Costi quello che costi


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«Ora ci sono dei Giudei, ai quali tu hai affidato l’amministrazione della provincia di Babilonia, cioè Sadrac, Mesac e Abed-Nego, che non ti danno ascolto, non adorano i tuoi dèi e non s’inchinano alla statua d’oro che tu hai fatto erigere».

Allora Nabucodonosor, irritato e furioso, ordinò che gli portassero Sadrac, Mesac e Abed-Nego; questi furono condotti alla presenza del re. Nabucodonosor disse loro: «Sadrac, Mesac, Abed-Nego, è vero che non adorate i miei dèi e non vi inchinate davanti alla statua d’oro che io ho fatto erigere? Ora, appena udrete il suono del corno, del flauto, della cetra, della lira, del saltèrio, della zampogna e di ogni specie di strumenti, siate pronti a inchinarvi per adorare la statua che io ho fatta; ma se non la adorerete, sarete immediatamente gettati in una fornace ardente; e quale Dio potrà liberarvi dalla mia mano?»
Sadrac, Mesac e Abed-Nego risposero al re: «O Nabucodonosor, noi non abbiamo bisogno di darti risposta su questo punto. Ma il nostro Dio, che noi serviamo, ha il potere di salvarci e ci libererà dal fuoco della fornace ardente e dalla tua mano, o re.
Anche se questo non accadesse, sappi, o re, che comunque noi non serviremo i tuoi dèi e non adoreremo la statua d’oro che tu hai fatto erigere».

(Daniele 3:12-18 – La Bibbia)

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Ci sono momenti nella vita in cui  siamo chiamati ad avere le idee ben chiare per decidere in fretta con coraggio e determinazione.

Sadrac, Mesac e Abed-Nego (ovvero Anania, Misael ed Azaria, amici di Daniele) dimostrarono di avere queste qualità.

Il re Nabucodonosor aveva fatto costruire una statua d’oro alta circa 30 metri (60 cubiti) e aveva invitato all’inaugurazione tutte le persone più importanti del suo regno: satrapi, prefetti, governatori, consiglieri, tesorieri, giureconsulti, magistrati e tutte le autorità delle provincie (Da 3:3).

Nel momento in cui fu dato il segnale convenuto, attraverso vari strumenti musicali, tutti avrebbero dovuto inchinarsi e adorare la statua d’oro, pena la morte in una fornace ardente (Da 3:5-6)

Ma Sadrac, Mesac ed Abed-Nego non ubbidirono, pur essendo coscienti delle conseguenze che tale decisione avrebbe avuto.  Erano incoscienti? Al contrario, sapevano bene ciò che stavano facendo.

Mi ha colpito molto  il modo in cui questi tre uomini si sono comportati  di fronte al re Nabucodonosor. Quando il re, prima della condanna definitiva,  diede loro ancora una possibilità di ubbidirgli, li sfidò dicendo: “Quale Dio potrà liberarvi dalla mia mano?

La domanda del re sottintendeva che per loro non c’era nessuna possibilità di scampo. Egli stava insinuando che il Dio per il quale stavano rischiando la vita, non avrebbe potuto fare niente per loro. Valeva la pena farsi ammazzare per lui?

Ma quei tre giovani erano pronti a restare dalla parte dell’unico Dio che conoscevano, il Dio vivente e vero, a qualunque prezzo. Infatti, essi sapevano che Dio avrebbe potuto liberarli dal fuoco della fornace ardente; essi sapevano anche che Dio avrebbe potuto agire diversamente, se quella fosse stata la sua volontà ma, in ogni caso,  non si sarebbero  piegati davanti a falsi dèi e davanti alla statua d’oro che il re aveva fatto erigere.

Questo è il sunto della loro posizione: “Costi quello che costi, noi restiamo con Dio!”

Solo qualcuno che abbia davvero un rapporto con Dio, che sia sicuro al cento per cento della veridicità della propria fede, potrebbe rispondere in questo modo.

Non posso fare a meno di chiedermi come mi sarei comportato io di fronte a Nabucodonosor. Avrei avuto la medesima determinazione di quei tre giovani? Prego Dio perché mi dia di essere sempre pronto a restare dalla sua parte, costi quello che costi.

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