Dall’ascolto all’azione Episodio 20 - Libro di Neemia

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Questo articolo è la parte 20 di 31 nella serie Libro di Neemia

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«Riflettere per agire

Adorazione e confessione»


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Il secondo giorno, i capi famiglia di tutto il popolo, i sacerdoti e i Leviti
si radunarono presso Esdra, lo scriba, per esaminare le parole della legge.
Trovarono scritto nella legge, che il SIGNORE aveva data per mezzo di Mosè,
che i figli d’Israele dovevano abitare in capanne durante la festa del settimo mese,
e che in tutte le loro città e in Gerusalemme si doveva pubblicare questo bando:
“Andate al monte, a cercare rami d’olivo, rami d’olivastro, di mirto, di palma e di alberi ombrosi,
per fare delle capanne, come sta scritto”.
Allora il popolo andò fuori, portò i rami, e ciascuno fece la sua capanna sul tetto della propria casa,
nel proprio cortile, nei cortili della casa di Dio, sulla piazza davanti alla porta delle Acque,
e sulla piazza davanti alla porta di Efraim.
Così tutta l’assemblea di quanti erano tornati dall’esilio si fece delle capanne, e abitò nelle capanne.
Dal tempo di Giosuè, figlio di Nun, fino a quel giorno, i figli d’Israele non avevano più fatto così.
E ci fu grandissima gioia.
Fu letto un brano della legge di Dio ogni giorno, dal primo all’ultimo;
la festa durò sette giorni, e l’ottavo si tenne una solenne assemblea, com’è prescritto.

(Neemia 8:13-18 – La bibbia)
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Serie completa pensieri sul libro di Neemia

Capitolo 8
Neemia 8:1-8 Il senso della parola di Dio
Neemia 8:9-13 Riflettere per agire
Neemia 8:13-18 Dall’ascolto all’azione
Altri capitoli di Neemia Vedi indice generale libro di Neemia

La predica è finita. Torniamo a casa avendo ancora in mente ciò che abbiamo ascoltato ma non ci vorrà molto prima che le cose di tutti i giorni, le nostre preoccupazioni, i nostri problemi, ci facciano dimenticare tutto, senza che niente cambi nella nostra vita…

Purtroppo, questa è l’esperienza che molti di noi fanno continuamente, dopo aver letto la bibbia o ascoltato un messaggio biblico, vero?

Da questo brano di Neemia impariamo che dopo l’ascolto di una buona esposizione biblica, dobbiamo ritornare su ciò che abbiamo ascoltato, a mente fredda, per riesaminare quanto abbiamo ascoltato. Ma non basta.

Infatti non si tratta solo di rielaborare quanto ascoltato ma di trovare un modo pratico per metterlo in atto. Dio non ci parla semplicemente per informarci ma per trasformarci! Egli vuole cambiare il nostro modo di essere, il nostro modo di vivere, affinché possiamo essere davvero felici!

Così dopo che il popolo, al tempo di Neemia ed Esdra, si era radunato il primo giorno del settimo mese per ascoltare le parole della legge, si erano radunati il secondo giorno i capi famiglia di tutto il popolo con i sacerdoti e i Leviti per esaminare le parole della legge, e quale fu il risultato? Essi si resero conto che la prossima grande festa prevista dalla legge era molto vicina e occorreva fare i preparativi se volevano essere pronti nei tempi previsti dalla legge.

Così, non tornarono a casa a pensare se forse sarebbe stato meglio stabilire un comitato che potesse decidere se era il caso di ripristinare la festa delle capanne, non rimandarono all’anno dopo pensando che ormai non avrebbero fatto in tempo, ma passarono subito dall’ascolto all’azione.

La festa delle capanne era molto significativa per la storia di Israele, era infatti una delle tre maggiori feste, insieme alla Pasqua (settimana degli azzimi) e alla Pentecoste, conosciute come feste dei pellegrinaggi, in cui ogni anno gli Israeliti si recavano appunto in pellegrinaggio a Gerusalemme (Esodo 34:18-24). Durante la festa delle capanne gli Israeliti ricordavano di essere stati pellegrini nel deserto e quindi vivevano per sette giorni in abitazioni provvisorie. Tale legge si sarebbe dovuta tramandare di generazione in generazione proprio per ricordare ai posteri il modo in cui Dio si era preso cura di Israele facendolo abitare in capanne durante il loro lungo soggiorno nel deserto, mentre camminavano verso la terra promessa.

Eppure abbiamo letto che “Dal tempo di Giosuè, figlio di Nun, fino a quel giorno, i figli d’Israele non avevano più fatto così”. Questo significa che Israele aveva smesso di celebrare la festa delle capanne praticamente appena messo piede nella terra promessa…

Doveva essere triste scoprire che per centinaia di anni nessuno si era più preoccupato di far rispettare questa legge, ma la tristezza non serve a nulla se non porta ad un cambiamento! Ecco perché essi reagirono nell’unico modo possibile, cercando di mettere in pratica subito ciò che avevano imparato.

Notiamo che l’ubbidienza alla parola di Dio portò grandissima gioia nel popolo. Talvolta pensiamo erroneamente che ubbidire a Dio significhi privarsi di qualcosa e rinunciare ad essere felici ma, come impariamo da questo brano, ubbidire a ciò che Dio ci chiede porta grandissima gioia nella nostra vita.

La lettura della bibbia è importante ma è ancora più importante passare dall’ascolto all’azione come abbiamo letto in questo brano. Ciò che Dio ci chiede nella sua parola è per il nostro bene, e come gli Israeliti provarono grandissima gioia nel celebrare la festa delle capanne, così anche noi proveremo una grandissima gioia nel mettere in pratica ciò che Dio ci insegna nella sua parola. Ma, come hanno fatto loro, non rimandiamo al mese prossimo o all’anno prossimo! Passiamo subito dall’ascolto all’azione.

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