Gesù, Cristo e Signore Atti degli apostoli - Episodio 6

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Questo articolo è la parte 6 di 27 nella serie Atti degli apostoli

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«L’inizio degli ultimi giorni

Che dobbiamo fare?»


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Uomini d’Israele, ascoltate queste parole! Gesù il Nazareno, uomo che Dio ha accreditato fra di voi mediante opere potenti, prodigi e segni che Dio fece per mezzo di lui, tra di voi, come voi stessi ben sapete, quest’uomo, quando vi fu dato nelle mani per il determinato consiglio e la prescienza di Dio, voi, per mano di iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste; ma Dio lo risuscitò, avendolo sciolto dagli angosciosi legami della morte, perché non era possibile che egli fosse da essa trattenuto.
Infatti Davide dice di lui:
“Io ho avuto il Signore continuamente davanti agli occhi,
perché egli è alla mia destra, affinché io non sia smosso.
Per questo si è rallegrato il mio cuore, la mia lingua ha giubilato
e anche la mia carne riposerà nella speranza;
perché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades,
e non permetterai che il tuo Santo subisca la decomposizione.
Tu mi hai fatto conoscere le vie della vita.
Tu mi riempirai di gioia con la tua presenza”.
Fratelli, si può ben dire liberamente riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto; e la sua tomba è ancora al giorno d’oggi tra di noi. Egli dunque, essendo profeta e sapendo che Dio gli aveva promesso con giuramento che sul suo trono avrebbe fatto sedere uno dei suoi discendenti, previde la risurrezione di Cristo e ne parlò dicendo che non sarebbe stato lasciato nel soggiorno dei morti, e che la sua carne non avrebbe subito la decomposizione. Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato; di ciò, noi tutti siamo testimoni. Egli dunque, essendo stato esaltato dalla destra di Dio e avendo ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, ha sparso quello che ora vedete e udite.
Davide infatti non è salito in cielo; eppure egli stesso dice:
«Il Signore ha detto al mio Signore:
“Siedi alla mia destra, finché io abbia posto i tuoi nemici per sgabello dei tuoi piedi”».
Sappia dunque con certezza tutta la casa d’Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso».

(Atti 2:22-36 – La Bibbia)
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Indice generale della serie sugli Atti degli apostoli

La risurrezione è un concetto centrale nella predicazione apostolica. Quando avevano scelto Mattia come sostituto di Giuda, Pietro aveva sottolineato la necessità di scegliere uno che era stato con Gesù dal principio del suo ministero fino alla fine in modo da poter essere proprio “testimone della sua risurrezione” insieme a loro (Atti 1:22).

Infatti solo la risurrezione poteva dimostrare che Gesù era il legittimo figlio di Davide che doveva regnare per sempre. Seguendo il pensiero di Pietro, consideriamo che durante il ministero di Gesù, Dio gli aveva reso testimonianza attraverso opere potenti, prodigi e segni che servivano proprio come cartelli indicatori affinché le persone potessero riconoscere che Gesù era il Messia e infatti molti avevano cominciato a seguirlo proprio a causa di quei segni. Però l’uomo che tutti conoscevano come Gesù il Nazareno era morto come tutti gli altri uomini vanificando le aspettative messianiche di molti. Persino i discepoli che gli erano stati più vicino si allontanarono da lui mentre andava a morire sulla croce! Infatti i Giudei, basandosi sulle profezie di Daniele, si aspettavano un discendente di Davide che sarebbe stato unto Re e avrebbe stabilito un dominio eterno che non sarebbe passato e un regno che non sarebbe stato distrutto (Da 7:14).

Per questo, quando Gesù si definiva il figlio dell’uomo e alludeva alla sua futura morte sulla croce, alcuni avevano obiettato: «Noi abbiamo udito dalla legge che il Cristo dimora in eterno; come mai dunque tu dici che il Figlio dell’uomo dev’essere innalzato? Chi è questo Figlio dell’uomo?» (Giovanni 12:34). Pietro stesso aveva rimproverato Gesù quando egli aveva annunciato la propria morte (Mt 16:22). In quell’occasione Gesù aveva già cominciato a spiegare che comunque sarebbe risorto dopo tre giorni (Mt 16:21) ma ciò non era bastato a convincere Pietro.

Ma dopo la risurrezione e l’ascensione di Gesù e dopo la discesa dello Spirito Santo, Pietro aveva le idee chiare e sapeva che per conquistare gli altri uomini d’Israele doveva partire dalla risurrezione perché solo un Messia vivo poteva regnare per sempre!

