Gesù nella tomba

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Fattosi sera, venne un uomo ricco di Arimatea,
chiamato Giuseppe,
il quale era diventato anche lui discepolo di Gesù.
Questi, presentatosi a Pilato, chiese il corpo di Gesù.
Allora Pilato comandò che il corpo gli fosse dato.
Giuseppe prese il corpo,
lo avvolse in un lenzuolo pulito,
e lo depose nella propria tomba nuova,
che aveva fatto scavare nella roccia.
Poi, dopo aver rotolato una grande pietra contro l’apertura del sepolcro,
se ne andò.
Maria Maddalena e l’altra Maria erano lì,
sedute di fronte al sepolcro.

(Matteo 27:57-61 – La Bibbia)

E Maria Maddalena e Maria, madre di Iose,
stavano a guardare il luogo dov’era stato messo.

(Marco 15:47)

Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea,
seguito Giuseppe, guardarono la tomba,
e come vi era stato deposto il corpo di Gesù.
Poi, tornarono indietro e prepararono aromi e profumi.
Durante il sabato si riposarono, secondo il comandamento.

(Luca 23:55-56)

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Dopo la morte di Gesù, dopo che Giuseppe d’Arimatea ottenne di poter seppellire Gesù nella propria tomba nuova, cominciano tre giorni davvero oscuri e misteriosi per la storia dell’umanità, tre giorni in cui il figlio di Dio rimane nella tomba.

Erano giorni di festa in cui si festeggiava la Pasqua e la festa degli àzzimi, la grande festa gioiosa in cui si ricordava la liberazione degli Israeliti dalla schiavitù d’Egitto, eppure in quei giorni i discepoli di Gesù dovevano essere tristi, smarriti, spaventati, confusi.

Diversi discepoli avevano dedicato circa tre anni della propria vita a seguire colui che sembrava il Messia ma, alla fine, anche lui si era rivelato una delusione. Quei giorni in cui Gesù fu nella tomba, dovettero essere giorni terribili per loro.

Immagino Maria Maddalena e Maria madre di Iose, sedute di fronte al sepolcro chiuso dopo che Gesù vi era stato deposto. Questo piccolo particolare è riportato da tutti e tre i vangeli sinottici. Chissà quali pensieri attraversavano la loro mente. Il loro maestro era lì dentro. Morto. Doveva essere terribile per loro.

Dopo qualche momento passato lì davanti, anche le donne se ne andarono in vista dei giorni di festa che stavano davanti a loro, probabilmente la Pasqua più triste della loro vita.

In quei giorni i discepoli di Gesù non immaginavano quello che sarebbe accaduto nel giro di qualche decina di ore. La loro tristezza sarebbe stata tramutata in gioia e la storia del mondo sarebbe cambiata per sempre. Proprio le donne, per prime, avrebbero trovato la tomba vuota e avrebbero ricevuto la notizia della risurrezione di Gesù!

Ci sono momenti della nostra vita in cui il tempo sembra fermarsi, la nostra vita sembra  acqua stagnante, senza prospettive; momenti in cui non ci aspettiamo nulla e il futuro ci incute timore.

Quando ci trovassimo in condizioni del genere, ricordiamoci che,  dopo quei terribili giorni, Dio mutò la tristezza dei suoi discepoli in gioia. Come la risurrezione di Gesù cambiò tutta la prospettiva dei discepoli  nel giro di poche ore,  Dio può fare lo stesso nella nostra vita.

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