Ci vedi davvero? Evangelo di Giovanni - episodio 40

Questo articolo è la parte 40 di 90 nella serie Evangelo di Giovanni

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«Ero cieco e ora vedo

La porta della salvezza»


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Gesù udì che lo avevano cacciato fuori; e, trovatolo, gli disse: «Credi nel Figlio dell’uomo?» Quegli rispose: «Chi è, Signore, perché io creda in lui?» Gesù gli disse: «Tu l’hai già visto; è colui che parla con te, è lui». Egli disse: «Signore, io credo». E l’adorò.
Gesù disse: «Io sono venuto in questo mondo per fare un giudizio, affinché quelli che non vedono vedano, e quelli che vedono diventino ciechi». Alcuni farisei, che erano con lui, udirono queste cose e gli dissero: «Siamo ciechi anche noi?» Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: “Noi vediamo”, il vostro peccato rimane.

(Giovanni 9:35-41 – La Bibbia)
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Il punto di vista di Dio è ben diverso dal nostro!

Quei farisei consideravano la condizione di disabilità dell’uomo nato cieco come conseguenza del peccato. Lo avevano cacciato fuori dalla sinagoga dicendogli:«Tu sei tutto quanto nato nel peccato e insegni a noi?»

Ma Gesù li mise di fronte ad una realtà molto diversa: i veri ciechi erano loro!

Quell’uomo aveva ricevuto un miracolo e aveva già compreso che Gesù doveva essere una persona speciale, inviata da Dio. Infatti di fronte ai farisei che lo avevano interrogato aveva detto che Gesù doveva essere un profeta. Ora, Gesù gli stava rivelando una verità ancora più profonda. Infatti egli era più che un profeta, egli era il Figlio dell’uomo, un titolo che i giudei conoscevano bene ed era associato proprio al Messia, al Cristo (Si veda a questo proposito Daniele 7:13).

Quell’uomo non ebbe alcuna esitazione di fronte alla rivelazione di Gesù. Confessò la sua fede e si prostrò davanti a Gesù adorandolo. Questa è la meravigliosa risposta di chi ha riconosciuto che la grazia di Dio è venuta a far parte della sua vita. Questa è la risposta di chi ha incontrato Gesù e si è reso conto del proprio bisogno di salvezza, lo ha riconosciuto come Cristo e come proprio salvatore!

Quanto erano diversi invece quei farisei che stavano assistendo alla scena. Essi avevano disprezzato quell’uomo e avevano disprezzato anche Gesù. Per loro era assurdo che quell’uomo si stesse prostrando di fronte a Gesù, uno che loro consideravano un peccatore, un trasgressore del sabato.

Eppure, le cose erano proprio l’opposto di ciò che loro pensavano. Il cieco era stato guarito fisicamente e anche spiritualmente, mentre loro che non erano mai stati ciechi fisicamente, erano ciechi spiritualmente e nemmeno se ne rendevano conto!

Se se ne fossero resi conto, ci sarebbe stata speranza anche per loro. La malattia fisica di quell’uomo rispetto alla loro cecità spirituale era ben poca cosa. Se anch’essi fossero stati ciechi come quell’uomo, non ne avrebbero avuto alcuna colpa, a differenza di quanto essi pensavano. Ma la vera colpa, il più grande peccato dell’uomo, era proprio l’incredulità che impediva loro di vedere l’opera di Dio attraverso Gesù Cristo. Quella cecità avrebbe impedito loro di essere salvati dalle conseguenze del proprio peccato. Come Gesù aveva già detto in precedenza, non credendo in lui essi sarebbero rimasti nel loro peccato, sarebbero morti nel loro peccato e ne avrebbero pagato le conseguenze per sempre.

Quando ci troviamo di fronte alla malattia e alla disabilità anche noi uomini del ventunesimo secolo talvolta ci riteniamo fortunati. Pensiamo che l’altro sia oggetto di una disgrazia, la peggior cosa che possa capitare ad un uomo. Ma non ci rendiamo conto che la nostra condizione spirituale potrebbe essere peggiore di coloro che hanno una malattia fisica. Infatti la malattia fisica non ha nessuna influenza sulla vita eterna ma la malattia spirituale può avere conseguenze eterne.

Proprio colui che nega di aver bisogno di Gesù Cristo, chi nega di essere un peccatore, chi pensa di essere a posto così come sta, è colui che si trova nella peggior condizione possibile perché è davvero cieco, non vede la gravità della sua situazione davanti a Dio e non va a Gesù per ottenere salvezza. È questa la tua condizione? Ci vedi davvero? Oppure come quei farisei credi di vedere ma sei cieco? Che Dio ti dia di aprire gli occhi riconoscendo la tua condizione spirituale e il tuo bisogno di salvezza.

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