Dalla perplessità alla fiducia

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Fino a quando griderò, o SIGNORE, senza che tu mi dia ascolto?
Io grido a te: «Violenza!» e tu non salvi.
Perché mi fai vedere l’iniquità e tolleri lo spettacolo della perversità?
Mi stanno davanti rapina e violenza;
ci sono liti, e nasce la discordia.
Perciò la legge è senza forza, il diritto non si fa strada;
perché l’empio raggira il giusto e il diritto ne esce pervertito.

(Abacuc 1:1-4 – La Bibbia)

Ho udito e le mie viscere fremono, le mie labbra tremano a quel rumore;
un tarlo mi entra nelle ossa, io tremo a ogni passo;
aspetto in silenzio il giorno dell’angoscia,
quando il nemico marcerà contro il popolo per assalirlo.
Infatti il fico non fiorirà, non ci sarà più frutto nelle vigne;
il prodotto dell’ulivo verrà meno, i campi non daranno più cibo,
le greggi verranno a mancare negli ovili, e non ci saranno più buoi nelle stalle;
ma io mi rallegrerò nel SIGNORE, esulterò nel Dio della mia salvezza.
DIO, il Signore, è la mia forza;
egli renderà i miei piedi come quelli delle cerve e mi farà camminare sulle alture.

(Abacuc 3:16-19)
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Pochi conoscono il libro del profeta Abacuc, eppure il suo messaggio è così attuale!

Sono sicuro che molti si rispecchiano nelle prime parole del profeta. Egli si guardava intorno e vedeva violenza, iniquità e perversità. Egli vedeva i giusti raggirati dagli empi e, cosa che lo lasciava ancora più perplesso, vedeva che gli empi riuscivano nei loro intenti e rimanevano impuniti.

A quanti di noi è capitato di fare la stessa esperienza? Quante volte avremmo desiderato che Dio manifestasse subito la sua giustizia mentre persone malvagie sembravano farla franca?

“Fino a quando griderò, o Signore, senza che tu mi dia ascolto?” In queste parole scorgiamo tutta l’amarezza del profeta stanco di gridare a Dio e di non ricevere alcuna risposta.

Ma nello sviluppo del libro egli riceve delle risposte da Dio.

Le risposte di Dio però non sono sempre quelle che ci aspettiamo. Infatti Dio fece comprendere che tutta la violenza che Abacuc vedeva nella società giudaica avrebbe ricevuto la giusta retribuzione da parte di Dio perché il Signore avrebbe inviato i Babilonesi (Caldei) come strumento per punire Giuda. Ma questo era inconcepibile per Abacuc! Come poteva, infatti, il giusto giudice servirsi di un popolo ancora più malvagio per punire i giudei? Abacuc era ancora più perplesso dopo la prima risposta di Dio.

A quel punto, Dio fece comprendere ad Abacuc che i giusti, i quali confidano in Dio, non hanno niente da temere, mentre anche i malvagi Caldei, a loro volta, avrebbero ricevuto la giusta retribuzione per le loro azioni. Abacuc non avrebbe dovuto dubitare della giustizia di Dio perché ognuno avrebbe ricevuto a tempo debito la giusta retribuzione da parte di Dio.

Il profeta, a quel punto, esplose in un cantico che è una preghiera bellissima che mette in luce la grandezza di Dio e delle sue opere. Al termine di questa preghiera, il libro si conclude con il secondo brano che abbiamo letto.

Avete notato la trasformazione del profeta tra le prime parole del libro e il suo epilogo?

Il libro era cominciato con il profeta frustrato che gridava a Dio senza ottenere risposta ma si è concluso con il profeta che ammette di aver udito il messaggio di Dio, un messaggio che lo ha sconvolto e lasciato senza parole. Egli si rese conto che la giustizia per cui stava gridando a Dio si sarebbe realizzata con un giudizio molto duro che si sarebbe abbattuto sul suo popolo. Abacuc non poteva fare altro che aspettare in silenzio quel terribile giorno.

Allo stesso tempo però, nel pensare al giorno dell’angoscia, questa volta Abacuc non era frustrato
ma speranzoso, perché aveva compreso che Dio avrebbe comunque agito con giustizia. Nel momento in cui Dio avesse manifestato la sua giustizia, i giusti come Abacuc sarebbero rimasti in piedi. Coloro che avevano un rapporto con Dio , anche in mezzo alla sofferenza, avrebbero trovato consolazione nel Signore, avrebbero esultato nel Dio della loro salvezza. Abacuc sapeva che Dio sarebbe stato la sua forza e lo avrebbe reso capace di affrontare anche quei momenti terribili con rinnovata fiducia.

Abacuc passò dalla perplessità alla completa fiducia in Dio. Nei momenti in cui anche noi siamo perplessi per l’ingiustizia che ci circonda, ricordiamoci che il giusto giudice renderà ad ognuno ciò che merita. Ricordiamoci delle rimostranze fatte da Abacuc ma anche delle risposte del Signore. Nei momenti difficili della nostra vita ricordiamoci che, se abbiamo un rapporto con Dio e abbiamo fede in lui, non abbiamo nulla da temere. Infatti, alla fine Dio sarà la nostra salvezza e giudicherà con giustizia.

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