Badate a voi stessi Seconda lettera di Giovanni - Episodio 2

Questo articolo è la parte 2 di 3 nella serie 2 lettera di Giovanni

Naviga nella serie

«Amiamoci gli uni gli altri

Non vedo l’ora di rivederti»


Novità! --Scarica "Badate a voi stessi" come un file PDF! --


Poiché molti seduttori sono usciti per il mondo, i quali non riconoscono pubblicamente che Gesù Cristo è venuto in carne. Quello è il seduttore e l’anticristo. Badate a voi stessi affinché non perdiate il frutto delle opere compiute, ma riceviate piena ricompensa. Chi va oltre e non rimane nella dottrina di Cristo, non ha Dio. Chi rimane nella dottrina, ha il Padre e il Figlio. Se qualcuno viene a voi e non reca questa dottrina, non ricevetelo in casa e non salutatelo. Chi lo saluta, partecipa alle sue opere malvagie.

(2 Giovanni 7-11 – La Bibbia)
Iscriviti alla newsletter

Ricevi via email i nuovi pensieri

Indice generale della serie sulla seconda lettera di Giovanni

Quando si pensa all’amore che un cristiano deve mostrare verso gli altri, si tende a pensare che sia sempre incondizionato verso chiunque. Questo brano però ci invita ad essere equilibrati. “Badate a voi stessi” è l’avvertimento di Giovanni.

Se da una parte è vero che i cristiani devono amarsi gli uni gli altri, è altresì vero che essi devono essere prudenti verso coloro che cercano di infiltrarsi come fratelli non avendo però una fede genuina.

In sostanza siamo chiamati ad amare i fratelli ma anche a tenere gli occhi aperti verso chi vuole approfittare dell’amore cristiano per introdurre falsi insegnamenti, in particolare sulla persona di Gesù Cristo.

Giovanni non usa parole tenere per identificare coloro che danno insegnamenti errati sull’incarnazione di Gesù Cristo. Egli usa infatti i termini “seduttore” e “anticristo”.

I personaggi che Giovanni considerava pericolosi stavano cercando di influenzare le chiese di quell’area e Giovanni sentì l’esigenza di scrivere questa lettera per mettere in guardia le chiese. Alcune chiese avevano già probabilmente sperimentato uno scisma a causa di quelle false dottrine e Giovanni voleva evitare un’ulteriore espansione dell’errore.

Tra la prima e la seconda parte della lettera emerge quindi un contrasto netto. Nella prima parte della lettera Giovanni li aveva infatti esortati ad amarsi gli uni gli altri, ma in questa sezione li stava invitando a non ricevere queste persone, non rivolgendo neanche loro la parola.

L’accoglienza era molto importante nel mondo antico e per i cristiani, nello specifico, l’accoglienza era proprio un modo pratico con cui mostrare l’amore gli uni verso gli altri. Dovevano quindi esserci motivazioni più che valide per le quali Giovanni stava facendo una richiesta di questo tipo.

È evidente che per Giovanni la dottrina dell’incarnazione era centrale.
Infatti, attraverso di essa, il Dio invisibile si è fatto conoscere in maniera chiara e diretta alle sue creature provvedendo la soluzione al peccato dell’uomo. Nessun uomo è senza peccato tranne Colui che essendo Dio si è fatto uomo per essere il sacrificio perfetto e senza macchia per ognuno di noi.

Una visione distorta della persona e dell’opera di Gesù Cristo non portano a relazionarsi in maniera corretta con Dio e ad ottenere salvezza. Ecco perché Giovanni insiste: “Chi va oltre e non rimane nella dottrina di Cristo, non ha Dio. Chi rimane nella dottrina, ha il Padre e il Figlio”.

L’amore doveva quindi essere la regola tra coloro che condividono la verità di Gesù Cristo ma, allo stesso modo, l’atteggiamento nei confronti di persone che non stavano camminando nella verità doveva essere molto prudente.

Essi dovevano badare a sé stessi, infatti Giovanni temeva che quelle eresie potessero penetrare nelle chiese di quella zona, rendendo vano tutto il lavoro apostolico che era stato svolto tra di loro, le opere compiute a cui Giovanni si riferisce. Giovanni temeva, a ragione, che il contatto con quelle false dottrine potesse influenzare coloro che si stavano avvicinando al vangelo, fuorviandoli e impedendo loro di giungere alla salvezza eterna, il frutto per il quale lui aveva lavorato con tanta dedizione, la piena ricompensa che avrebbero ricevuto coloro che abbracciavano la dottrina di Cristo per la loro salvezza.

Anche se rifiutare l’ospitalità poteva sembrare un atteggiamento poco amorevole, Giovanni non vedeva alternative considerando il grave pericolo che quelle false dottrine rappresentavano. La situazione era talmente delicata che qualunque forma di accoglienza e di atteggiamento amichevole era da evitare. Ogni contatto con quelle persone era da considerarsi addirittura come una partecipazione alla loro azione malvagia.

Oggi viviamo in un’epoca in cui il nome di Gesù Cristo viene utilizzato da molte organizzazioni religiose, molte delle quali non sono neanche cristiane in senso stretto. Il brano che abbiamo appena letto ci invita ad essere prudenti.

Anche se siamo chiamati ad essere amorevoli verso tutti ed in particolare verso i fratelli in fede, dobbiamo essere in grado di comprendere chi sono davvero i nostri fratelli. Esistono tante false dottrine inerenti la persona e l’opera di Gesù Cristo e non possiamo essere troppo superficiali nel considerare fratello chiunque usi il nome di Gesù a suo piacimento.

Ancora oggi, come ai tempi in cui Giovanni scrisse questa lettera, la dottrina dell’incarnazione rimane di fondamentale importanza per distinguere i figli di Dio.

Abbiamo quindi bisogno di discernimento per accogliere coloro che, pur avendo differenze su argomenti poco chiari sui quali possono esserci opinioni diverse, hanno una visione corretta della persona e dell’opera di Gesù Cristo. Ma allo stesso modo dobbiamo prendere le distanze da chi sminuisce la persona di Gesù Cristo, avendo una visione distorta della sua umanità o della sua divinità, o della sua opera per redimere l’umanità.

Il grande pericolo dell’epoca in cui viviamo è la credenza che l’amore debba prevalere sulla verità. E in nome di questo principio si persegue un ecumenismo sempre più allargato anche a chi non ha nulla a che fare con Gesù Cristo. Ma dobbiamo ricordare che l’amore e la verità devono andare a braccetto, quindi non mostriamo vero amore quando tolleriamo che qualcuno disprezzi la verità e persista nel proprio peccato.

Badate a voi stessi. Queste parole di Giovanni si rivolgono anche a noi.
Non c’è verità senza amore ma l’amore non deve farci mettere da parte la verità. La fede genuina si fonda sulla verità e l’amore si fonda sull’ubbidienza a ciò che Dio comanda.
Questi principi devono rimanere scolpiti nella nostra mente e diventare riferimenti nella nostra pratica quotidiana.

Chi va oltre e non rimane nella dottrina di Cristo, non ha Dio.
Chi rimane nella dottrina, ha il Padre e il Figlio.

----------------------
Se vuoi avere maggiori informazioni sugli argomenti trattati in questo articolo, sentiti libero di contattarmi via mail o sui social networks.
Posted in Pensieri and tagged , , , .

One Comment

  1. Purtroppo temo che anche nelle nostre chiese odierne ci siano persone che pur confessando Cristo come loro Signore non lo conoscano affatto.

Perché non lasci un commento? Saresti utile anche ad altri!