Gesù e sua madre Evangelo di Giovanni - Episodio 79

Questo articolo è la parte 79 di 90 nella serie Evangelo di Giovanni

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«La tunica divisa

Missione compiuta»


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Presso la croce di Gesù stavano sua madre e la sorella di sua madre, Maria di Cleopa, e Maria Maddalena.
Gesù dunque, vedendo sua madre e presso di lei il discepolo che egli amava,
disse a sua madre:
«Donna, ecco tuo figlio!»
Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!»
E da quel momento, il discepolo la prese in casa sua.

(Giovanni 19:25-27 – La Bibbia)
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Tutti ormai si erano allontanati da Gesù. Mentre i soldati si dividevano le sue vesti e si giocavano a sorte la sua tunica, solo un piccolo gruppo era rimasto abbastanza vicino a Gesù da potergli parlare.

Tra loro c’era un ragazzo, Giovanni, il discepolo che Gesù amava, quello che poi molti anni dopo avrebbe scritto questo evangelo, e alcune donne tra le quali spicca la mamma di Gesù, Maria, una donna alla quale fin dai primi giorni dopo il parto, era stato predetto che “una spada” le avrebbe trafitto l’anima (Lc 2:35). In quel giorno, circa trentatrè anni dopo, quella profezia si stava avverando.

C’è molto riserbo nei vangeli sulla presenza di Maria alla croce. Non ci sono state trasmesse le sue parole e solo l’apostolo Giovanni riporta questo episodio che lo aveva coinvolto personalmente.

Tuttavia è un episodio importante che ci porta a riflettere su come Gesù dimostrò la sua umanità fino all’ultimo momento, preoccupandosi per sua madre anche in quei momenti di sofferenza.

Maria, che nei secoli successivi sarebbe diventata oggetto di venerazione per molti, benché nella bibbia non si trovi nessuna indicazione in proposito, appare in questo brano come una donna semplice, una donna che stava perdendo il figlio che tanto aveva amato. Quella donna aveva già perso il marito (questo è ovvio perché altrimenti Gesù non si sarebbe preoccupato di affidarla a Giovanni) e ora stava perdendo il suo primogenito. Quale tristezza doveva albergare nel suo cuore! Riusciamo ad immaginare il dolore di una madre di fronte al figlio che non solo sta morendo, ma lo sta facendo attraverso quel terribile supplizio romano che era la crocifissione?

Gesù non affidò sua madre ai suoi fratelli, gli altri figli di Maria, i quali fino a quel momento non avevano creduto in lui (vedi Gv 7:5 “Poiché neppure i suoi fratelli credevano in lui.”) e neanche ad altri parenti, ma chiese a Giovanni di prendersi cura di lei. Giovanni era un discepolo che Gesù aveva particolarmente amato probabilmente perché era molto giovane rispetto agli altri discepoli.

Giovanni di fronte alla richiesta del suo maestro, non esitò a prendere Maria in casa con sé, prendendosi cura di lei come se fosse sua madre.

Sono momenti molto teneri e commoventi quelli che l’evangelista Giovanni dipinge in questa scena. Ci mostrano che, anche mentre si trovava sulla croce, negli ultimi istanti prima di rendere lo spirito, Gesù si preoccupò per gli altri, per i suoi cari, in particolare per sua madre. Il rispetto per i genitori era di fondamentale importanza per un ebreo e Gesù si dimostrò perfetto anche in questo fino all’ultimo respiro.

Il docetismo, a partire dai primi secoli avanti Cristo, espresse la convinzione che le sofferenze e l’umanità di Gesù Cristo fossero apparenti e non reali. Ma la falsità di tale dottrina è evidente quando leggiamo brani come questo. Infatti, nonostante la grande sofferenza, Gesù sulla croce si preoccupò per sua madre, mostrando grande amore per quella fedele donna ebrea che lo aveva partorito, cresciuto, amato.

È un’immagine bellissima: Gesù e Maria, un figlio e sua madre, il redentore del mondo e colei che Dio aveva scelto affinché lo portasse in grembo, uniti da un grande amore, reale, tangibile.

Colui che era stato crocifisso proprio perché accusato di farsi uguale a Dio, Colui che diceva “io e il Padre siamo uno”, mostrò fino all’ultimo di essere anche perfetto uomo. Grande è il mistero dell’incarnazione.

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