Gerusalemme e il suo Dio

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“Spanderò sulla casa di Davide e sugli abitanti di Gerusalemme lo spirito di grazia e di supplicazione;
essi guarderanno a me, a colui che essi hanno trafitto,
e ne faranno cordoglio come si fa cordoglio per un figlio unico,
e lo piangeranno amaramente come si piange amaramente un primogenito. ”

(Zaccaria 12:10 – LA BIBBIA)

Ecco, viene il giorno del SIGNORE in cui le tue spoglie saranno spartite in mezzo a te. Io radunerò tutte le nazioni per far guerra a Gerusalemme, la città sarà presa, le case saranno saccheggiate, le donne violentate; metà della città sarà deportata, ma il resto del popolo non sarà sterminato dalla città. Poi il SIGNORE si farà avanti e combatterà contro quelle nazioni, come egli combatté tante volte nel giorno della battaglia.

(Zaccaria 14:1-3)
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Israele divide il mondo e, spesso, anche i credenti. Infatti si può notare che si va davvero da un’estremità all’altra quando si parla di questo popolo. Alcuni mostrano disprezzo non riconoscendo la sovranità dello stato di Israele eil suo ruolo importante nel piano di Dio, altri amano talmente tanto questo popolo da non riuscire ad essere oggettivi nel considerare che, come tutti gli stati, anche Israele ha i suoi problemi, le sue necessità, le sue responsabilità.

A quelli che disprezzano Israele, questi versi ricordano che il Signore ha combattuto tante volte per il suo popolo e non ci sono motivi per pensare che non sia disposto a farlo anche in futuro. Per quanto Israele sia piccolo rispetto alle nazioni che lo minacciano, non ha nulla da temere. È proprio grazie alla protezione di Dio che Israele è passato attraverso i millenni a dispetto di tutte le popolazioni del mondo antico di cui ormai leggiamo solo nei libri di storia.

Tuttavia, il profeta Zaccaria ha visto anche che il popolo di Israele ha bisogno, come tutti i popoli del resto, di essere riconciliato con Dio. Questo non è scontato, non è qualcosa che si eredita per diritto di nascita. Zaccaria ha visto un tempo in cui Dio avrebbe sparso sul suo popolo “lo spirito di grazia e di supplicazione”! È proprio questo ciò di cui ha bisogno Israele oggi! Non ha bisogno di confidare nell’uomo cercando alleati più forti, ha bisogno piuttosto di guardare a Dio, “a colui che essi hanno trafitto”.

Il Signore nel passato ha mandato tanti profeti per avvertire il suo popolo e, infine, ha mandato suo figlio, il Messia Gesù. Purtroppo non è stato accolto come il Messia re ma è stato ucciso su una croce. Tuttavia, in quel modo si è compiuto il piano di Dio per la salvezza dell’umanità ed è proprio verso quella croce, verso il Messia rifiutato dai più, che tutti, giudei e gentili devono volgere il proprio sguardo. È proprio per Gesù il Messia che “gli abitanti di Gerusalemme” illuminati dal Signore devono fare “cordoglio come si fa cordoglio per un figlio unico”, è proprio lui che “piangeranno amaramente come si piange amaramente un primogenito.”

Il futuro di Israele, e in particolare di Gerusalemme, è strettamente legato al rapporto con Dio, il creatore dei cieli e della terra, come si legge tra le pagine della bibbia. Ma prima ancora della salvezza fisica, prima che Dio intervenga ancora a combattere per il suo popolo, è necessario che ci sia la salvezza spirituale come ci ricordano le parole dell’apostolo Paolo:”Fratelli, il desiderio del mio cuore e la mia preghiera a Dio per loro è che siano salvati. Io rendo loro testimonianza infatti che hanno zelo per Dio, ma zelo senza conoscenza. Perché, ignorando la giustizia di Dio e cercando di stabilire la propria, non si sono sottomessi alla giustizia di Dio; poiché Cristo è il termine della legge, per la giustificazione di tutti coloro che credono. (Rom 10:1-4)”.

In attesa che un gran numero di Israeliti riconoscano Gesù come Messia, realizzando appieno le parole del profeta Zaccaria, non posso fare altro che unirmi alla preghiera di Paolo per loro.

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