Colazione con Gesù Evangelo di Giovanni - Episodio 88

Questo articolo è la parte 88 di 90 nella serie Evangelo di Giovanni

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Dopo queste cose, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli presso il mare di Tiberiade; e si manifestò in questa maniera.
Simon Pietro, Tommaso detto Didimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e due altri dei suoi discepoli erano insieme. Simon Pietro disse loro: «Vado a pescare». Essi gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Uscirono e salirono sulla barca; e quella notte non presero nulla.
Quando già era mattina, Gesù si presentò sulla riva; i discepoli però non sapevano che era Gesù. Allora Gesù disse loro: «Figlioli, avete del pesce?» Gli risposero: «No». Ed egli disse loro: «Gettate la rete dal lato destro della barca e ne troverete». Essi dunque la gettarono, e non potevano più tirarla su per il gran numero di pesci.
Allora il discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!» Simon Pietro, udito che era il Signore, si cinse la veste, perché era nudo, e si gettò in mare. Ma gli altri discepoli vennero con la barca, perché non erano molto distanti da terra (circa duecento cubiti), trascinando la rete con i pesci.
Appena scesero a terra, videro là della brace e del pesce messovi su, e del pane. Gesù disse loro: «Portate qua dei pesci che avete preso ora». Simon Pietro allora salì sulla barca e tirò a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci; e benché ce ne fossero tanti, la rete non si strappò. Gesù disse loro: «Venite a fare colazione». E nessuno dei discepoli osava chiedergli: «Chi sei?» Sapendo che era il Signore. Gesù venne, prese il pane e lo diede loro; e così anche il pesce.
Questa era già la terza volta che Gesù si manifestava ai suoi discepoli, dopo esser risuscitato dai morti.

(Giovanni 21:1-14 – La Bibbia)
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Avete mai fatto colazione con Gesù? Quella mattina i discepoli ebbero il privilegio non solo di fare colazione con il divino maestro ma fu addirittura lui a preparare loro la colazione!

Giovanni ritenne necessario riportare anche questo terzo incontro di Gesù risorto con i suoi discepoli, perché in qualche modo sottolinea il passaggio dalla loro vita di tutti i giorni alla loro chiamata a servire come apostoli, come fondamento della chiesa di Gesù il Messia.

Molti discepoli di Gesù erano dei pescatori. Il loro percorso con Gesù era cominciato proprio quando Gesù li aveva chiamati, sottraendoli al loro lavoro per iniziare a formarli, a prepararli per il compito che intendeva affidare loro (Lc 5:10)

Alla fine del vangelo ritroviamo quindi i discepoli che tornano al loro lavoro. Anche dopo l’incontro con Gesù risorto, le loro vite sembravano procedere come sempre. D’altra parte mancava ancora qualcosa che completasse la loro preparazione per spingerli a diventare coloro che avrebbero rivoluzionato il mondo con la loro predicazione. Come Gesù aveva già preannunciato (Gv 20:22) lo Spirito Santo avrebbe presto completato quel percorso di trasformazione da pescatori di pesci a pescatori di uomini (Mc 1:17).

Quella mattina, il Signore Gesù ebbe quindi l’occasione per mostrarsi ancora una volta attraverso un segno miracoloso e impartire loro una lezione importante.

Infatti i discepoli erano tornati al loro mestiere di sempre, erano tornati a ciò che sapevano fare bene. Eppure quella notte tutta la loro abilità di pescatori non fu sufficiente per pescare nulla.

Da esperti pescatori quali erano, doveva essere davvero fastidioso per loro sentirsi dire che dovevano buttare la rete dall’altro lato, come se non avessero già fatto abbastanza tentativi quella notte! Essi non avevano ancora riconosciuto Gesù; il suo corpo glorioso evidentemente non rendeva facile identificarlo anche se essi lo avevano già incontrato in precedenza, inoltre egli si trovava a riva, ad una certa distanza da loro. Tuttavia qualcosa li spinse ad ascoltare il suo consiglio.

Quando la rete si riempì di pesci essi lo riconobbero. D’altra parte non era la prima volta che Gesù faceva in modo che essi pescassero dopo un’intera notte di pesca infruttuosa, quindi quell’evento li portò a pensare che quell’uomo a riva doveva essere proprio Gesù.

Infatti ciò che accadde quella mattina era già accaduto quando Gesù aveva chiamato i discepoli (Luca 5:1-7) molto tempo prima. In qualche modo Gesù li stava riportando con la mente alla commissione che aveva dato loro quando li aveva chiamati ad essere suoi discepoli! Anche allora essi si erano affaticati tutta la notte senza pescare nulla, ma la pesca fu abbondante quando gettarono di nuovo le reti al largo come il Signore ordinò loro di fare (Lc 5:6). E proprio in quell’occasione Gesù aveva detto a Pietro: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini» (Lc 5:10)

Ripetendo il medesimo miracolo dopo la sua risurrezione, Gesù stava in qualche modo attirando la loro attenzione su quanto aveva già annunciato loro fin dal principio: «Seguitemi, e io farò di voi dei pescatori di uomini» (Mc 1:17).

Il programma non era cambiato. Presto i discepoli avrebbero ricevuto lo Spirito Santo e la loro pesca, nel giorno di pentecoste, sarebbe stata abbondante. Nella loro rete non ci sarebbero stati grossi pesci ma uomini e donne che si sarebbero ravveduti dei loro peccati per essere riconciliati con Dio.

Credo che quella colazione con Gesù sia rimasta per sempre nella mente dei discepoli.

Quel giorno Gesù ribadì una lezione che i discepoli avrebbero dovuto ricordare per il resto della loro vita.

Gesù aveva dimostrato ancora una volta il suo controllo sulla creazione. Aveva dimostrato ancora una volta che ogni loro azione avrebbe potuto avere successo solo se lui lo avesse voluto.

Essi avevano bisogno di lui anche per svolgere il loro mestiere, per fare le cose che essi pensavano di poter fare bene anche da soli. A maggior ragione avrebbero avuto bisogno di lui e dell’opera dello Spirito Santo in loro per svolgere l’incarico di apostoli a cui li aveva chiamati! Come egli aveva già detto in precedenza, essi dovevano essere come tralci attaccati alla vite: senza di lui non avrebbero potuto fare nulla (Gv 15:5).

Credo che nessuno di noi abbia mai avuto il privilegio di avere Gesù che ci prepara la colazione, eppure in un certo senso possiamo e dobbiamo sempre fare colazione con Gesù… Infatti quando comincia un nuovo giorno dovremmo sempre ricordarci che non dobbiamo contare troppo sulla nostra abilità ma dobbiamo affidare a Lui ogni cosa che facciamo. Se ci saranno giorni in cui la nostra rete sarà vuota, non scoraggiamoci. Gesù sa dove vuole che gettiamo la nostra rete e, se ascoltiamo la sua voce, l’esito della nostra pesca potrebbe cambiare in un attimo.

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One Comment

  1. Alle volte non ci prendiamo del tempo per stare con Gesu’ ma ci accontentiamo solo di un caffe’ preso in fretta. Diamo del tempo a Gesu’ e prendiamoci tutto il tempo che ci occorre per gustare pienamente il nostro incontro con Lui il Signore della Gloria. Mario.

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