Gesù deve crescere Evangelo di Giovanni - episodio 13

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Questo articolo è la parte 13 di 90 nella serie Evangelo di Giovanni

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«Alza lo sguardo verso Gesù

Mai più sete»


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Dopo queste cose, Gesù andò con i suoi discepoli nelle campagne della Giudea; là si trattenne con loro e battezzava.
Anche Giovanni stava battezzando a Enon, presso Salim, perché là c’era molta acqua; e la gente veniva a farsi battezzare.
Giovanni, infatti, non era ancora stato messo in prigione.
Nacque dunque una discussione sulla purificazione, tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo.
E andarono da Giovanni e gli dissero: «Rabbì, colui che era con te di là dal Giordano, e al quale rendesti testimonianza, eccolo che battezza, e tutti vanno da lui».
Giovanni rispose: «L’uomo non può ricever nulla se non gli è dato dal cielo.
Voi stessi mi siete testimoni che ho detto: “Io non sono il Cristo, ma sono mandato davanti a lui”.
Colui che ha la sposa è lo sposo; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, si rallegra vivamente alla voce dello sposo; questa gioia, che è la mia, è ora completa.
Bisogna che egli cresca, e che io diminuisca.
Colui che viene dall’alto è sopra tutti; colui che viene dalla terra è della terra e parla come uno che è della terra; colui che vien dal cielo è sopra tutti.
Egli rende testimonianza di quello che ha visto e udito, ma nessuno riceve la sua testimonianza.
Chi ha ricevuto la sua testimonianza ha confermato che Dio è veritiero.
Perché colui che Dio ha mandato dice le parole di Dio; Dio infatti non dà lo Spirito con misura.
Il Padre ama il Figlio, e gli ha dato ogni cosa in mano.
Chi crede nel Figlio ha vita eterna, chi invece rifiuta di credere al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui».

(Giovanni 3:22-36 – La Bibbia)
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C’è stato un momento in cui sia Gesù che giovanni Battista con i loro rispettivi discepoli hanno predicato il ravvedimento in vista del regno di Dio invitando le persone a battezzarsi come segno della loro volontà di prepararsi ad entrare nel regno.

Non conosciamo i contenuti della discussione sulla purificazione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo, tuttavia da tale conversazione i discepoli di Giovanni erano venuti a conoscenza del fatto che anche Gesù stava battezzando e stava riscuotendo un successo addirittura superiore a quello del loro maestro.

Il successo di Gesù sembrò infastidire i discepoli di Giovanni. Evidentemente non avevano ancora compreso fino in fondo ciò che il loro maestro Giovanni Battista aveva cercato di trasmettere loro, ovvero il fatto che mentre lui era solo un testimone della luce, Gesù era la luce stessa.

Giovanni Battista ebbe quindi l’occasione per ribadire questo concetto. Egli non era il Messia ma era un testimone chiamato a preparare la strada davanti a Lui. Egli dimostrò di aver accettato il suo posto nel piano di Dio paragonando Gesù allo sposo e paragonando se stesso all’amico dello sposo. L’amico dello sposo non è geloso dello sposo, anzi è contento di vedere che lo sposo incontra finalmente la sua sposa. Allo stesso modo Giovanni gioiva del fatto che finalmente il Messia aveva cominciato ad operare e le persone andavano verso di lui. Era giunto il momento che il ministero del Messia crescesse e che Giovanni gli lasciasse spazio. Egli non poteva sapere quanto questo suo proposito avrebbe trovato la sua definitiva realizzazione da lì a poco, infatti, non passò molto tempo prima che Giovanni fosse arrestato e fosse ucciso per decapitazione, concludendo il suo servizio.

Giovanni il Battista si rendeva conto di quale fosse il suo ruolo nel piano di Dio e lo accettava con gioia. Era contento di aver fatto ciò che Dio lo aveva chiamato a fare. Benché Giovanni fosse stato guidato dallo Spirito Santo durante la sua vita (vedi Lc 1:15), egli era comunque solo un uomo “che è della terra”, con le sue limitazioni. Invece Gesù, colui che viene dal cielo, era superiore ed avrebbe davvero parlato delle cose del cielo come uno che le ha viste di persona. Non c’erano limitazioni nello Spirito in Lui e Gesù esprimeva davvero pienamente “le parole di Dio”.

Purtroppo Giovanni sapeva che molti non ricevevano e non avrebbero ricevuto la testimonianza di Gesù ma le persone che stavano andando verso Gesù, ricevendo la sua testimonianza, non potevano fare altro che dare gioia a Giovanni Battista e confermavano che Dio era veritiero. Infatti Dio gli aveva rivelato che Gesù era il Messia promesso (Gv 1:33-34) e il ministero di Gesù lo stava confermando pienamente.

Giovanni aveva compreso che c’era una relazione stretta tra Padre e Figlio e che Dio aveva dato ogni cosa in mano al Figlio affinché gli uomini potessero ricevere vita eterna. Solo Gesù poteva salvare gli uomini perché aveva ricevuto quell’autorità dal Padre. Solo credendo in Gesù sarebbe stato possibile avere vita eterna, chi lo avrebbe rifiutato non avrebbe potuto sfuggire in alcun modo all’ira di Dio.

Queste parole di Giovanni forniscono uno spunto di riflessione sia per tutti. Chi non crede in Gesù , deve considerare bene il proprio rifiuto nei confronti di Cristo, sapendo che non ci sono altre vie per essere salvati. I credenti, a loro volta, possono trarre un grande esempio dall’umiltà di Giovanni come servo di Dio. Che tipo di servi siamo? Siamo di coloro che vogliono attirare le luci dei riflettori su di sé o vogliamo essere mezzi per portare gli altri a Gesù? Anche noi come Giovanni dovremmo diminuire affinché Gesù possa crescere nella nostra vita.

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