O Dio nostro, liberaci! Episodio 23 - Libro di Neemia

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Questo articolo è la parte 23 di 31 nella serie Libro di Neemia

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«Un Dio misericordioso

Un impegno davanti a Dio»


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Ora dunque, o Dio nostro, Dio grande, potente e tremendo, che mantieni il patto e agisci con misericordia, non ti sembrino poca cosa tutte queste afflizioni che sono piombate addosso a noi, ai nostri re, ai nostri capi, ai nostri sacerdoti, ai nostri profeti, ai nostri padri, a tutto il tuo popolo, dal tempo dei re d’Assiria fino a oggi.
Tu sei stato giusto in tutto quello che ci è accaduto, poiché tu hai agito fedelmente, mentre noi abbiamo agito da malvagi.
I nostri re, i nostri capi, i nostri sacerdoti, i nostri padri non hanno messo in pratica la tua legge e non hanno ubbidito né ai comandamenti né alle esortazioni con cui tu li scongiuravi.
Ma proprio mentre godevano del loro regno, dei grandi benefici che tu largivi loro e del vasto e fertile paese che tu avevi messo a loro disposizione, essi non ti hanno servito e non hanno abbandonato le loro opere malvagie.
E oggi eccoci schiavi! Eccoci schiavi nel paese che tu hai dato ai nostri padri, perché ne mangiassero i frutti e ne godessero i beni.
Esso moltiplica i suoi prodotti per i re ai quali tu ci hai sottoposti a causa dei nostri peccati, e che dispongono dei nostri corpi e del nostro bestiame a loro piacere; e noi siamo in grande angoscia».

(Neemia 9:32-37 – La bibbia)
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Serie completa pensieri sul libro di Neemia

Capitolo 9
Neemia 9:1-6 Adorazione e confessione
Neemia 9:7-31 Un Dio misericordioso
Neemia 9:32-37 O Dio nostro, liberaci!
Altri capitoli di Neemia Vedi indice generale libro di Neemia

Dio nella sua misericordia è pronto a salvare l’uomo, ma l’uomo riconosce il suo bisogno di salvezza?

Nella vita di ognuno di noi deve esserci un momento in cui realizziamo quanto siamo bisognosi di Dio, quanto siamo peccatori, lontani da Lui e quanto siamo impotenti a riavvicinarci a Lui con le nostre forze e le nostre opere. A quel punto, non ci resta che gridare a Dio per essere salvati…

In questa preghiera degli Israeliti al tempo di Neemia troviamo proprio questi elementi.

Essi si rendevano conto di come Dio avesse mostrato la sua misericordia durante tutta la loro storia, nonostante la loro continua ribellione.

Quindi riconoscevano che la situazione in cui si trovavano era giusta: “Tu sei stato giusto in tutto quello che ci è accaduto, poiché tu hai agito fedelmente, mentre noi abbiamo agito da malvagi”. Essi riconoscevano di essere stati disubbidienti anche mentre godevano i benefici del paese che Dio aveva donato loro.

L’unica cosa che potevano fare era quindi quella di appellarsi ancora una volta alla misericordia di Dio: “non ti sembrino poca cosa tutte queste afflizioni che ci sono piombate addosso…”.

In poche parole essi ammettevano di meritare quella situazione ma confessavano a Dio anche il loro desiderio di libertà e sapevano che solo per la misericordia e la grazia di Dio avrebbero potuto essere liberati. “Non ti sembri poca cosa ciò che ci è accaduto!”, come dire “Abbiamo imparato la lezione attraverso questa batosta, ma ora è pesante per noi, liberaci Signore, non ce la facciamo più!”.

In quel momento, infatti, essi erano ancora schiavi sotto il regno Medo Persiano. Erano tornati a Gerusalemme ma erano sempre sottoposti al governo di Susa. E i benefici del paese che Dio aveva promesso ai loro padri venivano goduti da re stranieri che non temevano Dio!

Questa era la situazione, una situazione da cui solo Dio poteva liberarli. Dio avrebbe risposto a quella preghiera non abbandonando il suo popolo anche se, come vedremo, anche in seguito essi non riuscirono a mantenere gli impegni presi.

Ma Dio continuò a prendersi cura di loro anche nei secoli successivi quando furono ancora calpestati dai Greci e poi da Romani. Dio non si dimenticò di loro e, al tempo stabilito, mandò Messia Gesù per liberarli in maniera definitiva non solo dai loro nemici, ma anche dal loro nemico più grande, sé stessi! Gesù avrebbe infatti inaugurato il nuovo patto che prevedeva un cambiamento profondo, la trasformazione interiore per mezzo dello Spirito Santo.

A che punto sei nella tua vita? Riconosci, come me, che sei un peccatore bisognoso dell’opera di Dio nella tua vita? I tuoi sforzi non ti porteranno da nessuna parte ma puoi chiedere a Dio proprio ora di agire in te, di perdonarti perché lo hai tenuto fuori troppo a lungo dalla tua vita. Confessagli il tuo peccato e il tuo bisogno di aiuto. Egli ha già provveduto una soluzione in Gesù Cristo che è morto al tuo posto sulla croce ed è pronto a entrare nella tua vita con il suo Spirito Santo.

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