Dalla fede all’amore


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Voi, per questa stessa ragione,
mettendoci da parte vostra ogni impegno,
aggiungete alla vostra fede la virtù;
alla virtù la conoscenza;
alla conoscenza l’autocontrollo;
all’autocontrollo la pazienza;
alla pazienza la pietà;
alla pietà l’affetto fraterno;
e all’affetto fraterno l’amore.
Perché se queste cose si trovano e abbondano in voi,
non vi renderanno né pigri, né sterili
nella conoscenza del nostro Signore Gesù Cristo.

(2Pietro 1:5-8)
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Come ho sottolineato in un precedente articolo (vedi “Ti ha già donato tutto”) Dio, in Gesù Cristo, ci ha già donato tutto ciò che riguarda la vita e la pietà.

L’opera di Cristo in noi attraverso lo Spirito Santo dovrebbe quindi costituire una forte spinta ad impegnarci per onorare il Signore e per conoscerlo sempre di più.

Il credente dovrebbe mettere ogni cura nello sviluppare le caratteristiche descritte in questi versi, caratteristiche che si sviluppano come cerchi concentrici, l’uno dentro l’altro, dalla fede all’amore.

La fede non può essere un insieme vuoto, non può essere priva di contenuto e infatti la prima esortazione è proprio quella di aggiungere la virtù alla fede. Ecco quindi che all’interno del cerchio esterno che rappresenta la fede, possiamo disegnare idealmente un altro cerchio che rappresenta la virtù, l’eccellenza morale. Sarà infatti quello il modo in cui la fede, lungi dall’essere mero assenso intellettuale, si manifesterà attraverso azioni concrete, frutto di un cambiamento visibile. D’altra parte la virtù deve essere caratterizzata dalla conoscenza, una conoscenza di Dio e della sua parola dalla quale non possono prescindere le nostre azioni se vogliamo davvero onorare il Signore. Così, proprio come cerchi concentrici si aggiungono l’una all’altra anche le altre virtù, dall’autocontrollo del credente che non si lascia dominare dalle sue passioni, alla pazienza con la quale il credente è chiamato a sopportare anche la sofferenza. La pazienza del credente è un’espressione della pietà, della sua devozione a Dio che cresce sempre di più e che si manifesta in particolare attraverso l’affetto fraterno. È proprio nei rapporti fraterni che si sviluppa maggiormente il carattere del credente che impara ad amare gli altri cercando l’interesse comune piuttosto che il proprio. Aggiungendo queste qualità l’una all’altra, ci troviamo ad aggiungere l’ultima goccia, il cerchio più interno che dà un senso a tutto, infatti cosa saremmo senza l’amore che è pronto a sacrificarsi per l’altro, l’amore che Gesù Cristo ci ha mostrato proprio sulla croce?

Non possiamo accontentarci di manifestare una di queste caratteristiche e rinunciare ad un’altra, ma con l’aiuto di Dio questi aspetti si svilupperanno nella nostra vita e caratterizzeranno la nostra fede. Questo carattere testimonia proprio della presenza della vita di Dio nel credente.

Dalla fede all’amore, goccia dopo goccia, ingrediente dopo ingrediente, il cristiano non sarà né pigro né sterile ma sarà fervente e porterà frutto, conoscendo sempre meglio Gesù Cristo proprio sviluppando un carattere che assomiglia sempre di più a quello del proprio salvatore.

Che Dio ci dia di sviluppare tutte queste virtù, dalla fede all’amore, affinché possiamo conoscere sempre di più il nostro Signore!

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