Che Dio ti benedica! Libro di Rut - Episodio 11

Questo articolo è la parte 11 di 13 nella serie Libro di Rut

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«Un uomo da dimenticare

Una pioggia di benedizioni»


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Allora Boaz disse agli anziani e a tutto il popolo: «Voi siete oggi testimoni che io ho acquistato dalle mani di Naomi tutto quello che apparteneva a Elimelec, a Chilion e a Malon, e che ho pure acquistato Rut, la Moabita, moglie di Malon, perché sia mia moglie, per far rivivere il nome del defunto nella sua eredità, affinché il nome del defunto non si estingua tra i suoi fratelli e alla porta della sua città. Voi ne siete oggi testimoni». E tutto il popolo che si trovava alla porta della città e gli anziani risposero: «Ne siamo testimoni. Il SIGNORE conceda che la donna che entra in casa tua sia come Rachele e come Lea, le due donne che fondarono la casa d’Israele. Spiega la tua forza in Efrata, e fatti un nome in Betlemme! Possa la discendenza che il SIGNORE ti darà da questa giovane rendere la tua casa simile alla casa di Perez, che Tamar partorì a Giuda!»
(Rut 4:9-12 – La Bibbia)
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Indice generale della serie sul libro di Rut

Che Dio ti benedica! È una frase che a volte potrebbe essere pronunciata in maniera superficiale, quasi senza riflettere su ciò che diciamo.

Si tratta invece di una frase importante e seria, infatti con essa esprimiamo il desiderio che il nostro interlocutore sia benedetto dal Signore.

Quel giorno a Betlemme, gli anziani che furono testimoni dell’incontro tra Boaz e l’altro parente prossimo di Naomi, espressero certamente in maniera convinta la loro benedizione.
La nostra cultura, i nostri valori e il nostro modo di vivere sono così diversi da quelli descritti in questo racconto che molti di noi faticano a comprendere ciò che Boaz ha fatto. Ma le persone presenti non potevano fare altro che apprezzare il gesto di Boaz.

Boaz aveva infatti accettato il ruolo di riscattatore, di redentore della famiglia di Naomi e Rut. Egli stava mostrando amore verso Rut e verso Naomi ma anche grande rispetto per i loro mariti defunti. Non solo aveva accettato di fare uno sforzo economico per riacquistare il terreno di Elimelec ma aveva preso in moglie Rut impegnandosi ad amarla senza curarsi del fatto che fosse una straniera, appartenente ad un popolo, quello di Moab, che era sempre stato nemico di Israele. Il suo desiderio era quello di far rivivere il nome del marito defunto di Rut nella sua eredità quindi era pronto ad accettare il fatto che il frutto della loro unione avrebbe portato il nome del defunto e sarebbe stato l’erede di ciò che apparteneva ad Elimelec.
Non era un gesto banale rinunciare al proprio primogenito per onorare un altra famiglia e, nella storia di Israele, c’erano esempi noti di persone che si erano rifiutati di farlo (Si legga ad esempio la storia di Onan in Ge 38:9). In qualche modo Boaz stava mettendo da parte sé stesso e il suo nome per onorare il nome di un altro e redimere la famiglia di un altro.

Coloro che furono testimoni dell’impegno preso da Boaz lo benedissero quindi augurandosi che il Signore potesse davvero rendere fecondo quel matrimonio. Boaz poteva anche avere delle buone intenzioni ma era necessario che Dio mettesse la sua mano su quella unione affinché davvero potesse esserci una discendenza. Infatti, se consideriamo che Rut era già stata sposata e non aveva avuto figli, non era una cosa affatto scontata! Per quanto ne sapevano, c’era una buona probabilità che Rut fosse sterile! Ma essi sapevano che Dio era potente e poteva renderla come Lea e Rachele, le grandi matriarche del popolo d’Israele.

Essi espressero poi un desiderio particolare, che il Signore potesse rendere la discendenza di Boaz come la casa di Perez, figlio di Giuda e Tamar. Non abbiamo molti dettagli della vita di Perez ma sappiamo che era un progenitore di Boaz, ed era nato dall’unione di Giuda con Tamar che era stata sua nuora, moglie dei suoi primi due figli morti entrambi senza lasciare discendenza. Quel Perez, nato dunque da un’unione particolare (si legga il racconto in Genesi 38) fu benedetto da Dio perché sarebbe stato lui a portare avanti la discendenza della tribù di Giuda, la tribù che, secondo la profezia di Giacobbe in Genesi 49:10 sarebbe stata quella che avrebbe governato sulle altre, dalla quale quindi sarebbero discesi i re d’Israele…

Erano quindi bellissime parole quelle che i concittadini di Boaz gli avevano espresso, augurandosi che egli potesse avere l’onore di portare avanti quella famiglia così importante in Israele.

Boaz stava agendo con integrità e amore nei confronti di Rut e della sua famiglia, certamente non si stava preoccupando di ciò che avrebbe ottenuto in cambio, tuttavia la storia dimostrerà che Dio benedì grandemente quell’uomo in un modo che forse i suoi concittadini non immaginavano neanche mentre pronunciavano le loro parole di benedizione.

Infatti la storia biblica ci mostra che Dio non diede a Boaz solo il privilegio di portare avanti la posterità di Giuda e di Perez, ma Lo fece diventare anche un progenitore del Messia, ricordato nella genealogia di Gesù in Matteo 1:5. C’è una benedizione più grande di questa? Il nome di Boaz non sarebbe davvero mai più stato dimenticato e il fatto che ancora oggi noi leggiamo e meditiamo su questa storia ne è una testimonianza evidente.

Possiamo quindi ben dire che Dio ascoltò le parole di quegli uomini perché Dio benedice ed onora coloro che lo onorano. La prossima volta che diciamo sinceramente a qualcuno “Che Dio ti benedica!”, non diciamolo tanto per dire qualcosa, come se augurassimo buona fortuna, ma facciamolo con convinzione come una preghiera sincera che facciamo a Dio in favore del nostro interlocutore. Dio potrebbe ascoltare la nostra preghiera sincera e benedire davvero in una maniera straordinaria, come fece con Boaz.

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