Bisogna nascere di nuovo Evangelo di Giovanni - Episodio 11

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Questo articolo è la parte 11 di 90 nella serie Evangelo di Giovanni

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«Gesù può fidarsi di te?

Alza lo sguardo verso Gesù»


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C’era tra i farisei un uomo chiamato Nicodemo, uno dei capi dei Giudei.
Egli venne di notte da Gesù, e gli disse: «Rabbì, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai, se Dio non è con lui».
Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio».
Nicodemo gli disse: «Come può un uomo nascere quando è già vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?»
Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio.
Quello che è nato dalla carne, è carne; e quello che è nato dallo Spirito, è spirito.
Non ti meravigliare se ti ho detto: “Bisogna che nasciate di nuovo”.
Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né da dove viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito».
Nicodemo replicò e gli disse: «Come possono avvenire queste cose?»
Gesù gli rispose: «Tu sei maestro d’Israele e non sai queste cose?
In verità, in verità ti dico che noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo di ciò che abbiamo visto; ma voi non ricevete la nostra testimonianza.
Se vi ho parlato delle cose terrene e non credete, come crederete se vi parlerò delle cose celesti?
Nessuno è salito in cielo, se non colui che è disceso dal cielo: il Figlio dell’uomo che è nel cielo.

(Giovanni 3:1-13 – La Bibbia)
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Molti parlano del regno di Dio. Varie religioni, pur avendo la bibbia come base, propongono diverse ricette per entrare nel regno di Dio.

Come possiamo fare parte del regno di Dio, ovvero del mondo a venire, quando Gesù ritornerà?

La bibbia ci parla di un mondo futuro di cui potremo fare parte, una vita oltre la vita, una vita eterna.

Ma come facciamo ad ottenere quella vita? Nicodemo, un capo dei Giudei, era stato attento a ciò che Gesù stava facendo, a differenza di altri. Egli si era reso conto che i segni che Gesù stava facendo erano notevoli e implicavano che Dio era dalla sua parte. Per questo motivo trovò il coraggio di andare da Gesù.

Nicodemo stava riconoscendo che Gesù era mandato da Dio ma non aveva realizzato la portata reale di ciò che Gesù stava facendo. Egli era il Figlio di Dio ed era venuto non solo per fare delle opere da parte di Dio ma per mostrare la strada per andare a Dio ed entrare nel suo regno. Gesù stesso era quella via.

In questo capitolo viene quindi ripreso un concetto presente già nel prologo dell’evangelo di Giovanni, quello della nascita dall’alto, della nascita da Dio, qui indicata come nuova nascita. Anche in questo caso Gesù sottolineò che gli uomini devono sperimentare una vita che va aldilà della vita biologica, essi devono sperimentare la vita eterna che solo Gesù può donare.

Nicodemo dimostrò di conoscere solo la naturale vita biologica, alla quale  Gesù si riferisce in questo brano chiamandola “nascita d’acqua” e “nascita dalla carne”. Ma Gesù gli spiega che occorre anche la nascita dallo Spirito, una vita nuova, la vita eterna, attraverso la quale possiamo entrare nel regno di Dio. Come sottolineato nel prologo di Giovanni, coloro che sono chiamati figli di Dio sono quelli che sono nati da Dio, non da carne, o da sangue. Gesù sta quindi spiegando che esiste una vita che ogni uomo deve ricevere se vuole entrare nel regno di Dio.

Nicodemo aveva chiesto a Gesù come potessero avvenire queste cose, ma Gesù paragonò l’esperienza della nuova nascita, ovvero l’opera dello Spirito di Dio nell’uomo,  al vento che soffia e di cui si può udire il rumore senza essere in grado di controllarne la provenienza e la direzione. Il modo in cui Dio agisce nell’uomo è per certi versi imperscrutabile ma, come il vento, ne vediamo gli effetti.

