Dominati dalle passioni Lettera di Giuda - Episodio 7

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Questo articolo è la parte 7 di 10 nella serie Libro di Giuda

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«La religione che insulta Dio

Lo Spirito che fa la differenza»


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Sono dei mormoratori, degli scontenti;
camminano secondo le loro passioni;
la loro bocca proferisce cose incredibilmente gonfie,
e circondano d’ammirazione le persone per interesse.
Ma voi, carissimi, ricordatevi di ciò che
gli apostoli del Signore nostro Gesù Cristo
hanno predetto, quando vi dicevano:
«Negli ultimi tempi vi saranno schernitori
che vivranno secondo le loro empie passioni».

(Giuda 1:16-18 – La Bibbia)
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Altre informazioni sulla lettera di Giuda sono disponibili in questa pagina “La lettera di Giuda“.

Il popolo di Dio è sempre stato pieno di mormoratori e scontenti. Si pensi ad esempio a quante volte Mosè ha dovuto fronteggiare le lamentele del popolo che rimpiangeva addirittura la schiavitù in Egitto, nonostante tutto ciò che Dio aveva fatto per loro. Chissà quante volte noi stessi siamo stati mormoratori e scontenti. Può infatti accadere a tutti che ci siano dei momenti in cui si vede il bicchiere mezzo vuoto; sarebbe ipocrita negarlo.

Però in questi versi Giuda si sta riferendo a coloro che in precedenza aveva definito infiltrati nella chiesa (Giuda v.4). Essi fanno del mormorio e della scontentezza il loro modo di vivere. Si tratta di persone che creano scompiglio, che non fanno critiche costruttive ma tentano di demolire l’edificio spirituale che Dio sta costruendo. In effetti, essendo infiltrati, quindi persone non rigenerate, che non hanno ricevuto lo Spirito di Dio (come peraltro Giuda affermerà chiaramente nei versi seguenti), non stupisce che queste persone non trovino la loro gioia nella legge di Dio e nell’insegnamento ricevuto dagli apostoli, e quindi manifestino scontentezza.

Essi non sono interessati alla volontà di Dio ma sono guidati dai propri desideri, dalle proprie passioni, come Giuda evidenzia ben due volte in questi pochi versi.

Giuda ricordò ai credenti che era proprio questa la caratteristica che anche gli apostoli avevano messo in evidenza nel metterli in guardia su ciò che sarebbe accaduto “negli ultimi tempi”, ovvero nei tempi della chiesa di Cristo dal primo secolo fino al suo ritorno. Tutti gli uomini hanno passioni, desideri che agitano la loro esistenza, ma i figli di Dio, trasformati e guidati dallo Spirito Santo, benché possano cadere, non vivono comunque in balìa delle proprie passioni. Costoro invece non possono fare a meno di essere schiavi delle proprie passioni, sono dominati dalle proprie passioni.

Giuda prosegue la sua descrizione affermando che “la loro bocca proferisce cose incredibilmente gonfie”. Devo ammettere che nella mia vita ho toccato con mano la veridicità di questa affermazione, infatti le persone più spirituali che ho conosciuto, nonostante la loro eventuale grande conoscenza, si caratterizzano sempre per una grande umiltà nelle loro prese di posizione mentre spesso proprio le persone più lontane dalla verità sono arroccate sulle loro posizioni e si vantano come se avessero chissà quale conoscenza. Sembra strano ma l’ignoranza e l’arroganza camminano insieme più spesso di quanto si creda.

Anche l’altra caratteristica che Giuda descrive con “circondano d’ammirazione le persone per interesse” è facile toccarla con mano quando si ha a che fare con persone che non hanno un vero rapporto con Dio. Chi infatti ama Dio e si preoccupa della sua volontà, non è molto interessato all’approvazione degli altri ad ogni costo, ma chi non cerca la volontà di Dio è preoccupato di far piacere agli uomini e questo lo porta a cercare alleanze e sostenitori. Che brutto modo di vivere la comunità!

Anche l’altra definizione usata da Giuda, “schernitori”, descrive bene l’atteggiamento che caratterizza normalmente chi, per giustificare ciò che fa, si prende gioco dei credenti che vogliono semplicemente ubbidire a Dio. D’altra parte ridicolizzare i credenti e le dottrine bibliche è un modo per poter fare ciò che si vuole e vivere secondo i propri desideri.

Ricordarsi oggi, nel ventunesimo secolo, che gli apostoli avevano previsto questi atteggiamenti, fa riflettere. Quante volte i credenti semplici e sinceri vengono scherniti da chi vuole vivere in maniera più “illuminata” e “moderna”, anche nella chiesa? Non stiamo assistendo all’ingresso nella chiesa di ogni tipo di dottrine che tendono a ridicolizzare le interpretazioni classiche della scrittura per sostituirle con ciò che ci fa più comodo? Spesso sembra che siano le nostre esigenze, le nostre visioni a determinare il contenuto della fede.

Ad esempio, oggi si tende ad avere un atteggiamento molto relativista quando si parla di morale. Si ha l’impressione che si voglia far passare il messaggio che si possa essere discepoli di Cristo rimanendo esattamente nello stato in cui siamo al momento della nostra conversione, come se non avessimo bisogno di modificare nulla nel nostro stile di vita e, ancora peggio, come se Dio non fosse in grado di cambiare nulla nella nostra vita! Ma se davvero fosse così, allora perché la bibbia dice che i credenti sono nuove creature? Che senso ha affermare che Dio ci rigenera se questo non ha alcun effetto visibile? In cosa consiste davvero la nuova creazione se non differisce in nulla da quella vecchia?

Gli empi al tempo di Giuda vivevano secondo le loro empie passioni. Lo stesso accade anche oggi. Io cosa farò? E tu, cosa intendi fare? Seguiremo anche noi le nostre passioni, ci lasceremo dominare dai nostri desideri o cercheremo di fare la volontà di Dio con tutto il nostro cuore?

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