Come tutti sapevano, Gesù era morto e Pietro sottolineò quello che ora aveva compreso, ovvero che ciò avvenne per “il determinato consiglio e la prescienza di Dio”, sottintendendo quindi che la morte di Gesù faceva parte del piano di Dio anche se ciò non escludeva la responsabilità degli abitanti di Gerusalemme che, istigati dalla propria classe dirigente, avevano chiesto al governatore Ponzio Pilato di uccidere Gesù, motivo per cui Pietro dichiarò: “voi, per mano di iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste”.

Ma Gesù era davvero il Messia e il Messia deve regnare per sempre, quindi non era possibile che la morte lo trattenesse. Quindi se il piano di Dio prevedeva la morte del Messia, allora doveva prevedere anche la sua risurrezione ed è proprio ciò che Dio aveva fatto confermando con un ultimo segno straordinario la messianicità di Gesù. Gesù infatti era risorto e non sarebbe più morto. Questo faceva anche intravedere che Gesù non era un semplice uomo come tutti gli altri ma aveva anche una natura divina che in seguito sarebbe stata messa ancora in evidenza.

Per avvalorare le sue dichiarazioni Pietro utilizzò due salmi di Davide, il 16 e il 110.

Nel salmo 16 Davide aveva invocato la protezione di Dio e aveva espresso la sua fede nel fatto che Dio non avrebbe permesso che gli fosse tolta la vita.  Nell’esprimere questa certezza, Davide aveva pronunciato queste parole:”poiché tu non abbandonerai l’anima mia in potere della morte, né permetterai che il tuo santo subisca la decomposizione.” (Salmo 16:10). Dio aveva certamente risposto alla preghiera di Davide ma si era pur sempre trattato di una salvezza momentanea, infatti Pietro osservò che alla fine Davide era morto ed era stato sepolto come tutti gli altri uomini. Ma, alla luce della risurrezione di Gesù, Pietro osservò che la parole di Davide avevano un valore profetico che potevano essere applicate non solo a sé stesso ma, a maggior ragione, al suo discendente più illustre, quello che si sarebbe seduto per sempre sul suo trono. Come abbiamo già detto tutti sapevano che il Cristo doveva infatti vivere per sempre e quindi a maggior ragione il suo corpo non avrebbe potuto subire la decomposizione ed egli non sarebbe rimasto nel soggiorno dei morti. Se Dio aveva protetto Davide salvandogli la vita più volte, era logico pensare che Dio avrebbe protetto anche il Messia figlio di Davide arrivando anche a risuscitarlo dai morti affinché potesse vivere per sempre! Pietro e gli altri apostoli erano lì a testimoniare proprio di quell’evento straordinario e la manifestazione dello Spirito Santo di cui tutti erano stati testimoni quel giorno era un ulteriore conferma della veridicità di quella testimonianza! Infatti Gesù era vivo, era stato esaltato dalla potenza di Dio ed era l’artefice dei prodigi che si erano verificati in quel giorno di Pentecoste!

L’altro salmo di Davide citato da Pietro, il salmo 110 occupa un ruolo importante nel nuovo testamento (soprattutto nella lettera agli Ebrei) ed è fondamentale perché anche Gesù lo aveva usato in Mt 22:41-45, facendo proprio notare che in quel salmo Davide si riferisce al Cristo chiamandolo “signore” anche se si trattava di suo figlio il che faceva intuire che il figlio di Davide avesse comunque una provenienza più elevata di Davide, non potendo essere solo un suo discendente.

Citando quel brano Pietro voleva fare comprendere ai suoi interlocutori che Gesù è proprio il Cristo, è proprio colui che Davide chiama “Signore”, colui a cui il Padre, dopo averlo risuscitato, ha detto di sedere alla destra finché i nemici siano posti come sgabello dei suoi piedi. Sì, proprio quel Gesù che loro avevano crocifisso Dio lo aveva dichiarato Cristo, ovvero Re figlio di Davide e allo stesso tempo lo aveva posto come il Signore di Davide!

Quanta forza in questo discorso di Pietro potenziato dallo Spirito Santo! L’uomo che aveva sgridato Gesù ritenendo impossibile che il Messia potesse morire, l’uomo che aveva rinnegato Gesù quando lo aveano arrestato, ora argomentava per convincere anche gli altri credenti Ebrei del fatto che tutto era avvenuto secondo il piano di Dio e che il Messia era morto ma era anche risorto per la potenza di Dio! Pietro era cambiato. L’azione dello Spirito di Dio era evidente nelle sue parole. Il pescatore di Capernaum stava diventando un pescatore di uomini come Gesù gli aveva promesso (Mt 4:19).

Gesù è il Cristo ed è vivo. Anche noi possiamo oggi rivolgerci a Lui chiamandolo Signore con la certezza che egli è ben più che un uomo proveniente da Nazaret. Egli è infatti la Parola che era con Dio ed era Dio (Gv 1:1) ben prima che il mondo stesso fosse creato.

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