Gioia incontenibile! Episodio 28 - Libro di Neemia

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Questo articolo è la parte 28 di 31 nella serie Libro di Neemia

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«Una squadra che loda Dio!

Un servizio apprezzato»


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«Per l’inaugurazione delle mura di Gerusalemme si mandarono a cercare i Leviti da tutti i luoghi dove si trovavano, per farli venire a Gerusalemme allo scopo di fare l’inaugurazione con gioia, con lodi e canti e suono di cembali, saltèri e cetre. I figli dei cantori si radunarono dai dintorni di Gerusalemme, dai villaggi dei Netofatiti, da Bet-Ghilgal e dal territorio di Gheba e d’Azmavet; poiché i cantori si erano costruiti dei villaggi nei dintorni di Gerusalemme. I sacerdoti e i Leviti si purificarono e purificarono il popolo, le porte e le mura.
Poi feci salire sulle mura i capi di Giuda e formai due grandi cori con i relativi cortei. Il primo si incamminò dal lato destro, sulle mura, verso la porta del Letame; e dietro questo coro camminavano Osaia, la metà dei capi di Giuda, Azaria, Esdra, Mesullam, Giuda, Beniamino, Semaia, Geremia, dei figli dei sacerdoti con le trombe; Zaccaria, figlio di Ionatan, figlio di Semaia, figlio di Mattania, figlio di Micaia, figlio di Zaccur, figlio di Asaf, e i suoi fratelli Semaia, Azareel, Milalai, Ghilalai, Maai, Netaneel, Giuda, Canani, con gli strumenti musicali di Davide, uomo di Dio. Esdra, lo scriba, camminava alla loro testa. Alla porta della Sorgente, di fronte a loro, salirono per la scalinata della città di Davide, per la salita delle mura, al di sopra della casa di Davide, e giunsero alla porta delle Acque, a oriente. Il secondo coro si incamminò nel senso opposto; e io gli andavo dietro, con l’altra metà del popolo, sopra le mura. Passando al di sopra della torre dei Forni, esso andò fino alle mura larghe; poi al di sopra della porta di Efraim, della porta Vecchia, della porta dei Pesci, della torre di Cananeel, della torre di Mea, fino alla porta delle Pecore; e il coro si fermò alla porta della Prigione. I due cori si fermarono nel tempio di Dio; e così feci io, con la metà dei magistrati che erano con me, e i sacerdoti Eliachim, Maaseia, Miniamin, Micaia, Elioenai, Zaccaria, Anania con le trombe, e Maaseia, Semaia, Eleazar, Uzzi, Ioanan, Malchia, Elam, Ezer. E i cantori fecero risuonare forte le loro voci, diretti da Izraia.
In quel giorno il popolo offrì numerosi sacrifici, e si rallegrò perché Dio gli aveva concesso una gran gioia. Anche le donne e i bambini si rallegrarono; e la gioia di Gerusalemme si sentiva da lontano.

(Neemia 12:27-43 – La bibbia)
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Serie completa pensieri sul libro di Neemia

Capitolo 12
Neemia 12:1-26 Una squadra che loda Dio!
Neemia 12:27-43 Gioia incontenibile!
Neemia 12:44-47 Un servizio apprezzato
Altri capitoli di Neemia Vedi indice generale libro di Neemia

Quando si lavora tanto per conseguire un risultato occorre prendersi il giusto tempo per gioire del risultato conseguito! A volte siamo così di fretta che passiamo semplicemente da un’attività all’altra e non ci prendiamo neanche il tempo per gioire, vero?

Gli Israeliti avevano lavorato senza sosta per ricostruire le mura ed avevano ottenuto un risultato che andava aldilà delle più rosee aspettative. Ora, era venuto il momento di gioire, lodando Dio per come li aveva sostenuti nella loro opera.

Che bella l’immagine di questi due grandi cori che percorrono le mura procedendo in senso opposto per ricongiungersi poi insieme nel tempio di Dio. Chissà che emozione, che gioia incontenibile! Tutti si rallegrarono in quel giorno perché Dio aveva concesso loro quella gran gioia.

Come abbiamo letto, la gioia si sentiva da lontano. Questo fa riflettere. Quando il popolo di Dio è pieno di gioia e riconoscenza verso Dio, quando i credenti godono di un buon rapporto con il loro Dio, la loro gioia è visibile, la loro serenità è palpabile e percepibile anche da coloro che stanno loro intorno.

La gioia che Dio ci dona è una grande testimonianza anche verso coloro che ancora non credono in Dio. Ho conosciuto tante persone che si sono avvicinate a Dio, che hanno cominciato a cercarlo, proprio perché si sono incuriosite a causa della gioia, della pace, della serenità che i credenti a loro vicino manifestavano anche nei momenti più difficili.

Per gli Israeliti quello era un momento di gioia perché le mura erano state ricostruite. Questo non significa che tutti i loro problemi fossero stati risolti, anzi avrebbero incontrato ancora delle difficoltà, ma era giusto in quel momento manifestare la propria gioia in modo che si udisse da lontano.

Siamo capaci di gioire per le cose che abbiamo piuttosto che essere sempre concentrati su ciò che ancora ci manca?

La nostra gioia si ode da lontano, ovvero riusciamo a trasmetterla a coloro che ci stanno intorno? Dio ha ricostruito e ha dato un senso alle nostre vite, dandoci la dignità di essere chiamati figli di Dio, inserendoci come pietre viventi nell’edificio che Egli ha scelto per sua dimora, ovvero la sua chiesa!

Abbiamo quindi molti motivi per gioire, allora facciamo in modo che la nostra gioia raggiunga coloro che sono ancora lontani da Dio in modo che anche essi possano un giorno gioire con noi.

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