C’è un altro re

un altro re


Alcuni di loro furono convinti, e si unirono a Paolo e Sila;
e così una gran folla di Greci pii,
e non poche donne delle famiglie più importanti.
Ma i Giudei, mossi da invidia, presero con loro alcuni uomini malvagi tra la gente di piazza;
e, raccolta quella plebaglia, misero in subbuglio la città;
e, assalita la casa di Giasone, cercavano di trascinare Paolo e Sila davanti al popolo.
Ma non avendoli trovati, trascinarono Giasone e alcuni fratelli davanti ai magistrati della città,
gridando: «Costoro, che hanno messo sottosopra il mondo, sono venuti anche qui,
e Giasone li ha ospitati; ed essi tutti agiscono contro i decreti di Cesare, dicendo che c’è un altro re, Gesù».
E misero in agitazione la popolazione e i magistrati della città, che udivano queste cose.
Questi, dopo aver ricevuto una cauzione da Giasone e dagli altri, li lasciarono andare.
(Atti 17:4-9 – La Bibbia)

Molti di loro, dunque, credettero, e così pure un gran numero di nobildonne greche e di uomini.
Ma quando i Giudei di Tessalonica vennero a sapere che la Parola di Dio era stata annunziata da Paolo anche a Berea,
si recarono là, agitando e mettendo sottosopra la folla.

(Atti 17:12-13)
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Essi dicono che c’è un altro re, Gesù e quindi agiscono contro i decreti di Cesare.

Questa era l’accusa con la quale Paolo e i suoi compagni vennero accusati a Tessalonica.

I nemici della fede cristiana hanno sempre utilizzato mezze verità per accusare i cristiani. In effetti l’affermazione secondo cui i cristiani dicevano che c’era un altro re era vera, ma l’obiettivo principale del regno di Gesù non era certamente quello di creare dei problemi al potere di Cesare quanto piuttosto quello di riportare le persone ad avere un rapporto con il Dio Creatore dei cieli e della terra.

Eppure utilizzando quelle accuse alcuni Giudei di Tessalonica riuscirono a mettere in agitazione la città e, in seguito, non contenti, seguirono Paolo anche a Berea dove misero ancora una volta la folla contro di loro.

Il brano però ci dice chiaramente il motivo per cui quelle persone si comportarono in quel modo verso Paolo. Non era certamente perché si preoccupavano dei decreti di Cesare e perché ritenessero davvero i cristiani delle persone pericolose. Il vero motivo, come abbiamo letto al principio del brano, era la loro invidia nei confronti del successo che Paolo stava avendo.

Da allora sono passati venti secoli durante i quali i cristiani sono stati perseguitati in molti modi. Pensiamo innanzitutto a tutti i paesi del mondo in cui i cristiani sono stati o sono tuttora vittime di persecuzione da parte di regimi di vario tipo. Ma pensiamo anche ai paesi occidentali in cui apparentemente il cristianesimo è tollerato eppure i cristiani sono sempre più presi di mira in molti modi.

Ad esempio, capita sempre più spesso di sentire che i cristiani sono pericolosi perché sono intolleranti. Infatti i cristiani si nutrono di un libro (la bibbia) che, secondo alcuni, fomenta l’odio e quindi andrebbe bandito. Sono in molti a pensare che senza la religione (ed in particolare quella cristiana) non ci sarebbero più guerre. Ora basta esaminare, dati alla mano, quante persone sono morte nell’ultimo secolo a causa di questa cosiddetta “intolleranza dei cristiani” e quante sono morte a causa di interessi di tutt’altro genere, per rendersi conto di quanto siano false queste affermazioni.

Addirittura ci sono atei che affermano che i cristiani fanno del male ai loro figli perché fanno loro una specie di “lavaggio del cervello”. È diventata tristemente famosa l’affermazione di uno degli atei più famosi del mondo, Richard Dawkins, quando ha paragonato l’insegnamento della religione ai propri figli ad un abuso. Stranamente, a nessuno importa quali schifezze insegnino ai propri figli molti “non cristiani” ma per qualche ragione le idee cristiane sono ritenute da alcuni particolarmente pericolose.

Di recente ho sentito un oratore ateo affermare che i cristiani sono antiscientifici e quindi sono un ostacolo al progresso della società.

Insomma, noi cristiani siamo considerati pericolosi e cattivi. A quanto pare anche oggi ciò che crediamo è considerato un agire “contro i decreti di Cesare”. Siamo delle minacce, anche se la maggior parte di noi sono persone pacifiche. E possiamo essere tollerati solo se stiamo zitti e non esprimiamo le nostre opinioni.

Non vi sembra che la fede cristiana provochi un fastidio assolutamente irrazionale? D’altra parte, se Dio non esistesse e il cristianesimo fosse una favola, perché ci si dovrebbe preoccupare così tanto di coloro che credono in lui? Non sarebbe sufficiente ignorarli?

Anche oggi, come ai tempi di Paolo, i veri motivi per cui i cristiani sono disprezzati non sono quelli dichiarati ma vengono usati argomenti che fomentano le folle a credere che i cristiani siano minacce per la società. Ma aldilà dei motivi, razionali o meno, dobbiamo riconoscere che è in corso una battaglia spirituale ed è ovvio che il diavolo, il principe di questo mondo, sia infastidito dal fatto che ci siano alcuni che ritengono che ci sia un altro re, Gesù. Il principe di questo mondo continuerà a fare di tutto per metterci a tacere e potrà anche riuscirci in parte, ma non potrà impedire che il nostro re, il Re dei Re, Gesù il Cristo torni per stabilire il suo regno eterno.

Vieni Signore Gesù. Ti aspettiamo.

Se vuoi avere maggiori informazioni sugli argomenti trattati in questo pensiero, sentiti libero di contattarmi via mail o sui social networks.
2 Comments
  1. Si Signore Gesù noi ti aspettiamo ,ti riconosciamo nostro Re ,il Re dei Re .Tocca il cuore di coloro che non credono ,aprì gli occhi nelle loro vie e ti vedano e riconoscano che Tu sei il Signore,il Figlio di Dio Amen

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