Dio opera di sabato? Evangelo di Giovanni - Episodio 19

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Questo articolo è la parte 19 di 90 nella serie Evangelo di Giovanni

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«Àlzati e cammina

Gesù: Salvatore e Giudice»


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Quel giorno era un sabato; perciò i Giudei dissero all’uomo guarito: «È sabato, e non ti è permesso portare il tuo lettuccio».
Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: “Prendi il tuo lettuccio e cammina”».
Essi gli domandarono: «Chi è l’uomo che ti ha detto: “Prendi il tuo lettuccio e cammina?”»
Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato, perché in quel luogo c’era molta gente.
Più tardi Gesù lo trovò nel tempio, e gli disse: «Ecco, tu sei guarito; non peccare più, ché non ti accada di peggio».
L’uomo se ne andò, e disse ai Giudei che colui che l’aveva guarito era Gesù.
Per questo i Giudei perseguitavano Gesù e cercavano di ucciderlo; perché faceva quelle cose di sabato.
Gesù rispose loro: «Il Padre mio opera fino ad ora, e anch’io opero».
Per questo i Giudei più che mai cercavano d’ucciderlo; perché non soltanto violava il sabato,
ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.

(Giovanni 5:9-18 – La Bibbia)
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Ciò che mi stupisce di più in questo brano è il fatto che un uomo malato da trentotto anni, dopo essere stato guarito, non si preoccupò neanche di conoscere chi fosse colui che lo aveva guarito. Questo la dice lunga su quanto a volte siamo irriconoscenti verso Dio quando egli interviene nella nostra vita.

È piuttosto significativo che Gesù si rivolga a lui esortandolo a prestare attenzione al segno che aveva ricevuto. Egli dopo ben trentotto anni era guarito ma se questo non lo avesse portato al ravvedimento, abbandonando il peccato, gli sarebbe accaduto decisamente qualcosa di peggio che una malattia, infatti sarebbe stato giudicato da Dio e non avrebbe ricevuto la vita eterna. Se il primo incontro con Gesù aveva guarito l’uomo da una malattia fisica, è auspicabile che questo secondo incontro abbia aperto i suoi occhi sulla malattia spirituale che lo affliggeva come affliggeva tutti gli altri uomini. La malattia fisica è brutta ma la malattia spirituale è qualcosa di molto peggio agli occhi di Dio!

Quell’uomo ricevette quel giorno quindi una guarigione fisica ed anche indicazioni per una guarigione spirituale, ma è triste vedere che l’unica preoccupazione di alcuni Giudei che vennero in contatto con lui fu quella di accusarlo di violare la legge del sabato secondo la loro interpretazione.

In effetti, il giorno in cui Gesù aveva guarito l’uomo presso la vasca di Betesda era un sabato. Sappiamo che la legge insegnava chiaramente che non era lecito lavorare in giorno di sabato (si legga Es 31:12–14; 35:2) e svolgere diverse attività ordinarie, ma le varie scuole rabbiniche avevano elaborato delle liste per stabilire cosa si potesse o non si potesse ritenere lavoro, elencando attività specifiche che non dovevano essere fatte anche se la legge non ne parlava in maniera esplicita. Quell’uomo stava svolgendo un lavoro portando il proprio lettino dopo essere stato guarito? Secondo la loro interpretazione, quei Giudei ritenevano che non fosse lecito portare il proprio lettuccio in giorno di sabato. Pur rispettando il sabato, l’interpretazione di Gesù era evidentemente diversa dalla loro, infatti egli stesso aveva detto a quell’uomo di prendere il proprio lettuccio e andarsene via. Non gli avrebbe mai detto una cosa simile se fosse stato qualcosa che infrangeva la legge che Dio aveva dato, infatti chi meglio del Messia poteva conoscere cosa fosse lecito e cosa non fosse lecito in giorno di sabato?

Gesù sapeva bene in quale modo si doveva ubbidire alla legge e si doveva rispettare il sabato, ma quegli uomini avevano sostituito la legge con la propria interpretazione della legge e questo andava ben oltre lo spirito del sabato come Dio lo aveva stabilito.

Colpisce il fatto che quegli uomini non si mostrarono felici di apprendere che quell’uomo fosse appena stato guarito. Non gioirono del bene che Gesù aveva fatto a quell’uomo ma si preoccupavano solo del fatto che ciò era avvenuto in giorno di sabato, violando, a loro avviso, la legge secondo la loro interpretazione.

Quest’opera di Gesù fu l’occasione per alcuni Giudei di cominciare a disprezzarlo ancora di più. Non solo si era permesso di creare problemi nel tempio rovesciando i tavoli dei venditori e dei cambiavalute, ma addirittura ora si permetteva di operare in giorno di sabato esortando il malato a portare il proprio lettuccio. Il loro disprezzo era tale da insinuare in loro il desiderio di toglierlo di mezzo, uccidendolo. Qui vediamo già il germe dell’odio che, un paio di anni dopo, porterà alcuni di loro a consegnare Gesù ai Romani per l’esecuzione sulla croce.

La risposta di Gesù fu sorprendente: Lui operava di sabato perché anche suo Padre operava di sabato! Dio, che aveva dato il sabato al popolo di Israele, in modo che potesse essere un giorno di riposo, di comunione, di ricordo della fine della settimana creativa, poteva comunque guarire un uomo di sabato. Se Dio poteva farlo, perché Gesù non avrebbe dovuto guarire quell’uomo? Come poteva essere considerata una cosa sbagliata?

A quel punto i Giudei lo disprezzavano ancora di più perché compresero bene che, nel suo dire, Gesù si stava facendo uguale a Dio, mettendosi sullo stesso piano di Dio. Il Padre opera di sabato? Quindi opero anche io. Se lo fa lui lo faccio anche io. Gesù stava reclamando un rapporto con il Padre che ai loro occhi appariva blasfemo.

Gesù operava di sabato perché il Padre operava di sabato. Questo avrebbe dovuto farli riflettere su cosa significasse davvero rispettare il sabato e sul fatto che le loro regole andavano ben oltre le intenzioni di Dio nel donare il sabato all’uomo. Ma le loro regole umane impedivano loro di vedere il bene che Gesù aveva fatto; essi consideravano le loro interpretazioni e tradizioni talmente importanti che non riuscivano a vedere realmente chi era Gesù neanche nei miracoli che faceva. Invece di riconoscere in lui il Messia, stavano cominciando ad odiarlo perché non si sottometteva al loro modo di vedere le cose.

Non è così anche oggi? Gli uomini invece di sottomettersi a Dio preferiscono sottomettersi alle proprie regole, stabilendo il modo in cui essi possono essere accettati da Dio, invece di lasciarsi illuminare dalla grazia di Dio. Come Dio disse a quell’uomo che aveva guarito, dovremmo preoccuparci oggi della nostra condizione spirituale affinché non ci accada di peggio. Il problema di quell’uomo non era certamente il lettuccio che stava portando in giorno di sabato, ma l’eventuale peccato che avrebbe caratterizzato la sua vita e lo avrebbe posto sotto il giudizio di Dio.

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3 Comments

  1. Grazie a Gesù, che ci ha insegnato la giusta via e fatto vedere le cose sbagliate inventate dagli uomini religiosi.

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