Dall’idolatria al vero Dio

Questo articolo è la parte 3 di 7 nella serie Libro di Giona

Naviga nella serie

«Il fuggitivo e l’inseguitore

Dalla disperazione alla lode»


Novità! --Scarica "Dall'idolatria al vero Dio" come un file PDF! --


Poi gli dissero:
«Che dobbiamo fare di te perché il mare si calmi per noi?»
Il mare infatti si faceva sempre più tempestoso.
Egli rispose: «Prendetemi e gettatemi in mare,
e il mare si calmerà per voi;
perché io so che questa gran tempesta
vi piomba addosso per causa mia».
Tuttavia quegli uomini remavano con forza per raggiungere la riva;
ma non riuscivano, perché il mare si faceva sempre più tempestoso e minaccioso.
  Allora gridarono al SIGNORE e dissero:
«SIGNORE, non lasciarci perire per risparmiare la vita di quest’uomo
e non accusarci del sangue innocente;
poiché tu, SIGNORE, hai fatto come ti è piaciuto».
Poi presero Giona, lo gettarono in mare e la furia del mare si calmò.
Allora quegli uomini furono presi da un grande timore del SIGNORE;
offrirono un sacrificio al SIGNORE e fecero dei voti.

(Giona 1:11-16 – La Bibbia)
Iscriviti alla newsletter

Ricevi via email i nuovi pensieri

Serie completa pensieri sul libro di Giona

Giona 1:1-3; 3:1-3 Un messaggero riluttante
Giona 1:4-10 Il fuggitivo e l’inseguitore
Giona 1:11-16 Dall’idolatria al vero Dio
Giona 1:17-2:10 Dalla disperazione alla lode
Giona 3:3-10 Grazia senza limiti
Giona 4:1-4 Deluso da Dio
Giona 4:5-11 Lezione di grazia

Ci sono momenti della nostra vita che non dimenticheremo mai. Per Giona era giunto uno di quei momenti.

Giona il profeta  si era rifiutato di ubbidire a Dio ed era salito su una nave diretta a Tarsis, in direzione opposta rispetto alla missione che Dio gli aveva affidato. Una tempesta aveva messo in pericolo la nave ed egli era stato costretto a confessare ai suoi compagni di viaggio  la sua responsabilità in ciò che stava accadendo.

A questo punto, qualcosa cominciava a cambiare in quei marinai idolatri. Infatti dimostrarono di credere in ciò che Giona aveva detto loro e, a quel punto, chiesero a lui che cosa potessero fare per fermare la tempesta.

Giona, che fino a quel momento era stato tutto tranne che un eroe, si assunse finalmente la responsabilità delle  sue azioni. Chi lo avrebbe mai detto? Proprio il profeta che era fuggito per non andare a portare il messaggio di Dio ai pagani Niniviti,  si ritrovava a testimoniare a quei marinai idolatri nel modo più nobile possibile: egli era disposto a dare la sua vita per salvare quella dei suoi compagni di viaggio.

La disponibilità di Giona a farsi gettare in mare deve aver colpito molto quei marinai. Infatti, essi continuarono a remare con forza per raggiungere la riva, perché non volevano uccidere Giona. Che sorpresa per Giona! Quei marinai pagani si stavano dimostrando più misericordiosi di quanto egli avrebbe potuto aspettarsi!

Ma più remavano e più il mare si faceva minaccioso. Questo li convinse ad accettare la proposta di Giona come l’unica opzione possibile.

Tuttavia, nel brano si nota che in loro stava già cambiando qualcosa. Infatti non gridarono più ai loro dèi, ma si rivolsero al SIGNORE, al Dio di cui Giona aveva parlato loro, rimettendosi alla sua volontà e chiedendogli di non considerarli colpevoli della morte di Giona dal momento che non c’erano, a quanto sembrava, alternative.

Quando  presero Giona e lo gettarono in mare,  la furia del mare si calmò. Fu a quel punto che quegli uomini ebbero la certezza che le cose stavano proprio come Giona aveva detto e, presi da timore, volsero il loro cuore verso il Signore, offrendo un sacrificio e facendo dei voti.

Nonostante la sua disubbidienza e la sua riluttanza a testimoniare, Giona fu strumento per un grande risultato: quegli uomini sono passati dagli idoli al Dio vivente e vero.  La sua presenza su quella nave, la sua testimonianza, e il suo sacrificio sono stati utilizzati da Dio per toccare quegli uomini. Al principio della tempesta, essi invocavano i loro dèi, ma alla fine ebbero timore del SIGNORE, creatore del cielo e della terra! Con una certa ironia, possiamo dire che passarono dall’idolatria al vero Dio grazie alla testimonianza di un uomo che fuggiva da Dio!

Dio è davvero grande! Egli ha infatti ottenuto un duplice risultato. Ha portato Giona a riconoscere il suo errore e ad accettare addirittura di pagare con la morte  la sua disubbidienza. Giona non poteva infatti sapere che il Signore lo avrebbe salvato, come leggeremo nel resto del  libro.  In secondo luogo, il Signore è riuscito a raggiungere il cuore di quei marinai che, grazie alla presenza di Giona sulla nave, hanno avuto l’opportunità di sentire parlare dell’unico vero Dio, il Creatore di ogni cosa.

A partire dalla disubbidienza di Giona, Dio ha guidato le cose in modo da ottenere un risultato molto positivo.  Mi incoraggia molto pensare che, anche quando commetto degli errori, Dio non solo mi possa correggere, ma possa anche trarne vantaggio  per ottenere qualcosa di migliore. Preghiamo il Signore affinché nonostante la nostra debolezza possiamo essere strumenti per condurre altri dall’idolatria all’unico vero Dio.

(Voresti sapere cosa ne è stato di Giona nel mare? Leggi il pensiero in uscita il 13/4/2015…)

----------------------
Se vuoi avere maggiori informazioni sugli argomenti trattati in questo articolo, sentiti libero di contattarmi via mail o sui social networks.
Posted in Pensieri and tagged , , .

2 Comments

Perché non lasci un commento? Saresti utile anche ad altri!