Gesù era intollerante?

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Gesù gli disse:
“Io sono la via, la verità e la vita;
nessuno viene al Padre
se non per mezzo di me.”

(Giovanni 14:6 – La Bibbia)
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Qualche tempo fa, una persona mi disse: “Tu sei intollerante! Come puoi pensare di avere la verità e che tutti gli altri non siano salvati?”

Interessante. Ero considerato intollerante perché dichiaro alle persone che devono credere in Gesù Cristo per essere salvati. La cosa mi ha fatto riflettere.

Mi sono reso conto che oggi, si ha una idea  strana di cosa sia la verità e una altrettanto strana idea di cosa voglia dire essere tolleranti.

Ecco la definizione di tolleranza secondo il vocabolario della lingua italiana:

  • Disposizione a comprendere e a rispettare idee e comportamenti diversi dai propri.

La tolleranza porta alla comprensione e al rispetto di comportamenti diversi dai propri. Ma questo non vuol dire ritenere giusti quei comportamenti.  Ho un profondo rispetto per la vita che mi porta a rispettare anche chi non condivide la mia fede, lasciandolo libero di praticare il proprio credo ma questo non significa che io condivida quel credo.

Oggi invece la tolleranza viene quasi intesa come una accettazione del fatto che tutti i credi, tutti gli stili di vita e tutte le percezioni della verità siano equivalenti. Questo porta ad un relativismo  molto pericoloso.

Infatti la verità, per sua natura, non può essere inclusiva anche del suo opposto.

Ecco la definizione di verità dal vocabolario:

  • Ciò che è vero, rispondente alla realtà, in relazione a determinati fatti (si contrappone a falsità, menzogna, bugia):
  • Ciò che è vero in assoluto
  • Rispondenza al vero, alla realtà

Leggendo queste definizioni ci rendiamo conto che la verità per sua natura si contrappone a ciò che è falso. Quindi io non posso credere che una cosa sia la verità e allo stesso tempo credere che  il contrario di quella stessa cosa sia essa stessa verità.

La verità esclude ciò che è falso. Io non posso dire che Roma è la capitale di Italia e nello stesso tempo affermare che Napoli sia la capitale d’Italia. Una delle due affermazioni è vera, l’altra è falsa.  Certo, pur non condividendo l’affermazione secondo cui Napoli sarebbe la capitale d’Italia, non andrò in giro a sopprimere chi la pensa  in quel modo.

Ovviamente, se io andassi in giro a prendere a schiaffi tutti coloro che non credono in Gesù, non sarei una persona tollerante.  Tuttavia sono assolutamente convinto che Gesù sia la verità e non posso affermare qualcosa di diverso. Sono tollerante, rispetto il prossimo ma non rinuncio alla verità in quanto tale.

Oggi si tende a credere che la tolleranza debba portarci a dire che tutte le risposte alla stessa domanda, anche quando in contraddizione tra loro, siano giuste. Viene proposto  un modello di tolleranza secondo cui io dovrei rinunciare alla verità per lasciare spazio alle bugie. Ma questo è assurdo. Questa non è tolleranza.

  Io sono tollerante verso una persona quando la rispetto come persona anche se NON condivido le sue opinioni e sono convinto che siano sbagliate. 

Gesù, di fronte alla domanda di Tommaso, suo discepolo, che gli chiedeva quale fosse la via per andare nella casa del Padre, rispose con il verso che abbiamo appena letto:”Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.”

Gesù non indicò una serie di possibilità tra cui scegliere.

Non disse che ci sono molti modi per andare al Padre.

Non espresse una semplice opinione sulla verità.

Egli indicò l’unica verità possibile. Egli è la via, la verità e la vita. Nessuno avrebbe potuto trovare scorciatoie o strade alternative.

Oggi, questa risposta di Gesù sarebbe etichettata come intollerante. Ma quando leggiamo gli evangeli, vediamo che Gesù amava le persone che lo circondavano ed esortava anche ad amare i propri nemici. Come si può considerare Gesù intollerante?

Ma quando si trattava di stabilire la verità, Gesù non scendeva  a compromessi.

Allora, noi cristiani passiamo per intolleranti se diciamo alla gente che solo in Cristo possono essere salvati? Ma cosa dovremmo dire agli altri? Cosa dovremmo dire ai nostri amici o parenti a cui vogliamo bene? Non siamo forse in dovere di dire loro la verità? Se siamo seguaci di Gesù, dovremmo forse dire qualcosa di diverso? Dovremmo dare false speranze per mostrarci più tolleranti?

Mi rendo conto che molte persone che leggeranno queste righe potrebbero avere grande rispetto per Gesù come profeta o come grande uomo, pur rifiutando l’idea che la salvezza sia solo in Cristo. Ma io vi chiedo come possiamo considerare Gesù un grande uomo di Dio e allo stesso tempo rifiutare ciò che Lui stesso ha detto di sé? Come possiamo rispettarlo se, in fondo, crediamo che egli andasse in giro a dire menzogne?

Ha forse Gesù esagerato quando ha detto di essere la Via, la Verità e la Vita?

Ha forse esagerato quando ha detto che nessuno sarebbe venuto al Padre se non per mezzo di Lui?

Credetemi, non è questione di essere più o meno tolleranti; come discepolo di Gesù non posso fare altro che credere alla Sua Parola e quella parola non mi lascia altra possibilità di scelta.

Continuerò ad amare il prossimo e a rispettare le sue scelte, ma continuerò anche a proclamare che esiste una sola verità e quella sola verità si chiama Gesù Cristo.

4 Comments
  1. Credo che Gesù sia l’ unica via per giungere al Padre. Ma credo che lo sia in quanto il suo sacrificio salvifico è essenziale, indipendentemente dalla percezione del destinatario della grazie. Chi non ha conosciuto Cristo non per sua colpa, in virtù del Suo sacrificio sarà salvato lo stesso, se è in buona fede. Certo, vivrà molto peggio in questa vita , secondo me. (Ma io non sono un teologo, è solo una mia riflessione…)

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