Degno è l’Agnello

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Quando ebbe preso il libro,
le quattro creature viventi e i ventiquattro anziani si prostrarono davanti all’Agnello,
ciascuno con una cetra e delle coppe d’oro piene di profumi, che sono le preghiere dei santi. 
Essi cantavano un cantico nuovo, dicendo:
«Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli,
perché sei stato immolato e hai acquistato a Dio, con il tuo sangue,
gente di ogni tribù, lingua, popolo e nazione, 
e ne hai fatto per il nostro Dio un regno e dei sacerdoti; e regneranno sulla terra».
E vidi, e udii voci di molti angeli intorno al trono, alle creature viventi e agli anziani;
e il loro numero era di miriadi di miriadi, e migliaia di migliaia. 
Essi dicevano a gran voce: «Degno è l’Agnello, che è stato immolato,
di ricevere la potenza, le ricchezze, la sapienza, la forza, l’onore, la gloria e la lode». 
E tutte le creature che sono nel cielo, sulla terra, sotto la terra e nel mare,
e tutte le cose che sono in essi, udii che dicevano:
«A colui che siede sul trono, e all’Agnello, siano la lode, l’onore, la gloria e la potenza, nei secoli dei secoli». 
Le quattro creature viventi dicevano: «Amen!»
E gli anziani si prostrarono e adorarono.

(Apocalisse 5:8-14 – La Bibbia)
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Molte persone hanno una bassa opinione di Gesù.  Magari ritengono che sia stato un uomo con grandi meriti, pieno di bontà, un uomo di grande dirittura morale, ma non possono accettare che possa essere morto per i loro peccati.

Nel libro dell’Apocalisse viene rimarcato più che mai il valore di ciò che Gesù Cristo ha fatto.

In questo brano specifico, L’apostolo Giovanni ebbe una visione riguardante ciò che accade alla presenza di Dio stesso, quando l’Agnello (Gesù stesso) si appresta ad aprire il libro con i sette sigilli.

L’apertura di tale libro darà il via, in questa visione,  al giudizio di Dio di cui si parla nell’Apocalisse. L’unico degno di aprire tale libro è proprio l’Agnello. Perché?

La spiegazione la troviamo proprio nelle parole che abbiamo appena letto. Appena l’Agnello si avvicina al libro, la lode esplode partendo da coloro che sono più prossimi al trono di Dio, quattro creature viventi e ventiquattro anziani, allargandosi a miriadi di miriadi di angeli intorno al trono,  per poi raggiungere  tutte le creature dell’universo (vedi l’espressione idiomatica “tutte le creature che sono nel cielo, sulla terra, sotto la terra e nel mare, e tutte le cose che sono in essi” che comprende ogni creatura).

Giovanni ha visto qualcosa di straordinario, unico. È un’immagine che lascia senza fiato se cerchiamo di visualizzarla nella nostra mente. Egli ha visto l’Agnello al centro di un canto di lode che si estende a tutte le creature dell’universo.

L’agnello è degno di gestire il giudizio di Dio perché ha pagato in prima persona il prezzo del riscatto per l’umanità. Chi potrebbe giudicare l’uomo se non colui che ha dato la sua vita affinché gli uomini fossero salvati? Chi più di Lui ha il diritto di giudicare coloro che hanno disprezzato ciò che Lui ha fatto per loro?

Lui è un Agnello che si è fatto immolare, ma è anche un re, e ha  dato a tutti coloro che hanno riposto la loro fede in lui di fare parte del suo regno. Ha trasformato dei peccatori, che non avrebbero potuto alzare la loro testa davanti a Dio, in sacerdoti che possono presentarsi a davanti a Dio con la certezza di essere ben accetti.

Degno è il Signore Gesù Cristo, degno è l’Agnello  che è stato immolato, di ricevere la potenza, le ricchezze, la sapienza, la forza, l’onore, la gloria e la lode.  A Colui che siede sul trono, il Signore, il creatore dell’Universo e  all’Agnello, siano la lode, l’onore, la gloria e la potenza, nei secoli dei secoli.

Mentre immaginiamo questa bellissima scena, ogni persona che abbia compreso la grandezza di ciò che Gesù ha fatto per l’umanità, la grandezza del piano di Dio per la salvezza dell”uomo, non può fare altro che inginocchiarsi davanti a Dio ed unirsi idealmente a questo coro universale che proclama: “Degno è l’Agnello!”

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3 Comments

  1. A volte ci entusiasmiamo per un canto, che magari ha tutti i elementi per essere un bel canto,ci conquista l’anima e vorremo ascoltarlo e riascoltarlo mille volte ancora; ma cosa sarà sentire questo magnifico coro di tutte le voci dell’universo, lodando il Signore?
    Complimenti caro Omar anche per l’espressione “unirsi idealmente”, è anche il mio desiderio.

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