Gesù si stupì che Nicodemo faticasse così tanto ad afferrare il concetto, anche perché in qualche modo le scritture dell’antico testamento che Nicodemo avrebbe dovuto conoscere, anticipavano tale esperienza. Si pensi ad esempio a Ezechiele 36:27 in cui Dio spiegò la necessità di mettere il suo spirito nell’uomo affinché quest’ultimo potesse ubbidire alle sue leggi.

A differenza degli uomini che non potevano conoscere le cose celesti, Gesù aveva una conoscenza diretta di tali fenomeni spirituali, essendo egli stesso la sorgente della vita eterna (Gv 1:3,4) ma gli uomini rimanevano increduli e non ricevevano la sua testimonianza. Egli era il figlio dell’uomo che è nel cielo, Colui che era disceso dal cielo, attraverso l’incarnazione, per testimoniare delle cose celesti, per renderle comprensibili agli uomini. Egli spiegava le cose celesti utilizzando esempi terreni, parabole, concetti che l’uomo potesse capire. Adattava le cose spirituali al linguaggio e all’esperienza umana. Nonostante ciò, gli uomini non riuscivano ad afferrare la vita eterna.

Gli uomini non possono salire in cielo per conoscere le cose celesti. Gesù è Colui che è disceso dal cielo per renderle comprensibili. Nicodemo faticava a capire e dobbiamo ammettere che anche per noi non è sempre facile comprendere le realtà spirituali. Ma Gesù attraverso il suo Spirito può farcele comprendere ancora oggi e può farci sperimentare ancora la nuova nascita, la vita che proviene da Dio. Come abbiamo ricevuto la vita biologica e siamo venuti al mondo attraverso il parto, così il Signore può darci di cominciare oggi una vita nuova, la vita eterna che Egli vuole mettere in noi.

Non potremo mai entrare nel regno di Dio attraverso i nostri sforzi, abbiamo bisogno che il Signore metta in noi il seme della vita eterna. Per entrare nel regno di Dio non possiamo semplicemente darci da fare come ci viene proposto un po’ da tutte le religioni, ma occorre che Dio compia in noi la sua opera affinché noi possiamo poi compiere le opere che Egli ha preparato per noi.

Si, anche tu che stai leggendo questo brano, se vuoi entrare nel regno di Dio devi nascere di nuovo. Non continuare solo a sforzarti di essere migliore, ma confessa a Dio il tuo peccato, riponi la tua fede in Lui e chiedigli di darti la vita eterna, chiedigli di trasformare la tua vita attraverso il suo Spirito.

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Nota: L’associazione tra acqua e spirito in questi versi potrebbe anche essere un’endiadi (una figura retorica che impiega due termini per esprimere una sola idea) con la quale lo Spirito viene associato all’acqua, ricordando l’azione purificatrice che solo lo Spirito può compiere nell’essere umano. Tale endiadi potrebbe essere basata su Isaia 44:3 in cui l’azione dello Spirito Santo nell’uomo è paragonata proprio ad acqua versata in un suolo arido e sul brano di Ezechiele 36:25-27 che esprime proprio la necessità per l’uomo di essere purificato da Dio attraverso il suo Spirito per essere in grado di ubbidire alla sua volontà. Tuttavia il fatto che Gesù nella frase seguente parli di “nascita dalla carne” sembra esprimere un parallelismo tra acqua e carne, riferendo questi ultimi termini alla nascita naturale.
Ovviamente il senso globale dell’intero brano e l’insegnamento che Gesù ha voluto dare a Nicodemo non cambiano in un caso o nell’altro.

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One Comment

  1. Secondo me ,quando Gesù afferma che bisogna nascere di nuovo dall\’acqua e dallo spirito si riferiva al battesimo che si fa entrando nell\’acqua ,per lavare il corpo e lo spirito che ci lavava dai peccati ;con corpo e spirito lavati possiamo entrare con DIO.Certo che il lavggio del corpo rimane un segno esteriore , carnale e visivo ,quello dello spirito non si vede proprio come il vento che nessuno vede .Gesù credo che si sforzava non poco per spiegare le cose del cielo che nessuno li può vedere con gli occhi della carne ,ma il paragonare lo Spirito al vento è il più azzeccato.

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