Certezza della pena Lettera di Giuda - Episodio 3

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Questo articolo è la parte 3 di 10 nella serie Libro di Giuda

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«Fede in pericolo

L’arroganza del peccatore»


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Ora voglio ricordare a voi che avete da tempo conosciuto tutto questo,
che il Signore, dopo aver tratto in salvo il popolo dal paese d’Egitto,
fece in seguito perire quelli che non credettero.
Egli ha pure custodito nelle tenebre e in catene eterne,
per il gran giorno del giudizio,
gli angeli che non conservarono la loro dignità e abbandonarono la loro dimora.
Allo stesso modo Sodoma e Gomorra e le città vicine,
che si abbandonarono, come loro, alla fornicazione e ai vizi contro natura,
sono date come esempio, portando la pena di un fuoco eterno.

(Giuda 1:5-7 – La bibbia)
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Certezza della pena. Questo è un tema di cui si sente parlare spesso. Libri, articoli sul giornale, dibattiti televisivi evidenziano che uno dei problemi della giustizia italiana è proprio la mancanza della certezza della pena. Condoni, indulti, accordi, decorrenza dei termini, prescrizioni, riduzioni, sono all’ordine del giorno e caratterizzano la nostra giustizia.

Possiamo dire che se c’è una cosa che distingue la giustizia di Dio dalla giustizia umana, questa è proprio la certezza della pena.

Non è un caso se Giuda, dopo aver denunciato la presenza di uomini empi e dissoluti che si stavano infiltrando nella chiesa e per i quali la condanna è già scritta da tempo (vedi Giuda 4), rinforza questo concetto attraverso tre esempi tratti dal passato nei versi che abbiamo appena letto.

In molti erano usciti dal paese d’Egitto sotto la guida di Mosé, ma essere parte del popolo di Israele non ha messo al sicuro dal giudizio di Dio coloro che non credettero!

Il secondo esempio introduce un argomento complesso e sul quale anche gli studiosi non sono sempre concordi. Esso riguarda gli angeli che non conservarono la loro dignità e abbandonarono la loro dimora, ovvero angeli decaduti, angeli che hanno peccato. Dissertare sulle varie teorie che riguardano il peccato specifico a cui ci si riferisce in questi versi esula dallo scopo di questi brevi pensieri. Per chi vuole approfondire consiglio la lettura di qualche commentario sull’epistola di Giuda. Tuttavia il senso di questo verso è comunque chiaro: Dio condanna e riserva per il giudizio persino degli esseri celesti che hanno peccato. Anche per loro c’è la certezza della pena!

E cosa accadde a Sodoma e Gomorra e le città vicine? Anch’esse vennero giudicate e condannate attraverso il fuoco per il loro peccato, rimanendo in qualche modo esempio per ogni generazione di uomini e donne che si ribellano a Dio.

Il messaggio di questi versi è chiaro: che si tratti di Israeliti o pagani, esseri celesti o esseri umani, il giudizio di Dio è giusto ed Egli lo ha attuato o lo attuerà al momento opportuno.

Se la giustizia umana lascia a desiderare, possiamo essere certi che la giustizia di Dio è perfetta e non ci saranno sorprese.

Come credenti che hanno affidato la loro vita al Signore, non abbiamo nulla da temere. Infatti Dio condanna il peccato ed ogni peccato sarà punito, ma la buona notizia è che possiamo confidare in Gesù Cristo che è morto per i nostri peccati, portando su di sé la pena che sarebbe dovuta essere inflitta a noi. Gesù Cristo è morto per noi e coloro che lo hanno ricevuto nella propria vita sono anche stati trasformati dalla potenza del suo Spirito Santo per camminare nelle vie di Dio.

Però possiamo essere certi che non ci saranno favoritismi quando Dio giudicherà tutti gli uomini. Così come salverà tutti coloro che si sono affidati a Gesù Cristo, condannerà coloro che lo hanno rifiutato e avranno percorso strade alternative.
Solo Gesù Cristo è la via, la verità e la vita. Al di fuori di Lui non c’è salvezza ma solo la certezza della pena.

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