Dalle tenebre alla luce Evangelo di Giovanni - Episodio 38

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Questo articolo è la parte 38 di 90 nella serie Evangelo di Giovanni

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«Prima di Abramo Io Sono

Ero cieco e ora vedo»


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Passando vide un uomo, che era cieco fin dalla nascita. I suoi discepoli lo interrogarono, dicendo: «Maestro, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?» Gesù rispose: «Né lui ha peccato, né i suoi genitori; ma è così, affinché le opere di Dio siano manifestate in lui. Bisogna che io compia le opere di colui che mi ha mandato mentre è giorno; la notte viene in cui nessuno può operare. Mentre sono nel mondo, io sono la luce del mondo».
Detto questo, sputò in terra, fece del fango con la saliva e ne spalmò gli occhi del cieco, e gli disse: «Va’, làvati nella vasca di Siloe» (che significa «mandato»). Egli dunque andò, si lavò, e tornò che ci vedeva. Perciò i vicini e quelli che l’avevano visto prima, perché era mendicante, dicevano: «Non è questo colui che stava seduto a chieder l’elemosina?» Alcuni dicevano: «È lui». Altri dicevano: «No, ma gli somiglia». Egli diceva: «Sono io». Allora essi gli domandarono: «Com’è che ti sono stati aperti gli occhi?» Egli rispose: «Quell’uomo che si chiama Gesù fece del fango, me ne spalmò gli occhi e mi disse: “Va’ a Siloe e làvati”. Io quindi sono andato, mi sono lavato e ho ricuperato la vista». Ed essi gli dissero: «Dov’è costui?» Egli rispose: «Non so».


(Giovanni 9:1-12 – La Bibbia)

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Nelle strade di Gerusalemme non era infrequente trovare persone affette da malattie croniche che, non potendo lavorare, erano costretti a vivere di elemosina. In questo caso Gesù e i suoi discepoli si imbatterono in un uomo che aveva una malattia congenita, era cieco fin dalla nascita.

La presenza della sofferenza nel mondo solleva da sempre molti interrogativi. I discepoli di Gesù dimostrarono di essere influenzati dalla teoria popolare nel giudaismo di allora secondo cui ogni malattia sia conseguenza di un peccato personale. Alcuni erano addirittura convinti che un bimbo potesse già peccare mentre si trovava nel grembo di sua madre. Da questi pensieri derivò la loro domanda.

Chissà quanti discorsi del genere aveva sentito quel cieco nella sua vita… Purtroppo questo genere di pensieri non fa altro che inasprire ancora di più la vita di chi si trova a convivere con la disabilità e mostrano quanto gli uomini siano arroganti pensando di avere dei meriti davanti a Dio, invece di essere riconoscenti per la loro buona salute.

La risposta di Gesù tolse però ogni dubbio in proposito: non era colpa sua né dei suoi genitori.

Gesù sapeva bene che la sofferenza e la morte sono in effetti nel mondo a causa del peccato, ma ciò non significa che siano sempre la diretta conseguenza del peccato del singolo. Piuttosto la presenza della sofferenza faceva emergere il bisogno di redenzione dell’uomo e Gesù era venuto proprio per soddisfare quel bisogno. Per Gesù era quindi ancora una volta un’opportunità per dimostrare la sua potenza, la potenza di Dio all’opera, per illuminare il cammino dell’uomo in un mondo di tenebre, per mostrare che c’era una speranza, che c’era una soluzione alle sofferenze in cui l’umanità si trovava a causa della presenza del peccato nel mondo. Gesù era nel mondo proprio per quel motivo, per essere luce del mondo, per attrarre l’umanità verso quella luce e la sua presenza era caratterizzata da un senso di urgenza per la sua missione perché sapeva che il tempo del suo ministero terreno visibile era limitato e che pochi mesi dopo avrebbe dato la sua vita sulla croce per l’umanità, ma molti di coloro che lo avevano incontrato sarebbero ripiombati nelle tenebre, ignari di aver incontrato il Figlio di Dio. Era per lui importante illuminarli con la sua presenza e la sua opera affinché, anche dopo la sua morte, molti di loro avessero potuto credere in Lui.

Spinto da quel senso di urgenza, Gesù spostò l’attenzione sul cieco e lo guarì nel modo singolare che abbiamo appena letto. Gesù poteva agire anche in modo diverso, avrebbe anche potuto guarirlo istantaneamente, ma scelse di usare del fango preparato con la sua saliva per guarire quell’uomo e richiese una sua azione. Diede infatti qualcosa di se stesso a quell’uomo e poi lo mandò a lavarsi alla vasca di Siloe (e la parola Siloe significava proprio «mandato») invitandolo in qualche modo a esercitare la sua fede. Quanti, con un po’ di fango negli occhi, avrebbero creduto di poter guarire? quanti sarebbero andati fino alla vasca di Siloe a lavarsi? Ma quell’uomo era cieco dalla nascita e non aveva nessuna speranza, così si aggrappò alle parole di Gesù ed ubbidì a quanto gli era stato richiesto.

La guarigione di quell’uomo causò stupore e perplessità in coloro che lo conoscevano. Sembrava loro incredibile che potesse essere davvero lui. Sapevano che era sempre stato cieco, come mai ora ci vedeva? Quell’uomo ebbe così la possibilità di testimoniare di ciò che Gesù aveva fatto nella sua vita, ebbe la possibilità di rendere testimonianza alla luce e attirare così altre persone verso la luce. Infatti alla fine essi erano curiosi di incontrare colui che aveva fatto una cosa del genere e gli chiesero «Dov’è costui?». Ma a quel punto Gesù si era già allontanato da quel luogo.

Quel cieco era passato dalle tenebre alla luce. Gesù si era rivelato a Lui e gli aveva chiesto di avere fiducia, compiendo un gesto che avrebbe potuto suscitare perplessità. Ma egli aveva avuto fede in Gesù, aveva ubbidito alla sua voce e aveva recuperato la vista e ora poteva testimoniare agli altri della luce che Gesù aveva portato nella sua vita.

Tutti noi esseri umani, pur non essendo fisicamente ciechi, viviamo nelle tenebre e non ci rendiamo conto che Gesù ha una soluzione al peccato dell’uomo e alle conseguenze del peccato. Egli ha risolto addirittura il problema della morte, dandoci di avere vita eterna! Ma, come fece quel cieco, dobbiamo credere alla sua parola, riporre la nostra fede in Lui per ottenere la vita eterna. Se ci affideremo a lui, anche noi passeremo dalle tenebre alla luce.

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3 Comments

  1. La vostra lettura dei passi evangelici è fatta con un linguaggio cadenzato che rende bene il pensiero dell\’autore e poi date anche il significato che quel brano voglia significare ,grazie ngiuseppe

  2. Volevo solo fare un osservazione: è morto davd bowie ,la stampa mondiale sta trattando il fatto come se fosse morto un secondo Messia Bowie non sapevo nemmeno chi fosse ,mi sono documentato e ho notato che era un che dava scandali ,e addirittura che alcune sue canzoni erano entrate nella chiesa cattolica. Io da parte mia dico che se bowie aveva un talento ,un dono e sicuramente lo aveva sia lui che noi dobbiamo ringraziare IDDIO che ha concesso tale dono

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