Compagni di prigionia

Questo articolo è la parte 6 di 6 nella serie Libro di Filemone

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«Anche gli altri cambiano


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Al tempo stesso preparami un alloggio,
perché spero, grazie alle vostre preghiere, di esservi restituito.
Epafra, mio compagno di prigionia in Cristo Gesù, ti saluta.
Così pure Marco, Aristarco, Dema, Luca, miei collaboratori.
La grazia del Signore Gesù Cristo sia con il vostro spirito.

(Filemone 1:22-25 – LA BIBBIA)

Ricordatevi dei carcerati, come se foste in carcere con loro;
e di quelli che sono maltrattati, come se anche voi lo foste!

(Ebrei 13:3)

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Serie completa pensieri sull’epistola di Paolo a Filemone

Filemone 1-3 Compagni d’armi
Filemone 4-5,7 Mi ricordo di te
Filemone 6-14 Chiedetemi tutto ma non questo!
Filemone 10, 12-13 I fantasmi del passato
Filemone 10-11, 15-21 Anche gli altri cambiano
Filemone 22-24 Compagni di prigionia

Queste parole le troviamo al termine di una lettera molto particolare, molto personale. In essa, come abbiamo visto nei pensieri precedenti, Paolo ha spronato Filemone a perdonare e liberare Onesimo, non considerandolo più uno schiavo ma un fratello in Cristo.

È piuttosto singolare il fatto che Paolo si trovò ad intercedere per la liberazione di uno schiavo mentre egli stesso era prigioniero. E questa particolarità emerge ancora in maniera chiara proprio nei saluti finali.

Questa lettera era cominciata con un prigioniero che scrive ai propri collaboratori e compagni d’armi (v.1-2) e termina con un prigioniero che spera di essere liberato confidando nelle preghiere dei propri commilitoni.

Questo “combattente” era in carcere non perché aveva fatto qualcosa di male, ma perché predicava la buona notizia inerente la salvezza in Gesù Cristo in un mondo che disprezza Dio e non vuole sentire parlare di Gesù. Egli credeva che la sua liberazione fosse possibile e quindi pensava di poter raggiungere Filemone a Colosse, perché credeva che Dio ascoltasse le preghiere che gli altri credenti avrebbero fatto per lui. Come lui, probabilmente, sperava Epafra che egli cita come suo compagno di prigionia, certamente meno famoso di Paolo, ma non meno importante agli occhi di Dio. Questi discepoli di Gesù non confidavano nella bontà dei propri carcerieri ma confidavano nelle preghiere dei loro commilitoni.

Come abbiamo detto, in questa lettera Paolo chiamò Filemone a mostrare il suo amore in maniera straordinaria perdonando e liberando Onesimo, uno schiavo. In un mondo che perseguita coloro che confidano in Gesù Cristo, Paolo invitò Filemone a mostrare il suo amore, a vincere con l’amore, mostrando anche ai suoi vicini pagani che il messaggio del vangelo era un messaggio capace di trasformare la società attraverso l’amore.

Ecco chi sono i discepoli di Cristo! Essi sono coloro che sono pronti anche a farsi imprigionare o persino a farsi uccidere pur di onorare Gesù Cristo testimoniando di lui, e allo stesso tempo sono pronti a perdonare e liberare anche i loro nemici, coloro che hanno fatto loro dei torti, persino i loro stessi persecutori. Vengono odiati eppure amano, vengono imprigionati eppure rendono la libertà. Essi sono pronti a mostrare l’amore che vince il mondo, l’amore che cambia tutto, essendo testimoni nella società attraverso la trasformazione che Dio ha operato nella loro vita.

Leggendo queste parole di Paolo, il mio pensiero è andato ai nostri compagni d’armi, ovvero fratelli e sorelle sparsi per il mondo che condividono la nostra fede, e per questo motivo sono perseguitati e incarcerati… Molti di loro probabilmente, come Paolo, sperano di essere liberati e confidano proprio nelle nostre preghiere

Ci rendiamo quindi conto di quanto sia importante pregare per i discepoli di Gesù Cristo che sono perseguitati in molte parti del mondo? Sono nostri fratelli, sono discepoli di Cristo come noi, che pagano solo perché si trovano in paesi dove c’è intolleranza e persecuzione nei loro confronti. Se noi non siamo loro compagni di prigionia non è perché siamo più meritevoli di essere trattati bene, ma solo perché viviamo in un paese che, al momento, ci permette di godere di maggiore libertà. Non dimentichiamoci quindi di loro, perché essi confidano nelle nostre preghiere come Paolo confidava nelle preghiere di Filemone e degli altri cristiani in Colosse! Come abbiamo letto, ricordiamoci di coloro che sono in carcere proprio come se fossimo loro compagni di prigionia!

Essendo pronti a soffrire per il vangelo se necessario, pregando per i nostri fratelli che sono prigionieri in un mondo che continua ad odiare Dio e i suoi figli, come i protagonisti di questa lettera continuiamo a mostrare al mondo la vera libertà che la grazia di Dio è in grado di portare nella vita degli uomini.

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5 Comments

  1. Una piccola osservazione : I veri Discepoli ; (sono pronti anche a farsi imprigionare o persino a F A R SI uccidere (NON A UCCIDERE)

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