Deluso da Dio

Questo articolo è la parte 6 di 7 nella serie Libro di Giona

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«Grazia senza limiti

Lezione di grazia»


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Giona ne provò gran dispiacere, e ne fu irritato.
  Allora pregò e disse:
«O SIGNORE, non era forse questo che io dicevo,
mentre ero ancora nel mio paese?
Perciò mi affrettai a fuggire a Tarsis.
Sapevo infatti che tu sei un Dio misericordioso,
pietoso, lento all’ira e di gran bontà
e che ti penti del male minacciato. 
Perciò, SIGNORE, ti prego, riprenditi la mia vita;
poiché per me è meglio morire piuttosto che vivere».
Il SIGNORE gli disse: «Fai bene a irritarti così?»

(Giona 4:1-4 – La Bibbia)
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Serie completa pensieri sul libro di Giona

Giona 1:1-3; 3:1-3 Un messaggero riluttante
Giona 1:4-10 Il fuggitivo e l’inseguitore
Giona 1:11-16 Dall’idolatria al vero Dio
Giona 1:17-2:10 Dalla disperazione alla lode
Giona 3:3-10 Grazia senza limiti
Giona 4:1-4 Deluso da Dio
Giona 4:5-11 Lezione di grazia

È curioso vedere come il nostro atteggiamento nei confronti di Dio possa cambiare a seconda di come vadano le cose. Quando le cose vanno secondo i nostri desideri, siamo pronti a ringraziare Dio e a benedirlo, ma quando le cose non vanno come noi vorremmo, siamo delusi da Dio, protestiamo e ci chiediamo come mai Dio abbia agito così.

Nel libro di Giona si trovano due preghiere del protagonista, opposte tra loro.

Nella prima preghiera (Giona 2:1-9), Giona ringraziò Dio per essere stato salvato. Infatti, quando si ritrovò in mezzo al mare, senza speranza, mentre annegava, invocò Dio, e il Signore lo trasse in salvo attraverso un grosso pesce. Così, quando Giona si riprese, ringraziò Dio e rinnovò il suo impegno verso il Signore. Proprio in seguito a quell’esperienza, Giona si recò a Ninive per svolgere il compito a cui Dio lo aveva chiamato.

In questa seconda preghiera, Giona ha un atteggiamento opposto nei confronti di Dio. Il suo non è più un atteggiamento di ringraziamento, ma di biasimo verso Dio. In qualche modo, egli difende la sua scelta precedente, quando si era rifiutato di recarsi a Ninive. Infatti, in questa preghiera, Giona dichiara finalmente il motivo per cui non voleva recarsi a Ninive: egli sapeva che Dio è misericordioso, pietoso, lento all’ira e di gran bontà e che si pente del male minacciato. In qualche modo Giona  aveva compreso che lo scopo di Dio, nel mandarlo a Ninive, non era quello di giudicare la città, bensì di salvarla attraverso la sua predicazione, cosa che poi era puntualmente avvenuta.

Giona era talmente contrariato che avrebbe preferito morire. La  reazione di Giona può apparire esagerata se non si considera che egli amava il suo popolo, e sapeva di essere stato utilizzato da Dio per salvare un popolo nemico, conosciuto anche per la sua violenza e spietatezza.

Giona era deluso da Dio. Come poteva Dio permettere a quel popolo di passarla liscia? Non sarebbe stato molto meglio sterminarli visto la loro pericolosità che in futuro avrebbe potuto mettere in difficoltà Israele stesso? Secondo Giona, Dio aveva perdonato un popolo che meritava solo di essere giudicato.

In effetti, pochi decenni dopo, il regno del nord in Israele soccombette proprio per mano assira, il che, a posteriori, sembrerebbe avvalorare le ragioni di Giona….

C’è, quindi, un grande contrasto tra le due preghiere di Giona. Giona aveva esultato per la propria salvezza ma non poteva mandare giù il fatto che Dio mostrasse la medesima misericordia anche verso Ninive.

Siamo sempre molto propensi a ricevere il perdono di Dio per le nostre mancanze, ma le mancanze degli altri sembrano sempre troppo gravi per ricevere il medesimo trattamento, vero?

In risposta alla preghiera di Giona, Dio gli fece solo una domanda:”Fai bene a irritarti così?”

Dio avrebbe potuto sgridare con severità Giona, rinfacciandogli di avergli salvato la vita, ma cercò, invece, di farlo riflettere. Giona sei sicuro che i tuoi pensieri siano giusti? Sei sicuro di dover sindacare in questo modo sul mio operato?

È bello vedere che Dio, come un padre farebbe con il proprio figlio, cercò di recuperare Giona. Chissà quante volte anche noi, come Giona, meriteremmo di essere ripresi con forza perché ci mostriamo delusi non riconoscendo l’opera di Dio. Invece Dio ci spinge a riflettere, con amore, affinché impariamo ad essere meno egoisti, meno concentrati su noi stessi, per comprendere ed accettare meglio il suo piano, imparando a guardare un po’ più in là del nostro naso.

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