E se fosse davvero il Cristo? Evangelo di Giovanni - Episodio 30

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Questo articolo è la parte 30 di 90 nella serie Evangelo di Giovanni

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«Non giudicare dalle apparenze

Fiumi d’acqua viva»


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Perciò alcuni di Gerusalemme dicevano: «Non è questi colui che cercano di uccidere? Eppure, ecco, egli parla liberamente, e non gli dicono nulla. Che i capi abbiano riconosciuto per davvero che egli è il Cristo? Eppure, costui sappiamo di dov’è; ma quando il Cristo verrà, nessuno saprà di dove egli sia». Gesù dunque, insegnando nel tempio, esclamò: «Voi certamente mi conoscete e sapete di dove sono; però non sono venuto da me, ma colui che mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui, ed è lui che mi ha mandato». Cercavano perciò di arrestarlo, ma nessuno gli mise le mani addosso, perché l’ora sua non era ancora venuta. Ma molti della folla credettero in lui, e dicevano: «Quando il Cristo sarà venuto, farà più segni miracolosi di quanti ne abbia fatto questi?» I farisei udirono la gente mormorare queste cose di lui; e i capi dei sacerdoti e i farisei mandarono delle guardie per arrestarlo.
Perciò Gesù disse loro: «Io sono ancora con voi per poco tempo; poi me ne vado a colui che mi ha mandato. Voi mi cercherete e non mi troverete; e dove io sarò, voi non potete venire». Perciò i Giudei dissero tra di loro: «Dove andrà dunque ché noi non lo troveremo? Andrà forse da quelli che sono dispersi tra i Greci, a insegnare ai Greci? Che significano queste sue parole: “Voi mi cercherete e non mi troverete”; e: “Dove io sarò voi non potete venire?”»

(Giovanni 7:25-36 – La Bibbia)
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Intorno a Gesù stavano cominciando a circolare opinioni contrastanti. Qualcuno cominciava ad avere il dubbio che potesse essere proprio lui il Messia promesso anche se i dubbi rimanevano. Da una parte c’erano le prove a favore, infatti Gesù aveva fatto davvero tanti segni, cartelli indicatori che puntavano proprio a Lui come Messia. Era difficile pensare che il Messia avrebbe fatto più segni miracolosi di quanti ne avesse fatti Gesù… Dall’altra però c’erano alcune cose che non quadravano, infatti Gesù non rispondeva al 100% alle loro aspettative riguardanti il Messia.

Tra le cose che rendevano perplessi i suoi interlocutori c’era la provenienza di Gesù. Essi conoscevano i suoi parenti, la sua città di provenienza e assumevano quindi di conoscere tutto ciò che c’era da sapere su di Lui. Probabilmente non vedevano nulla di particolare nella famiglia di Gesù, si sarebbero aspettati sicuramente un personaggio di rango diverso, visto che doveva essere un Re. Inoltre, nonostante le scritture avessero dato molte informazioni sul Messia, essi davano retta a certe tradizioni secondo cui il messia sarebbe stato circondato da un certo alone di mistero.

Da parte sua Gesù mise in luce il fatto che essi non lo conoscevano davvero. Essi vedevano solo la sua umanità e pensavano di conoscerlo appieno, ma Egli veniva da Dio e se essi avessero davvero conosciuto Dio, avrebbero riconosciuto anche Gesù come Messia. Essi dovevano guardare oltre le apparenze, oltre la sua provenienza terrena, e comprendere che la sua vera provenienza era celeste come lui aveva già abbondantemente cercato di spiegare loro (Si rilegga Giovanni 6 quando Gesù affermo di essere il pane venuto dal cielo). Essi dovevano superare le apparenti difficoltà e per farlo dovevano andare oltre la sua umanità e abbracciare la sua preesistenza e provenienza divina.

Il testo dimostra che la gente di Gerusalemme aveva già sentito che tra i capi c’erano persone che avevano deliberato di ucciderlo, come Gesù aveva affermato, eppure Gesù si muoveva liberamente e continuava a portare il suo messaggio. Forse i capi avevano cambiato idea sul suo conto? Tutto questo cominciava ad attirare alcune simpatie nei confronti di Gesù, motivazione che spinse i capi dei sacerdoti e i farisei a mandare delle guardie per arrestarlo. Notiamo però che non lo fecero perché “l’ora sua non era ancora venuta”. Questa frase è molto significativa perché da una parte ci mostra l’aspetto umano della vicenda con gli uomini che complottano per togliere di mezzo Gesù, ma dall’altra vediamo che la morte di Gesù sulla croce sarebbe avvenuta né prima né dopo il momento opportuno stabilito da Dio. Dio aveva ogni cosa sotto il suo controllo. Se da una parte la morte di Gesù sarebbe avvenuta per mano degli uomini, è altresì vero che gli uomini non avevano alcun potere su di lui se Egli non avesse concesso loro di mettergli le mani addosso.

Il tentativo di arresto non andò quindi a buon fine ma nel giro di pochi mesi le cose sarebbero andate diversamente. Gesù lo sapeva e quindi avvertì i suoi interlocutori ad approfittare del poco tempo che avevano ancora a disposizione. Se continuavano a persistere nella loro incredulità, sarebbe venuto un tempo in cui Egli sarebbe tornato al Padre ed essi avrebbero perso la loro opportunità. Le loro aspettative messianiche sarebbero state deluse per sempre perché rifiutando lui, non avrebbero mai più avuto un altro Messia. Avrebbero continuato ad aspettare e cercare il Messia ma non lo avrebbero mai trovato perché Egli era già venuto tra loro. Lui se ne sarebbe andato ed essi non avrebbero potuto raggiungerlo.

Le persone, nella loro incredulità, erano ancora più confuse perché non riuscivano a comprendere a cosa si riferisse Gesù. Dove aveva intenzione di andare? A cercare un seguito tra coloro che erano dispersi nelle regioni circostanti? Perché essi non avrebbero potuto raggiungerlo? Ancora una volta i loro ragionamenti si limitavano al visibile, al materiale, mentre Gesù si stava riferendo alla vita oltre la vita nel suo regno celeste. La conseguenza sarebbe stata terribile perché rifiutando il Messia essi non sarebbero mai potuti entrare nel suo regno eterno, quindi dove lui sarebbe andato essi non sarebbero mai potuti andare. Essi sarebbero rimasti nel loro peccato e ne avrebbero pagato le conseguenze.

Sono passati più di duemila anni da allora ma i dubbi che attanagliano le persone sono gli stessi. Gesù era davvero il Messia? E se fosse davvero il Cristo, che differenza farebbe per ognuno di noi? Farebbe una grande differenza perché rifiutandolo non avremmo un’alternativa possibile per avere vita eterna.
Egli tornerà una seconda volta in maniera visibile sulla terra alla fine dei tempi ma tornerà per regnare, non più per offrire la sua vita sulla croce come prezzo di riscatto per le nostre vite. Ora è il momento di decidere da che parte stare. Egli esorta anche noi ad approfittare del tempo a nostra disposizione. Se non lo faremo, anche noi non potremo raggiungerlo alla presenza del Padre, ma al suo ritorno dovrà trattarci da nemici.

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