Dalla tradizione alla libertà

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Cristo ci ha liberati
perché fossimo liberi;
state dunque saldi
e non vi lasciate porre di nuovo
sotto il giogo della schiavitù.

(Galati 5:1 -La Bibbia)

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Per l’uomo moderno, essere libero equivale più o meno a poter fare ciò che si vuole.

Anche tra i cristiani, il verso che abbiamo letto, viene spesso utilizzato in maniera impropria, quasi come fosse un antidoto verso qualunque regola: “Cristo mi ha liberato e quindi sono libero di fare ciò che voglio!”.

Come sempre, il problema nasce dal prendere un verso della bibbia senza considerare il contesto in cui è inserito.

Leggendo TUTTA l’epistola ai Galati si comprende in maniera chiara che l’apostolo Paolo era preoccupato dal fatto che alcuni credenti potessero essere ancora nel dubbio circa la loro appartenenza al popolo di Dio.

Il grande tema dell’epistola è infatti il modo in cui si entra a fare parte a pieno titolo del popolo di Dio. Era necessario che una persona non ebrea di nascita diventasse proselito giudeo, sottoponendosi alla circoncisione per diventare parte integrante del popolo giudaico come stabilito dalla legge? La legge prevedeva infatti che uno straniero che accettasse la circoncisione (nel caso in cui fosse un maschio) e volesse vivere in mezzo al popolo di Israele, potesse farlo acquisendo diritti e doveri di un ebreo nativo, sottoponendosi alla medesima legge (vedere Es 12:48-49; Le 16:29; Le 18:26; Le 24:16,22).

Ma l’apostolo Paolo, in questa epistola, spiegò chiaramente che uno straniero poteva godere delle benedizioni promesse ad Abramo, in senso spirituale, avendo la stessa fede in Dio che caratterizzò Abramo (Gal 3:9). Non c’era alcuna necessità che uno straniero diventasse proselito giudeo per godere di tutti i benefici che derivavano dalle promesse fatte ad Abramo. Infatti il credente riceve tali benedizioni nella progenie di Abramo che è Gesù Cristo (Gal 3:14,16)

In sostanza, Paolo sosteneva che la venuta di Gesù Cristo aveva abbattuto il muro di separazione tra ebrei e stranieri, i quali in Cristo potevano godere insieme della piena comunione e salvezza. I giudei avrebbero continuato ad essere circoncisi ma agli stranieri non sarebbe stato imposto nulla a questo riguardo.

I credenti della Galazia erano evidentemente confusi a riguardo e Paolo dovette ricordare loro che il sacrificio di Cristo era pienamente sufficiente per la salvezza e li aveva liberati dalla necessità di ulteriori riti. Non capendo questo principio, essi rischiavano di diventare schiavi di regole che Dio stesso non imponeva loro.

Tale verso non è quindi un’autorizzazione a fare ciò che si vuole, ma piuttosto a non diventare schiavi di tradizioni e norme umane che Dio stesso non ha stabilito. Questo è un pericolo al quale siamo continuamente sottoposti.

Spesso le tradizioni umane prendono il posto di ciò che il Signore ci insegna nella sua parola. Ma dobbiamo liberarci dalla tradizione per apprezzare la libertà che abbiamo in Cristo, libertà di ubbidire a Dio rifiutando la tradizione degli uomini. Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi.

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