Capacità (stra)ordinarie

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Mosè disse ai figli d’Israele: «Vedete, il SIGNORE ha chiamato per nome Besaleel, figlio di Uri, figlio di Cur, della tribù di Giuda; lo ha riempito dello Spirito di Dio, per dargli sapienza, intelligenza e conoscenza per ogni sorta di lavori, per concepire opere d’arte, per lavorare l’oro, l’argento e il rame, per incidere pietre da incastonare, per scolpire il legno, per eseguire ogni sorta di lavori. E gli ha comunicato il dono d’insegnare: a lui ed a Ooliab, figlio di Aisamac, della tribù di Dan. Li ha riempiti d’intelligenza per eseguire ogni sorta di lavori d’artigiano e di disegnatore, di ricamatore e di tessitore in colori svariati: violaceo, porporino, scarlatto, e di lino fino, per eseguire qualunque lavoro e per concepire lavori d’arte».
(Esodo 35:30-35 – La Bibbia)
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Quando pensiamo a uomini e donne che sono stati utilizzati da Dio in maniera straordinaria ci vengono subito in mente grandi predicatori o persone che hanno svolto delle attività sociali di grande rilevanza.

Forse a qualcuno potrà venire in mente qualche teologo o qualche scrittore che abbia lasciato delle opere rilevanti. Altri potrebbero pensare al più a qualche grande musicista o pittore.

Ma a quanti di noi verrebbe in mente un artigiano? Quanti di noi penserebbero ad un idraulico, un fabbro o un muratore come uomini al servizio di Dio?

Raramente pensiamo ad un lavoro manuale come ad un incarico che si possa svolgere per onorare Dio e, soprattutto, anche quando si svolgessero dei lavori manuali per il servizio di Dio non pensiamo certamente all’importanza di essere guidati dallo Spirito Santo anche per quel tipo di attività.

Consideriamo i lavori manuali come capacità ordinarie che una persona mette al servizio di Dio, ma spesso sottovalutiamo l’importanza di essere consacarati e in sintonia con il Signore anche per svolgere tali attività.

La prima volta che lessi questi versi riguardanti Besaleel mi stupii molto. Infatti quando ci sono dei lavori da svolgere diamo per scontato che li facciano persone che in qualche modo siano preparati per farlo, ma leggere che Dio ha chiamato Besaleel per nome, ovvero lo ha scelto, e lo ha riempito dello Spirito di Dio per dargli sapienza, intelligenza e conoscenza per ogni sorta di lavori, per concepire opere d’arte, per lavorare l’oro, l’argento e il rame, per incidere pietre da incastonare, per scolpire il legno, per eseguire ogni sorta di lavori, è qualcosa a cui non avrei mai pensato.

Questo mi ha fatto riflettere sul fatto che, troppo spesso, diamo per scontato che sia sufficiente mettere al servizio di Dio le nostre capacità ordinarie per essere utili nella sua opera. Così diamo per scontato che un professore universitario sia anche un buon insegnante della bibbia, diamo per scontato che una persona che sappia suonare uno strumento musicale sia adatto per evangelizzare attraverso la musica, diamo per scontato che un muratore debba dedicarsi con buoni risultati ai lavori di ristrutturazione della chiesa. Ma è proprio così scontato?

Sicuramente Dio può utilizzare le nostre capacità naturali e le competenze che abbiamo acquisito con il nostro lavoro ma non dimentichiamo che ciò che conta di più è che tali capacità siano sottomesse al Signore e che lo Spirito Santo ci abbia effettivamente dotato della sapienza necessaria per svolgere il compito che ci è stato affidato.

Due pesche, all’apparenza identiche, possono avere un gusto completamente diverso. Ciò che fa la differenza è la qualità della polpa, non l’aspetto esteriore. Allo stesso modo, sicuramente c’erano in Israele altri artigiani che avevano le competenze di Besaleel, ma fu la chiamata di Dio e il dono che Dio gli aveva dato a rendere la sua opera veramente speciale. Egli era stato preparato da Dio esattamente per quel compito. Le sue capacità ordinarie diventarono straordinarie!

Non accontentiamoci solo della nostra sapienza umana, di ciò che abbiamo acquisito sui libri o della nostra bravura in un lavoro specifico. Cerchiamo la guida di Dio, la sapienza e l’intelligenza che solo lui può donarci. Non sottovalutiamo nulla quando si tratta di lavorare per il Signore. Coltiviamo la nostra comunione con Lui e lasciamo che egli ci equipaggi adeguatamente in modo da essere eccellenti in ciò che facciamo.

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2 Comments

  1. Watchmann Nee diceva che in una chiesa generalmente si chiama a predicare qualcuno che ha doti oratorie o qualifiche scolastico/universitarie in tal senso.. E che tra un professore di lingua e un operaio la scelta per il messaggio della domenica ricadrebbe naturalmente sul primo. La domanda interessante è: Tra il professore e l’operaio, se a tutti e due venisse richiesto di predicare, quale dei due si aggrapperebbe di più a Dio per avere la guida dello Spirito Santo? Di certo colui che sa di non possedere naturalmente quelle doti.

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