Dio non ha nipoti


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E tu, Baldassar, suo figlio,
non hai umiliato il tuo cuore,
benché tu sapessi tutto questo, 
ma ti sei innalzato contro il Signore del cielo.

(Daniele 5:22-23 – LA BIBBIA)

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La scorsa settimana riflettevo su Nabucodonosor. Continuando a leggere il libro di Daniele ci si ritrova davanti Baldassar, un suo discendente .

Come si usa dire: tale padre, tale figlio.

Infatti Baldassar manifestò ancora più superbia del suo antenato. Durante un banchetto si fece portare i vasi d’oro prelevati da Nabucodonosor nel tempio di Gerusalemme e li utilizzò insieme ai suoi commensali per bere vino.  Proprio in quel momento, apparvero le dita di una mano d’uomo che si misero a scrivere sul muro. e il re cominciò ad avere paura. Nessuno era in grado di interpretare le parole scritte sul muro, e come ultima risorsa fu interpellato Daniele.

Daniele ricordò a Baldassar proprio la storia di Nabucodonosor. Gli parlò di come Dio lo aveva reso grande, di come lui fosse poi diventato orgoglioso, di come venne umiliato dalla mano di Dio e di come venne ristabilito dopo che ebbe riconosciuto che il regno degli uomini appartiene a Dio,  il quale vi stabilisce sopra chi vuole.

Ed è a questo punto che Daniele disse a Baldassar le parole di questo verso.

Baldassar conosceva bene la storia di Nabucodonosor tuo antenato ma non ne ha tratto alcun vantaggio. Invece di essere umile, si è comportato ancora peggio.

La conoscenza indiretta non basta.  Ogni essere umano ha bisogno di sperimentare in maniera diretta l’incontro con il suo Creatore. Aver sentito raccontare l’esperienza di altri può essere utile, ma non è sufficiente.  Possiamo leggere libri o ascoltare di persona le meravigliose storie di vite trasformate da Dio. Possiamo anche aver conosciuto queste persone;  magari sono nostri parenti stretti, nostro padre, nostra madre o nostro figlio.

Ma l’uomo ha bisogno di sperimentare in prima persona l’incontro con Dio. Molti si nascondono dietro la religione dei propri padri, ma mentre la religione si può tramandare, la fede è personale.

Dio non ha nipoti ma solo figli.

Quanti di noi si accontentano di una conoscenza indiretta senza preoccuparsi di scavare a fondo per conoscere personalmente il proprio Creatore? Quanti di noi rimangono indifferenti di fronte alle testimonianze altrui invece di farne un punto di partenza per una ricerca personale? Quanti si accontentano di dire “sono cristiano” senza esserlo davvero?

Temo che in giro per il mondo ci siano più Baldassar di quanto si creda.

(Vuoi sapere cosa aveva scritto la mano sul muro? Seguimi nella riflessione di domani “Contato, pesato e Diviso”)

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