Contato, pesato e diviso

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Perciò egli ha mandato quel pezzo di mano
che ha tracciato quello scritto.
 Ecco le parole che sono state scritte:
Mené, Mené, Téchel, U-Parsin. 
Questa è l’interpretazione delle parole:
Mené, Dio ha fatto il conto del tuo regno e gli ha posto fine; 
Téchel, tu sei stato pesato con la bilancia e sei stato trovato mancante.
 Perès, il tuo regno è diviso e dato ai Medi e ai Persiani».

(Daniele 5:24-28 – LA BIBBIA)

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Il re Baldassar era stato terrorizzato dal vedere comparire dal nulla una mano che si era messa a scrivere parole sul muro.

L’unico in grado di decifrare la scritta era stato Daniele. Ma non c’erano buone notizie in quelle parole!

Baldassar aveva mostrato ancora più superbia del suo predecessore Nabucodonosor (vedi pensiero “Dio non ha nipoti”) e ora era venuto il momento della resa dei conti.

Infatti la prima parola tradotta da Daniele significa proprio “Contato”.  I giorni di questo superbo re erano contati ed erano giunti alla fine. La seconda parola significa “Pesato” a significare che Baldassar era stato pesato e trovato mancante. La terza parola significa “diviso” e infatti il suo regno stava per essere diviso e dato ai Medi e ai Persiani. Baldassar infatti fu ucciso in quella stessa notte e il suo regno venne dato a Dario il Medo.

Non posso fare a meno di riflettere su queste tre parole: contato, pesato, diviso. In qualche modo non  è questo il destino di tutti gli uomini? Facciamo la nostra vita, incuranti del fatto che esista o meno un Dio, ma alla fine arriviamo tutti allo stesso traguardo. La corsa prima o poi finisce per tutti.

Tutti abbiamo i giorni contati e tutti, se fossimo pesati, saremmo trovati mancanti davanti a Dio. Di conseguenza tutti subiremmo la condanna, equivalente a quel “diviso”. L’unica possibilità che abbiamo è che sulla bilancia, al nostro posto, salga qualcuno che non sia trovato mancante e quel qualcuno è Gesù.

Baldassar non aveva onorato Dio nella sua vita e aveva vissuto da superbo fino alla fine. Ma noi forse siamo ancora in tempo per onorare Dio, accogliendo suo figlio nella nostra vita.  Se non vogliamo essere trovati mancanti davanti a Dio, abbiamo assolutamente bisogno che salga Gesù sulla bilancia al nostro posto. Dobbiamo riconoscerci peccatori e bisognosi di un sostituto che non sia trovato mancante.

Ho affidato al Signore la mia vita. So che, se mi basassi sulle mie capacità, sarei trovato anche io contato, pesato e diviso. Ma ringrazio il Signore perché quando i miei giorni, contati, su questa terra finiranno,  non verrò pesato secondo i miei meriti ma secondo i meriti di Gesù. Allora  non vedrò, per così dire, il mio “regno diviso”, ovvero non perderò tutto.  Piuttosto, ciò che avrò lasciato sarà nulla in confronto a ciò che mi aspetta nell’eternità. Più che una divisione, sarà una moltiplicazione.

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