Grande come un bambino Chi è il più grande nel regno dei cieli?


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In quel momento, i discepoli si avvicinarono a Gesù, dicendo:
«Chi è dunque il più grande nel regno dei cieli?»
Ed egli, chiamato a sé un bambino,
lo pose in mezzo a loro e disse:
«In verità vi dico: se non cambiate
e non diventate come i bambini,
non entrerete nel regno dei cieli.
Chi pertanto si farà piccolo come questo bambino,
sarà lui il più grande nel regno dei cieli.

(Matteo 18:1-4 – La bibbia)
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Chi è il più grande nel regno dei cieli? C’è da scommettere che quando i discepoli di Gesù gli fecero questa domanda, molti di loro avevano già una precisa idea sul tipo di persona che avrebbe risposto ai requisiti. Alcuni di loro pensavano probabilmente a Mosè, altri ad Elia o a qualche altro grande profeta. Forse qualcuno poteva avere in mente un grande re e guerriero come Davide.

Ma credo proprio che nessuno di loro avrebbe pensato ad un bambino. La risposta di Gesù deve averli colti davvero di sorpresa!

Un bambino era la persona più debole e indifesa della società. Ancora oggi è difficile pensare a qualcuno che sia più vulnerabile di un bambino, bisognoso di qualcuno che lo ami, lo nutra e si prenda cura di lui. Possibile che quella sia la vera grandezza?

Come i suoi discepoli, probabilmente anche noi ci sentiamo spiazzati dalle parole di Gesù che ci invitano a prendere esempio da un bambino, a diventare piccolo come lui, se vogliamo davvero essere grandi nel regno dei cieli. Eppure, possiamo leggere e rileggere questi versi quanto vogliamo ma le parole di Gesù continueranno ad indicarci quella strada.

Come adulti siamo abituati a vergognarci delle nostre debolezze, d’altra parte viviamo in un mondo che ci incoraggia a essere forti, anche prepotenti se necessario. Questo è un mondo in cui prevalgono coloro che sanno farsi valere, coloro che hanno imparato ad andare avanti con le proprie forze!

Ma Gesù ci invita a cambiare. dobbiamo cambiare e diventare come bambini. Dalle parole di Gesù apprendiamo che nel mondo a venire assistiamo ad un ribaltamento dei valori comunemente accettati dalla società e se vogliamo essere davvero grandi nel regno dei cieli dobbiamo imparare a gloriarci delle nostra debolezza più che della nostra forza.

Ci troviamo quindi di fronte ad una sfida che non ci viene naturale cogliere ma se vogliamo davvero rapportarci con Dio dobbiamo essere umili e, come un bimbo non si vergogna di aver bisogno di altri, soprattutto dei suoi genitori, per poter vivere, così dobbiamo imparare a dipendere da Dio con umiltà in ogni cosa. D’altra parte, più saremo indipendenti e forti, meno cercheremo la guida del nostro Padre celeste.

Tutto questo sembra inaccettabile secondo la logica comune ma Dio odia l’arroganza di chi pensa di non aver bisogno di nulla mentre è ben disposto proprio verso chi mostra uno spirito umile. Infatti:”dice il SIGNORE. «Ecco su chi io poserò lo sguardo: su colui che è umile, che ha lo spirito afflitto e trema alla mia parola. (Isaia 66:2). Come bambini, con umiltà, dobbiamo quindi avvicinarci a Dio chiedendo a lui di provvedere per la nostra vita e ubbidendogli come si ubbidisce ad un padre, perché senza di Lui non possiamo fare nulla. Non abbiamo altra scelta se vogliamo essere grandi nel regno dei cieli.

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2 Comments

  1. Ciao Omar, scusami, io non riesco a decifrare il commento di Dimitri Kovalenco; con quale dei tuoi post c’entra?

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