vecchio con bastone

Capelli bianchi

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Àlzati davanti al capo canuto, onora la persona del vecchio e temi il tuo Dio. Io sono il SIGNORE.

(Levitico 19:32 – La Bibbia)

I capelli bianchi sono una corona d’onore;
la si trova sulla via della giustizia.

(Proverbi 16:31)

La bellezza dei giovani sta nella loro forza,
e l’onore dei vecchi, nella loro canizie.

(Proverbi 20:29)
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“Non c’è più rispetto per gli anziani!”. Quante volte abbiamo sentito qualche anziano signore lamentarsi in questo modo perché, a suo modo di vedere, un giovane non lo aveva trattato nel modo corretto.

Il confronto generazionale non è cosa nuova tuttavia dobbiamo riconoscere che oggi il rispetto verso gli anziani non è più considerato un dovere sociale e, più che in passato, il ruolo dell’anziano nella società è sempre più marginale.

Nella bibbia, in particolare nel verso che abbiamo letto, tratto dal levitico, il rispetto per le persone anziane non è visto solo come un dovere sociale ma come parte integrante del proprio timore di Dio, ovvero del proprio rispetto ed amore per Dio. In una società in cui gli anziani potrebbero sentirsi messi da parte, un credente che vuole piacere a Dio dovrebbe distinguersi anche nel suo modo di relazionarsi con le persone più anziane.

I capelli bianchi conferivano onore a chi li portava, d’altra parte a quei tempi i capelli bianchi potevano essere associati ad una grande esperienza di vita. Tale esperienza era fondamentale, infatti in un mondo che non cambiava quasi per nulla da una generazione all’altra, il bagaglio di esperienza dell’anziano era una miniera d’oro per i figli e per i nipoti. L’anziano era colui che aveva la saggezza per istruire gli altri.

Oggi, al contrario, l’anziano si sente spesso tagliato fuori perché il mondo è cambiato talmente tanto da rendere le sue conoscenze acquisite inutili per le nuove generazioni.
Negli ultimi decenni il grande sviluppo tecnologico e l’aumento del grado di istruzione medio ha contribuito a ribaltare la posizione del vecchio che ormai su molti argomenti sa meno cose dei suoi nipotini.

I nostri nonni hanno vissuto ancora in un’epoca in cui gli anziani ricoprivano un ruolo importante e ora che sono essi stessi anziani si rendono conto di non poter ricoprire il medesimo ruolo. Questo può generare un senso di inutilità e frustrazione.

Anche tra coloro che credono in Dio c’è il pericolo che le nuove generazioni non sentano più il bisogno di chiedere consigli alle persone più anziane, relegando queste ultime ad un ruolo di secondo piano. D’altra parte è sicuramente più facile cercare le informazioni su wikipedia o in un commentario biblico online piuttosto che chiedere ad un credente più anziano. Tuttavia, occorre ricordare che, a differenza di altre materie, la conoscenza di Dio non la si acquisisce sui libri ma attraverso un cammino di fede. In questo senso, un uomo e una donna che hanno camminato con Dio per tanti anni, sebbene potrebbero avere una cultura limitata, hanno sicuramente molto da trasmettere ai giovani. È quindi necessario che nelle chiese cristiane non si favoriscano solo incontri specifici per giovani o altre categorie di persone, ma ci siano incontri in cui tutti, giovani ed anziani, siano insieme ed interagiscano in modo che anche gli anziani possano dare il loro contributo. Il loro apporto sarà una grande ricchezza per le nuove generazioni.

Abbiamo bisogno dei nostri nonni, abbiamo bisogno di ascoltare le loro storie, le loro esperienze di vita e di fede di un tempo passato in cui le cose erano molto diverse. Forse essi non potranno aiutarci con i nostri smartphone o i nostri tablet ma hanno storie da raccontare che possono ancora tenerci incollati alle nostre sedie, storie che ci mancheranno quando essi non ci saranno più. Possono ancora rivelarci i segreti della loro vita con il Signore. Quei capelli bianchi hanno ancora tanto da darci. Non disprezziamoli.

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2 Comments

  1. Purtroppo sono reali queste riflessioni che hai fatto. Anche all’interno della chiesa, come hai fatto notare, a volte si crea un distacco fra i giovani e gli anziani.

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