Fatti gli affari tuoi!


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Chi corregge il beffardo si attira insulti,
chi riprende l’empio riceve affronto.
Non riprendere il beffardo,
per evitare che ti odi;
riprendi il saggio, e ti amerà.

(Proverbi 9:7-8 – LA BIBBIA)

Chi tiene conto della correzione,
segue il cammino della vita;
ma chi non fa caso della riprensione,
si smarrisce.

(Proverbi 10:17)

L’orecchio attento alla riprensione che conduce alla vita,
abiterà tra i saggi.
Chi rifiuta l’istruzione disprezza sé stesso,
ma chi dà retta alla riprensione acquista senno.

(Proverbi 15:31-32)
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“Fatti gli affari tuoi!”
Quante volte ci siamo sentiti dire questa frase dopo che ci siamo permessi di esprimere la nostra opinione su un fatto, una situazione, un comportamento?

E quante volte siamo stati noi stessi a pronunciarla quando qualcuno ha provato a fare altrettanto con noi?

Occorre riconoscere che non è facile per nessuno ammettere di aver sbagliato ed accettare la riprensione. Occorre una certa maturità per riuscirci.

Nei versi che abbiamo letto, la capacità di accettare la riprensione è associata alla saggezza. È saggio chi sa comprendere una riprensione, un buon consiglio e riesce a farne tesoro, infatti la sua vita ne trarrà sicuramente beneficio, mentre un empio che si beffa della riprensione, è considerato uno che disprezza sé stesso perché non impara dai propri errori e non ne trae quindi vantaggio per il futuro.

Nella nostra società siamo sempre più orientati a fare ognuno gli affari propri. Il relativismo imperante ci porta a lasciare che ognuno faccia un po’ quello che gli pare. In fondo a noi cosa importa?

Quando poi proviamo a rompere gli schemi ed esprimiamo un parere, il più delle volte siamo seppelliti da un coro di insulti. Così, ognuno di noi pensa sempre più al proprio orticello senza preoccuparsi troppo di cosa fa il vicino.

Una società in cui ognuno “si fa i fatti suoi” e non osa esprimersi per paura che l’altro si risenta, è una società di stolti che non vogliono confrontarsi con nessuno e rispondono con l’insulto a chi la pensa diversamente.

Come cristiani dobbiamo imparare ad avere un approccio diverso, se vogliamo essere sale e luce della società. Non possiamo sempre tacere di fronte al peccato. Dobbiamo prendere posizione in maniera chiara. E anche tra di noi dobbiamo imparare ad esortarci a vicenda.

A chi piace essere rimproverato? A me non piace, lo ammetto. Spesso finisco per mettermi sulla difensiva quando qualcuno mi fa notare un errore. Tuttavia, con il senno di poi, devo riconoscere che alcuni rimproveri mi hanno aiutato a mutare il mio atteggiamento e ad evitare problemi peggiori in seguito. Non è facile, ma quando capisco che le osservazioni dell’altro possono servire a migliorare, diminuiscono anche le occasioni di scontro. Quante volte magari mi sono ritrovato a litigare con qualcuno solo perché, in fondo, non volevo ammettere di aver sbagliato?

Per quanto il mio amor proprio mi renda riluttante a ricevere correzioni sul mio modo di operare, ogni giorno sto imparando a comprendere che la correzione e la riprensione non sono altro che opportunità per maturare e acquisire saggezza.

Quindi, se mi sei davvero amico, non farti i fatti tuoi, ma dammi una opportunità per crescere, una opportunità per diventare un po’ più saggio. Se me lo permetterai, anche io farò lo stesso con te.

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4 Comments

  1. Anche io faccio mie le tue considerazioni ed aggiungerei che tanti fratelli e conduttori si trinciano dietro il diritto loro della privacy ma secondo me tale diritto un credente non dovrebbe avvalersene. DIO TI BENEDICA OMAR

    • Grazie Adriano. Purtroppo hai ragione. A volte in nome della privacy ognuno pensa ai fatti suoi. Tra fratelli è invece bello condividere e accettare i consigli. Che il Signore benedica anche te.

  2. “Non riprendere l’uomo anziano con asprezza, ma esortalo come si esorta un padre; i giovani, come fratelli; le donne anziane, come madri; le giovani come sorelle, in tutta purezza” ( 1^ Tim. 5:1-2) (cioè non picchiare sopra, quindi con asprezza, con durezza. Nelle relazioni tra il conduttore e tra i credenti non occorre agire come un padrone per far valere la propria autorità più o meno ruvida ma come in una famiglia occorre tenere un tono convenevole. Invece oggi giorno si assiste a scene da “film” ove l’anziano di turno si crede la mano allungata di Dio e drandendo metaforicamente il bastone, da legnate a destra e manca.Conclusione: lo scopo che voleva ottenere è vanficato. Poichè invece di persuadere allontanerebbe e urterebbe.

    • Grazie per il commento Gianfranco. Purtroppo il fatto che la riprensione possa essere talvolta elargita in modo sbagliato come tu fai notare è uno dei motivi per cui in effetti le persone non sono tanto propense a lasciarsi correggere. Tuttavia ringrazio il Signore perché spesso mi ha dato di trovare persone che invece hanno saputo riprendermi in modo molto diverso da quello da te evidenziato. A quegli esempi positivi voglio guardare e chiedo al Signore di modellarmi affinché possa anche io essere come loro quando mi troverò a dover correggere qualcuno.

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