, mi concedo un paio di digressioni. Saulo e Barnaba si erano portati con loro un aiutante di nome Giovanni Marco, un fratello che si era unito a loro quando si erano recati a Gerusalemme (At 12:25). Alla fine di questo brano però vedremo che Giovanni ritornò a Gerusalemme e non seguì Saulo e Barnaba nella restante parte del viaggio, la qual cosa sembra di poco conto, ma in seguito vedremo che questa fu una causa di discussione tra Paolo e Barnaba. Prendiamone nota e ne riparleremo a tempo debito.

Un’altra digressione. Da questo punto in poi del libro degli Atti, l’autore Luca introduce un altro nome per Saulo, quello con il quale tutti oggi lo conoscono: Paolo. Non abbiamo evidenza di un cambiamento di nome da parte di Dio come avvenuto per altri personaggi della bibbia, ma sembra piuttosto che l’autore abbia utilizzato per Saulo il suo nome greco, Paolo appunto, perché aveva più senso nel contesto internazionale in cui Paolo si sarebbe mosso da quel momento in poi. D’altra parte anche oggi ci sono numerosi casi di persone, anche famose, che utilizzano un nome diverso quando si trovano all’estero proprio per facilitare le persone con le quali si relazionano.

Torniamo ora all’esame del nostro brano. Se consideriamo che Barnaba era cipriota di nascita (At 4:36) ci rendiamo conto del fatto che il Signore li aveva facilitati inviandoli proprio a Cipro dove avrebbero potuto sfruttare la familiarità di Barnaba con la cultura cipriota per poter comunicare il vangelo con efficacia.

E in effetti, le cose stavano procedendo bene al punto che addirittura il proconsole Sergio Paolo, uomo intelligente come ci viene detto, li aveva mandati a chiamare per ascoltare la parola di Dio.

Ma accanto al proconsole Sergio, probabilmente come consigliere, era presente Bar Gesù che ci viene presentato come un mago ed un falso profeta giudeo. Questo personaggio si opponeva alle parole di Barnaba e Saulo “cercando di distogliere il proconsole dalla fede”. Cosa spingeva Bar Gesù a comportarsi in quel modo? Era forse gelosia nei confronti di Barnaba e Saulo? Temeva che la sua influenza nei confronti del proconsole potesse cessare e quindi il suo prestigio e il suo guadagno potessero diminuire?

Quali che fossero i motivi che lo spingevano, Bar Gesù si stava opponendo al vangelo cercando addirittura di impedire che un altro riponesse la sua fede in Gesù. E quindi si stava comportando da strumento nelle mani del diavolo. Saulo non ci mise molto a realizzare come stavano le cose grazie alla guida dello Spirito Santo e non ebbe difficoltà a denunciare tale comportamento usando parole dure, definendolo un uomo pieno d’ogni frode e d’ogni malizia, figlio del diavolo, nemico di ogni giustizia, che perverte le vie del Signore

Lo Spirito Santo aveva evidentemente rivelato a Saulo anche il fatto che quell’uomo sarebbe stato reso cieco per un po’ di tempo, cosa che in effetti si realizzò. Così Bar Gesù dovette piegarsi alla volontà di Dio, sperimentando sulla sua pelle la potenza che Gesù Cristo esercitava attraverso Paolo e Barnaba. Così invece di desistere come Bar Gesù aveva auspicato, dopo aver visto l’esperienza del mago, il proconsole fu ancora più convinto nell’abbracciare la fede in Gesù Cristo.

Anche oggi, quando predichiamo il vangelo di Gesù Cristo, siamo talvolta soggetti ad azioni di disturbo da parte di persone che non vogliono credere e non vogliono neanche che altri ripongano la loro fede in Gesù Cristo. L’esperienza cristiana nei secoli ci mostra che talvolta Dio interviene per fermare gli oppositori come fece con Bar Gesù, mentre altre volte Egli lascia che l’opposizione prevalga per un certo tempo nei confronti dei suoi discepoli.

Che Dio intervenga subito oppure rimandi il giudizio alla fine, possiamo essere certi che comunque un giorno tutti quelli che, come Bar Gesù, si sono opposti al vangelo, dovranno piegarsi davanti a Colui che li ha creati e dovranno riconoscere che Gesù Cristo è il Signore. Nel frattempo, noi suoi discepoli, a dispetto delle azioni di disturbo a cui possiamo essere sottoposti, continuiamo a parlare di Gesù con la certezza che attraverso il nostro messaggio Dio possa salvare tanti altri che, come fece il proconsole Sergio Paolo, si dispongono ad ascoltare la parola di Dio.

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