Chissà perché capitano tutte a me

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Allora Giobbe si alzò, si stracciò il mantello,
si rase il capo, si prostrò a terra e adorò dicendo:
«Nudo sono uscito dal grembo di mia madre,
e nudo tornerò in grembo alla terra;
il SIGNORE ha dato, il SIGNORE ha tolto;
sia benedetto il nome del SIGNORE».
In tutto questo Giobbe non peccò
e non attribuì a Dio nessuna colpa.

(Giobbe 1:20-22 – La Bibbia)

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Molti hanno sperimentato periodi della vita in cui gli eventi negativi si susseguono ad una velocità talmente alta da non avere il tempo di riprendersi tra un evento e l’altro.

In quei momenti si ha l’impressione che non possa andare peggio di così, e viene voglia di dire: “Chissà perché capitano tutte a me!”

Stavo rileggendo il primo capitolo del libro di Giobbe e pensavo a quella giornata in cui Giobbe aveva ricevuto quattro messaggeri in rapida successione che gli avevano annunciato il furto dei buoi e delle asine e l’uccisione dei suoi servi, poi un fuoco che aveva distrutto le sue pecore e i servi che le seguivano, poi il furto dei cammelli e l’uccisione di ulteriori servi e infine la morte di tutti i suoi figli per il crollo della casa in cui si trovavano.

Il testo ci dice che i messaggeri arrivarono uno dopo l’altro con il successivo che arrivava mentre il precedente parlava ancora.

Giobbe fu come un pugile sul ring, che riceve una rapida successione di colpi fino al knock out, senza aver neanche il tempo di rendersene conto. Con dei colpi del genere, chiunque sarebbe rimasto al tappeto.

Leggendo i versi precedenti si comprende che Dio permise che queste cose accadessero a Giobbe proprio perché Satana sosteneva che Giobbe, quando fosse stato toccato nei suoi possedimenti e nei suoi affetti, avrebbe rinnegato Dio.

In effetti, in circostanze del genere, non so quanti sarebbero riusciti a rialzarsi. Forse i più forti non se la sarebbero presa con Dio ma comunque quanti avrebbero reagito nella maniera positiva in cui reagì Giobbe? Egli, dopo essersi stracciato i vestiti e raso il capo, come si usava anticamente per un lutto, non si lamentò, ma fece una cosa che non mi sarei mai aspettato: adorò Dio.

Come? Proprio mentre veniva colpito in una maniera tanto dura, Giobbe trovò la forza di adorare Dio? Proprio così.

Nelle sue parole scorgiamo quanto era grande la sua fede e la sua comprensione del senso della vita. Egli aveva compreso che la vita non appartiene all’uomo, che nulla abbiamo portato nel mondo e nulla ci porteremo dietro dopo la morte. Egli aveva accettato come dono di Dio tutto ciò che aveva e aveva capito che non poteva pretendere nulla. Colui che gli aveva donato tutto aveva anche il diritto di riprendersi ogni cosa.

Invece di rinnegare e maledire Dio, come Satana aveva paventato, Giobbe disse “il Signore ha dato, il Signore ha tolto; sia benedetto il nome del Signore”.

Tornando all’immagine del pugile, fu come se Giobbe, mentre Satana stava contando sicuro di decretare il KO, fosse riuscito a ritrovare le forze per rimettersi in piedi e guardare il suo avversario in faccia invitandolo a combattere ancora.

Pensiamo agli eroi della fede come a persone che hanno compiuto grandi opere importanti, ma ci sono eroi della fede come Giobbe che combattono ogni giorno la loro battaglia contro problemi economici, malattie, scoraggiamento, persecuzione. E in tutte queste prove essi benedicono il Signore, si rialzano e vanno avanti. Ricordo un cristiano che mi raccontò di aver ricevuto la notizia della morte del figlio di diciotto anni per un incidente automobilistico e la prima cosa che fece fu quella di chiamare la moglie e gli altri figli per pregare in questo modo: “Grazie Signore perché ci hai dato il nostro primogenito per diciotto anni”. Fui molto toccato da questa testimonianza.

Credo che non sia un caso che nella bibbia ci sia un libro come quello di Giobbe. Dio sa che la vita su questa terra è insidiosa perché con il peccato, nel mondo, si sono insinuate la sofferenza e la morte con cui dobbiamo fare continuamente i conti. L’esempio luminoso di Giobbe ci è pervenuto nelle pagine della bibbia, attraversando i millenni, proprio per farci vedere che Dio sa benissimo che anche persone che non lo meritano, come Giobbe che era integro e temeva Dio, si trovano a passare delle prove terribili. Ma Egli non ci abbandona e, coloro che confidano in Dio, con il suo aiuto, possono superarle e diventare più forti di prima, proprio come accadde a Giobbe.

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One Comment

  1. Che Iddio possa farsi conoscere tramite i suoi Figli qui sulla terra, i suoi discepoli, che Dio vi benedica in tutto ciò che fate, cercherò la forza di testimoniare, sò che Dio mi può aiutare col Suo Santo Spirito.

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