Fiducia ricompensata

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A questi quattro giovani Dio diede di conoscere e comprendere ogni scrittura e ogni saggezza. Daniele aveva il dono di interpretare ogni specie di visioni e di sogni.
Giunto il momento della loro presentazione, il capo degli eunuchi condusse i giovani da Nabucodonosor.
Il re parlò con loro; ma fra tutti quei giovani non se ne trovò nessuno che fosse pari a Daniele, Anania, Misael e Azaria, i quali furono ammessi al servizio del re.
Su tutti i punti che richiedevano saggezza e intelletto, sui quali il re li interrogasse, li trovava dieci volte superiori a tutti i magi e astrologi che erano in tutto il suo regno.
Daniele continuò così fino al primo anno del re Ciro.

(Daniele 1:17-21 – La Bibbia)

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Noi tendiamo sempre a vedere le cose dal punto di vista umano, mettendo in risalto le capacità e le inclinazioni dei singoli. Ma questo brano ci dice che Daniele e i suoi amici non erano più abili degli altri perché si erano impegnati di più o perché avevano delle capacità naturali superiori, ma perché Dio aveva dato loro “di conoscere e comprendere ogni scrittura e ogni saggezza”. E addirittura aveva conferito a Daniele la capacità particolare di interpretare visioni e sogni.

In questo brano viene messa in eveidenza la sovranità di Dio che intervenne proprio per preservarli nella situazione in cui si trovavano, anche vista la loro fedeltà.
Il loro attaccamento a Dio, dimostrato nella loro decisione di non contaminarsi con i cibi del re (vedi “Fede senza compromessi”) non passò inosservato agli occhi di Dio. Egli non solo li protesse facendo in modo che durante quei tre anni, nonostante l’alimentazione a base di legumi ed acqua, essi rimanessero forti, ma diede anche loro la saggezza necessaria per resistere, mentre venivano sottoposti ad un bombardamento di nozioni estranee alla loro fede, tipiche di una cultura pagana. Loro avevano scelto di restare fedeli a Dio, e Dio li guidò nel discernere tra ciò che era bene e ciò che era male e nel rimanere attaccati a Lui .

L’aver ubbidito a Dio anziché agli uomini, rifiutando i cibi del re (vedi Da 1:8-16) poteva lasciar pensare che quei ragazzi avrebbero fatto una brutta fine, invece si trovarono nei migliori posti disponibili al servizio del re di Babilonia.

In qualche modo questo ci insegna che Dio è fedele e protegge coloro che scelgono di restargli fedeli. Un credente , di fronte alla possibilità di ubbidire a Dio o agli uomini dovrebbe scegliere comunque di ubbidire a Dio, senza badare alla convenienza, affidando alla sovranità di Dio il proprio destino piuttosto che cercare di aggiustare le cose tentando la via del compromesso.

Esempi come questo sono un incoraggiamento a restare fedeli a Dio sempre e comunque. Meglio soffrire per essere stati fedeli che ottenere dei favori attraverso il compromesso. Affidiamoci a Dio e sarà Lui a guidare le cose in modo che possiamo uscirne meglio di quanto avremmo mai immaginato. La nostra fiducia sarà ben ricompensata.

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