Che cos’è verità? Evangelo di Giovanni - Episodio 72

Condividi questo articolo su:
Questo articolo è la parte 72 di 90 nella serie Evangelo di Giovanni

Naviga nella serie

«I santi e il malfattore

Vogliamo Barabba!»


Novità! --Scarica "Che cos'è verità?" come un file PDF! --


Pilato dunque rientrò nel pretorio; chiamò Gesù e gli disse: «Sei tu il re dei Giudei?» Gesù gli rispose: «Dici questo di tuo, oppure altri te l’hanno detto di me?» Pilato gli rispose: «Sono io forse Giudeo? La tua nazione e i capi dei sacerdoti ti hanno messo nelle mie mani; che cosa hai fatto?» Gesù rispose: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori combatterebbero perché io non fossi dato nelle mani dei Giudei; ma ora il mio regno non è di qui». Allora Pilato gli disse: «Ma dunque, sei tu re?» Gesù rispose: «Tu lo dici; sono re; io sono nato per questo, e per questo sono venuto nel mondo: per testimoniare della verità. Chiunque è dalla verità ascolta la mia voce». Pilato gli disse: «Che cos’è verità?»

(Giovanni 18:33-38 – La Bibbia)
Iscriviti alla newsletter

Ricevi via email i nuovi pensieri

indice-giovanni

Che cos’è verità? La domanda che Pilato fece a Gesù è quanto mai attuale.

Infatti, in un’epoca in cui domina il relativismo, l’idea che possa esserci una verità assoluta alla quale sottomettersi viene considerata ridicola dai più.

Brani paralleli come Luca 23 ci permettono di capire perché Pilato chiese a Gesù se era il re dei Giudei. Infatti i Giudei accusavano Gesù di blasfemia ma dovevano trovare un’accusa che avesse potuto avere un senso anche per il tribunale romano, quindi lo avevano presentato a Pilato come colui che “diceva di essere lui il Cristo re” (Lc 23:2)

In questo modo erano riusciti ad attirare l’attenzione di Pilato. Infatti qualcuno che dicesse di essere il re dei Giudei, da un punto di vista politico poteva essere una minaccia per Roma. Pilato si stava probabilmente chiedendo se quell’uomo apparentemente così pacifico potesse davvero guidare un’insurrezione contro Roma… Qualcosa non quadrava.

«Dici questo di tuo, oppure altri te l’hanno detto di me?». La risposta di Gesù evidenziò quanto la situazione fosse grottesca. Pilato aveva l’impressione che Gesù potesse essere una minaccia per Roma? Era ciò che pensava davvero o stava solo assecondando i Giudei che glielo avevano consegnato?

In effetti Pilato non credeva che i Giudei stessi gli avessero consegnato colui che doveva essere il loro re e guidare la rivolta verso Roma, e aveva già compreso che ci fosse in gioco qualcosa che aveva a che fare piuttosto con la loro religione. Il brano parallelo di Matteo 27:18 ci dice che Pilato aveva compreso che i Giudei glielo avevano consegnato per invidia e non perché avesse fatto davvero qualcosa degno di morte. Così rispose stizzito: «Sono io forse Giudeo? La tua nazione e i capi dei sacerdoti ti hanno messo nelle mie mani; che cosa hai fatto?»

La risposta di Gesù confermò che Pilato non aveva nulla da temere. Gesù era re ma il suo regno non costituiva in quel momento una minaccia per Roma perché il suo regno non era di questo mondo. Se così fosse stato, i suoi servi avrebbero impedito il suo arresto o avrebbero comunque combattuto per lui. La risposta di Gesù era logica.

Pilato era davvero sorpreso. Gesù diceva dunque di essere un re ma non era certamente il re che Pilato si sarebbe aspettato… Che razza di regno era dunque il suo?

Gesù stesso spiegò a Pilato come stavano le cose. Egli era nato come un uomo, ma allo stesso tempo era un Re che non apparteneva a questo mondo (il mio regno non è di qui). Egli era venuto nel mondo non per fare rivoluzioni con le armi, ma per un motivo specifico: testimoniare della verità.

E fu a quel punto che Pilato domandò: «Che cos’è verità?»

La domanda di Pilato evidenzia la condizione dell’uomo senza Dio. In effetti senza Dio non ci sono assoluti. La condizione dell’uomo lontano dal suo creatore lo pone in una condizione di incertezza, senza riferimenti per la morale, senza obiettivi, senza speranza. Esiste davvero una verità? Oppure ognuno ha la sua, come molti credono ancora oggi?

Gesù aveva appena affermato che c’è una verità e che i suoi sudditi, coloro che ascoltano la sua voce, sono proprio coloro che provengono dalla verità, hanno la verità come proprio segno distintivo.

D’altra parte Gesù nella sua preghiera poche ore prima aveva definito la verità mentre chiedeva al Padre: “Santificali nella verità: la tua parola è verità”.

La parola di Dio è verità. Colui che ha creato ogni cosa definisce ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, ciò che è vero e ciò che è falso, ciò che è secondo il suo volere e ciò che è peccato.
Il progettista sa qual’è il modo in cui il suo progetto deve funzionare per ottenere buoni risultati. L’uomo, influenzato da Satana, si è talmente allontanato dal progetto originario da non essere più in grado di riconoscere che il progetto stesso ha un senso, anzi non è più neanche in grado di riconoscere che esiste un progetto e un progettista…

Forse anche tu credi che la vita non abbia uno scopo, che tutto sia affidato al caso, che non esistano verità assolute. Considera allora che Gesù è venuto proprio per rendere testimonianza alla verità, per riportarti ad avere un contatto con la verità, con Colui che ti ha creato. Egli è la verità, la sua parola è verità. Egli conosce il tuo passato, il tuo presente e il tuo futuro. Egli vuole che tu abbia vita eterna, che anche tu possa essere tra coloro che ascoltano la sua voce, coloro la cui vita è stata trasformata dalla verità e che ora appartengono alla verità.

----------------------
Se vuoi avere maggiori informazioni sugli argomenti trattati in questo articolo, sentiti libero di contattarmi via mail o sui social networks.
Condividi questo articolo su:
Posted in Pensieri and tagged , , .

Perché non lasci un commento? Saresti utile anche ad altri!